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Scienze politiche inutile? No: lo sono imprese e governi

"La laurea in Scienze Politiche? Non serva a niente". Così esordisce un articolo pubblicato ieri su The Huffington Post, che riporta le parole di Alberto Giacomo Forchielli, imprenditore, il quale, a “Non è l’Arena”, rispondendo a Francesca Sardella, con due lauree e due master in Scienze Politiche e in Relazioni Internazionali, afferma che i tali titoli di studio non servono a niente: infatti, per anni l’imprenditore avrebbe suggerito agli studenti di non studiare né Scienze Politiche né Giurisprudenza, in quanto, a suo parere, studiando tali discipline “si rimane a casa”.

Normale di Pisa: dopo le proteste si dimette il direttore

La vicenda che ha interessato la comunità accademica della Scuola Normale e le città di Pisa e Napoli ha visto oggi una sua tappa non indifferente: per la prima volta in 208 anni di storia, il direttore è stato costretto alle dimissioni. A muovere le acque è stata la posizione degli studenti e delle studentesse, che hanno saputo criticare nel metodo e nel merito una proposta (l'idea di una Normale Meridionale a tempo determinato) criticando duramente il tribalismo della Lega, che si è limitata a chiedere la tutela della pisanità del "marchio", senza alcuna riflessione su saperi ed eccellenza. Pubblichiamo la dichiarazione delle studentesse e degli studenti che oggi, dopo il Senato accademico che ha ratificato le dimissioni del prof.…

Precari dell'università, ennesimo atto del governo del tradimento

Lascia esterrefatti la notizia dell’introduzione del comma 208-bis nel Maxiemendamento di Legge di Stabilità 2019, dopo la negoziazione con i tenutari dell’austerity europeo: per l’anno 2019 le Università, in relazione al loro potere autonomo di reclutamento, hanno il divieto della loro facoltà di bandire concorsi ordinari per le assunzioni a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica fino a venerdì 15 novembre 2019. Il sabato e la domenica, come è noto, gli uffici e i dipartimenti non sono attivi istituzionalmente.

Stesso lavoro, stessi diritti: i ricercatori precari si mobilitano

Sale un certo imbarazzo quando gli studenti si rivolgono a te dandoti con naturalezza del prof. In fin dei conti sono abituati a vederti dietro la cattedra, dove stai da anni, magari con qualche capello bianco. Non sanno e neanche possono immaginare che tecnicamente tu non sia ancora un vero e proprio prof, con la tua docenza a contratto pagata 25 euro lordi l’ora (8 netti in media) da rinnovare, quando va bene, di anno in anno.

Salvini e Blangiardo alla conquista dell’Istat

Come mai il governo giallo-verde, in particolare la sua anima salviniana, ha scelto un demografo cattolico con il pallino degli studi sull’immigrazione e qualche smaccata idea integralista sui temi della “vita”? Nulla è casuale. Blangiardo negli scorsi anni ha infatti studiato da leghista, aspettando questo momento.

Scuole sicure? Ribellarsi aprendo le scuole

Qualche mese fa Donald Trump ha sconvolto gli Stati Uniti e gran parte del pianeta con la proposta di armare gli insegnanti per rendere le scuole più sicure. La logica a sostegno della proposta era non troppo diversa da quella che nel secolo scorso ha fondato la corsa agli armamenti: a fronte di un paese, gli Usa, dove la armi sono diffuse e le stragi nelle scuole drammaticamente ricorrenti, armare gli insegnanti avrebbe reso gli istituti letteralmente “ad armi pari” con potenziali attentatori.

Ma davvero aboliscono il numero chiuso a medicina?

Da sempre mi batto per l'abolizione del numero chiuso, a medicina, ad odontoiatria, ad architettura e in tutte le facoltà che in questi anni a seguito dei tagli, non potendo più garantire aule, laboratori e docenti hanno scelto la strada delle barriere all’ingresso.

Quale futuro per Università e Ricerca? L’alta formazione nel patto di governo Lega-M5S

Negli scorsi giorni le due forze politiche uscite vincitrici dalle elezioni politiche del 4 marzo, Lega e Movimento 5 Stelle, hanno siglato un “Contratto per il Governo del Cambiamento”, preludio alla formazione di un nuovo governo. Il “Contratto” prevede un intero capitolo dedicato a “Università e Ricerca”. L’agenda politica definita appare però piuttosto vaga e poco concreta nei suoi punti cruciali. Alcune delle proposte fanno addirittura temere che, su certi temi, il prossimo governo possa invece agire in una sostanziale linea di continuità con gli assetti attuali del sistema universitario.

Morire di valutazione, a Napoli e non solo

Testimonianze e riflessioni di una guerra condotta contro i soggetti deboli dell'Università e della ricerca Premetto di non essere un penalista, non mi occupo di diritto e non sono interessato ai profili penali. Proprio per questo ho impegnato molto tempo a scrivere questo articolo, e ho aspettato che il dibattito mediatico circa il suicidio di una studentessa a Napoli (specificatamente alla Federico II) si consumasse. Non mi interessa accusare l'istituzione o le sue figure di un singolo avvenimento, mi interessa semmai accusarle di tutto, ovvero rintracciare nelle scellerate politiche nazionali e locali degli ultimi 10 anni, nei movimenti del sistema produttivo, nelle pressioni del mondo industriale, ragioni e vincitori (ma soprattutto i vinti) di una guerra condotta contro la funzione…
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