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Mibact: cosa c’è dietro al vuoto normativo. A rischio l’intero “pacchetto cultura”.

Pochi giorni orsono, in piena trance da campagna referendaria l’ormai ex Ministro Boschi, all’interno di un dibattito televisivo con Matteo Salvini, inseguendo il leader leghista sulla famosa e annosa vicenda della spending review, citava il tanto conclamato “taglio” delle Soprintendenze, opera portata a termine dal DM 44 23/01/2016, noto semplicemente come riforma Franceschini.

Vince il NO: Italiani popolo di ignoranti?

Nei giorni subito successivi alla vittoria del NO del 4 dicembre, così come dopo il Brexit inglese, è stato molto interessante, per non dire ridicolo, il dibattito che si è costruito sull’abolizione del suffragio universale per impedire il voto al “popolino ignorante”. Una provocazione di cattivo gusto? Forse. E’ necessario per noi chiarire che non legittimiamo l’intellettualismo contenuto in queste dichiarazioni, che non fanno altro che costruire una distanza tra chi, già destinato a far parte della classe dirigente fin dalla tenera età, ha frequentato le migliori scuole ed università (magari private) e chi oggi invece stenta ad acquistare i libri di testo o pagare le tasse universitarie. Per noi, le scelte del popolo e dei subalterni, restano sovrane senza…

Marrakech: non c’è solo la Cop22. Docenti in piazza per l’istruzione pubblica

La Cop22 di Marrakech è stata un’ottima occasione per il regime presieduto da Mohamed VI per lavorare sull’accrescimento del proprio consenso interno e sulla propria legittimità internazionale. Il Marocco è, infatti, rappresentato in ogni zona della conferenza come uno degli esempi più virtuosi in termini di investimento nella “transizione verde” e di golvernodel fenomeno dei cambiamenti climatici da parte dei paesi “in via di sviluppo”.La presenza dei capi di Stato e di alti rappresentanti della diplomazia internazionale hanno sicuramente contribuito ad agevolare e rafforzare la legittimità della monarchia marocchina indebolendo il ruolo di denuncia della repressione, delle nefande conseguenze delle misure neo-liberiste e la mancanza di rispetto dei diritti sociali del governo marocchino che con difficoltà le opposizioni sociali esistenti…

Prima gli yacht, poi i saperi: la ricetta del governo

Nel corso degli ultimi giorni, in molte piazze d'Italia, l'ADI - Associazione dei Dottorandi e Dottori di Ricerca e la FLC CGIL hanno costruito una serie di presidi informativi per segnalare una vertenza connessa al destino dei precari della ricerca. Questi presidi, iniziati il 9 dicembre, son culminati con un appuntamento innanzi a Montecitorio, convocato per venerdì 18 dicembre. 

Buona Scuola: benvenuto referendum! Per cambiare le scuole e il paese

Benvenuto, è proprio il caso di dirlo. A chi? Al referendum contro la legge 107/15, contro La Buona Scuola della precarietà. Il 29 novembre un'affollata assemblea nazionale indetta dai comitati Lip ha definitivamente avviato il percorso per proporre al Paese un'alternativa alla scuola disegnata dall'associazione Treellle, da Confindustria e dai tecnici di Viale Trastevere. L'obiettivo è arrivare al 2017 con una proposta radicale e maggioritaria allo stesso tempo, sacrificando corporativismi e timidezze di sorta. La situazione, però, non è per nulla facile. L'anno di lotte definitivamente conclusosi il 9 ottobre, giornata di mobilitazione nazionale studentesca, ci lascia alcuni dati politici da metabolizzare.

La nuova università nascerà dal basso? Gli studenti di Link presentano la loro proposta

LINK - Coordinamento Universitario presenta in una conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei Deputati, la Nuova Università: una proposta complessiva di ripensamento dell’Università che parte dagli studenti, ma che si mette a disposizione delle riflessioni di tutti, anche in previsione delle diverse iniziative che si terrano nei prossimi giorni e che avranno come tema l’istruzione terziaria nel nostro paese.

Chi si ferma è perduto. Un avviso dalla scuola a un sindacato troppo lento

Nelle ultime settimane le mobilitazioni promosse dalla CGIL contro il ddl sulla Buona Scuola stanno riaccendendo il dibattito sul ruolo del sindacato nell’organizzazione del conflitto sociale. Insegnanti di ruolo e precari stanno occupando le piazze di molte città da Nord a Sud chiedendo a gran voce che il governo Renzi ritiri il pessimo progetto di riforma e avvii contemporaneamente un confronto con le rappresentanze sindacali del mondo della scuola. Tuttavia, sarebbe intellettualmente disonesto nascondere che la protesta degli insegnanti rischia di diventare l’ennesima risposta corporativa di un sindacato messo alle corde da quello che fu il suo partito di riferimento.
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