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Charlie Hebdo, la libertà e l'odio

Hanno ucciso 12 artisti nel centro di Parigi. È difficile immaginare un colpo più preciso al cuore della cultura europea, al centro di quello spazio di libertà, dibattito e progresso che ci piace identificare con il nostro continente. AK47 contro matite, 12 uomini disarmati freddati in pochi momenti, tra i tavoli di una redazione, senza resistenza, protetti come credevano di essere dalla propria libertà, da quello scudo di carte, tradizioni e costituzioni la cui fragilità è stata rivelata, una volta di più, dalla fredda logica delle armi.

Renzi, Marchionne, l'articolo 18 e l'eredità di Berlusconi

È impossibile capire e interpretare correttamente le recenti scelte e prese di posizione del presidente del consiglio Matteo Renzi, in particolare l'offensiva sull'articolo 18 e il rinnovato rapporto con Sergio Marchionne, se ci si limita ad analizzarle nel merito o se si tenta di rapportarle alle dinamiche dell'economia o del rapporto con l'Unione Europea. Perché mai Renzi dovrebbe insistere nell'attacco a un articolo 18 che la riforma del 2012 (votata compattamente da Pd e Pdl sotto l'egida di Monti e Fornero) ha già smontato esattamente nei termini che vengono tuttora criticati (il reintegro automatico in caso di ingiustificato licenziamento per motivi non palesemente discriminatori, che non esiste più)? Cosa mai dovrebbe importare ai suoi referenti sociali italiani (Confindustria) ed europei…

Basta discussioni sull'Art 18; serve il Lavoro, vero

Sembrerebbe la classica discussione estiva, quella di chi non sa di cosa parlare sotto l'ombrellone. Invece preoccupa il dibattito sull'articolo 18 perchè ormai Ferragosto è diventato il giorno utile per cancellare i diritti. Non ci stiamo. No, non vogliamo partecipare all'ennesimo dibattito sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (Legge n.300 del 20 maggio 1970 leggete tutto lo Statuto per capirne la modernità). Il dibattito lo riapre Alfano, per fare "qualcosa di destra" spinto dai cavalieri anti-lavoratori, Sacconi e Brunetta su tutti. E' la metafora della cura della calvizie, utilizzata egregiamente da Umberto Romagnoli, per mettere qualche capello (diritti) in testa ai calvi (i precari) si tagliano quelli di chi ne ha di più (secondo il pensiero dominante a quelli che…

Da Alessandro Magno all'Ikea: il Queer alla ricerca di nuovi spazi

Più di qualcuno dimentica che è stato un frocio a disegnare la mappa del mondo. A tracciare dei confini e dei punti cardinali che tuttora sono assi di guerra, di culture e di identità. Fu proprio Alessandro Magno a tracciare l'asse cardinale che divide l'oriente, medio e lontano, e occidente, proprio a partire dalla Macedonia, luogo in cui è nato, fondendo le tre pratiche della conoscenza, della conquista e della rappresentazione, con uno spirito che potremmo definire protocoloniale, ma mosso sempre da un'infinita curiosità, primo motore della sua avventura. Forse il Queer dovrebbe ripartire da lì per uscire dalle secche dell'accademismo. Per conquistare nuovi spazi, rappresentazioni e conoscenza, tornare a produrre senso.

Il premio Strega e la sinistra: dove sono tutti?

C'è stato un tempo in cui avevo tempo di leggere romanzi. Poi sono venuti la laurea, il lavoro, e soprattutto la lista Tsipras. Sì, quel movimento reale che ha svelato a una generazione di under trenta che è possibile superare uno sbarramento elettorale. Purtroppo, infatti, quello stesso movimento reale ha edotto un’altra generazione sull'esistenza di siti scrollabili, che danno l'illusione di poter scrivere documenti infiniti che allungano la vita di chi li scrive. Travolti da questo 4% carico di grafomania, da qualche mese i romanzi si impolverano sul mio comodino. Eppure, in quel tempo lontano ero riuscito a leggere il libro che ha vinto qualche giorno fa il Premio Strega, Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo. Addirittura,…

"Ciro era un ragazzo"

Sono mancata dal quartiere per qualche giorno, e ci sono ritornata soltanto ieri (26 giugno). Ho preso il pullman dallo stazionamento della metro e addentrandomi dentro Scampia cercavo segni percepibili di quello che era successo. Cercavo segnali, e il quartiere era silenzioso, deserto, chiuso in se stesso.

L'antifascistismo, un'ideologia di destra

L’antifascismo può diventare uno strumento per legittimare politche reazionarie. Mentre la destra berlusconiana ha per un ventennio ignorato o mistificato il ruolo della Resistenza, il Partito Democratico può invece utilizzarla per trovare un fondamento storico alla propria azione politica. Ciò è possibile perché esso è erede del Partito che più di tutti si impegnò nella lotta clandestina e militare alla dittatura. Il nucleo fondante di questo “antifascismo di destra” è la difesa delle istituzioni, in quanto figlie di quel processo storico, e quindi dell’autorità costituita. Questo discorso arriva al punto di fare anche dell’Unione Europea un’erede della lotta per la democrazia, quando è invece noto che la Comunità Europea nacque in chiave anticomunista e, anche per quell’imprinting iniziale, continua a…

"Vola solo chi osa farlo": l'Unione degli studenti compie vent'anni

Se volessimo fare il gioco della torre e scegliere cosa salvare del ventennio politico che abbiamo alle spalle, sulla torre rimarrebbe poco, ma sicuramente resterebbe l’Unione degli Studenti. L’Unione ha compiuto vent’anni. Nata il 12 Marzo 1994 dalla volontà di unire esperienze diverse – dal nucleo fondativo che ruotava attorno alla rete “A Sinistra”, erede delle esperienze studentesche della FGCI, ai collettivi emiliani d’ispirazione sindacale, fino alle reti studentesche d’impegno civile antimafia – l’Uds prima ancora che un’organizzazione, ha rappresentato (e rappresenta tuttora!) una palestra di democrazia e partecipazione, uno strumento di emancipazione per migliaia di studenti e studentesse che l’hanno animata in questo ventennio di passioni tristi. L’Uds è riuscita a dare a migliaia di studenti e di studentesse…

L’anomala “mossa Spinelli”. Come una “lista di cittadinanza” potrebbe ricostruire la sinistra italiana

Questo articolo è stato scritto e pubblicato il 23 febbraio 2014 per Enthemata, supplemento domenicale ad Avgi, il giornale di Syriza in Grecia. Quando Barbara Spinelli, una delle più famose giornaliste italiane nonché la figlia di Altiero, padre fondatore dell’Unione Europea, ha iniziato a esprimere il suo vigoroso dissenso nei confronti delle politiche di austerity imposte dalla troika in Grecia e, in generale, nei confronti delle politiche dell’Ue, l’impatto sul dibattito pubblico italiano è stato piuttosto profondo. Un altro intellettuale mainstream sfidava il consenso pro-austerity stabilito dai maggiori partiti, appena pochi giorni dopo la pubblicazione, da parte del sociologo di impostazione socialdemocratica Luciano Gallino, di un libro intitolato Il colpo di Stato di banche e governi. L'attacco alla democrazia in…
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