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Mediterraneo: a un anno dall'ecatombe, ancora centinaia di vittime

Era il 18 aprile di un anno fa, quando una imbarcazione eritrea usata per il trasporto di migranti affondò nel Canale di Sicilia. Si trattò della più imponente strage di migranti nel Mediterraneo, con il computo delle vittime accertate limitato ad "appena" 169, tanti quanti sono i corpi effettivamente recuperati finora dal relitto, ma stando ai racconti dei 28 sopravvissuti tra le 700 e le 900 persone erano presenti sull'imbarcazione. A un anno esatto da quella tragedia, il Mediterraneo deve fare i conti con una nuova strage di innocenti.

Tra gli schiavi di 'Mafia Caporale': xenofobia, ricatto e subalternità senza regole

“So che ogni volta è una scoperta, che non c’è limite alla depravazione del caporalato”, è riassumibile in questa breve riflessione dell’Io narrante, l’etnografo Leonardo Palmisano, il saggio ‘Ghetto Italia’ (Fandango Libri), scritto a quattro mani insieme al camerunense Yvan Sagnet, già leader della rivolta dei braccianti di Boncuri, nei pressi di Nardò, dell’estate 2011. I due autori si sono ritrovati a compiere un viaggio dall’estremo tacco di Italia fino alle regioni del Nord Ovest del Paese per delineare quello che è il complesso quadro del caporalato in Italia o come lo ribattezza proprio Palmisano “Mafia Caporale”.

Sgomberano il Baobab, modello di accoglienza e generosità nell'emergenza migranti

Da qui a qualche giorno il luogo che per sei mesi ha coperto il vuoto dell’amministrazione romana nella fase più critica di sempre nell’emergenza migranti sarà sgomberato. Dopo una intensa giornata di trattative lo sgombero del Baobab non avverrà nella mattinata di domani, venerdì 4 dicembre, ma comunque nei prossimi giorni. Il Baobab, centro che da cinque mesi in via Cupa, nei pressi della stazione Tiburtina a Roma, offre a centinaia di migranti accoglienza, pasti caldi, vestiti, assistenza sanitaria, grazie al solo lavoro dei volontari e alle donazioni dei cittadini, chiuderà i battenti come già da settimane preannunciato dal Dipartimento per le Politiche Sociali del Comune di Roma.

European Agenda on Migration: chi ha paura del migrante?

L’Europa “passa all’azione” sulla questione migranti

Pare che “finalmente l’Europa (sia) pronta ad assumersi le sue responsabilità”. Lunedì 11 maggio Federica Mogherini, ex ministro degli esteri italiano e attuale alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, ha parlato davanti al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per ottenere una prima approvazione riguardo la parte “militare” della strategia che l’Unione vuole mettere in piedi per rispondere alla “emergenza migranti”. Il piano europeo, chiamato European Agenda on Migration, è stato ufficialmente presentato dalla Commissione a Bruxelles il 13 maggio. L’Agenda, che dovrebbe svilupparsi su un periodo di cinque anni (2015-2020), prevede una strategia d’azione differenziata che distingue tra le  soluzioni da adottare nel breve periodo, e le azioni di coordinamento tra gli stati membri che puntano ad essere realizzate entro il 2020. La European Agenda giunge in un momento e all’interno di un contesto ben precisi. 

Migranti: perché le quote UE non sono la risposta

In Unione Europea si discute di fissare delle quote di migranti da allocare nei diversi Paesi, peraltro ridottissime, peraltro con la contrarietà di mezza Unione, che preferisce fare campagna elettorale sul respingimento. Anche se le quote ammontassero a un numero maggiore di quello dei richiedenti, si tratterebbe comunque di un'ipotesi tremenda. Perché? Perché fissare una quota di migranti in ingresso da smaltire svaluta ulteriormente la vita umana, da merce, status a cui era già scesa (capitale umano) nel mondo moderno, a rifiuto speciale, da differenziare e trattare.

Lampedusa, il racconto dei sopravvissuti: costretti a partire sotto minaccia armata

"Non volevamo partire, c'era brutto tempo. Ma i trafficanti umani di hanno costretti sotto la minaccia delle armi e non avevamo altra scelta. Siamo partiti a bordo di  quattro gommoni in 460, ma uno dei gommoni, durante la traversata, è affondato e sono morti tutti i profughi a bordo. Tra loro c'erano anche tre bambini. È stata una tragedia, non avrei mai immaginato di vivere un incubo del genere".

Emra, 22 anni, italiano, detenuto nel CIE di Bari

da melting pot - Che le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza siano un groviglio di ingiustizie e paradossi non è certo una novità. A volte però, ormai troppo spesso, le prassi amministrative di chi queste leggi dovrebbe "almeno" rispettare, riescono a spingersi oltre, rendendo ancor più feroci gli effetti delle norme: quelle in materia di immigrazione e quelle che dovrebbe riconoscere a chi non ha visto nella sua vita altro paese che l’Italia, un passaporto italiano.

9 bufale sugli immigrati: smentite dai numeri

ripubblichiamo da esseblog

Negli ultimi tempi fra le provocazioni di Salvini, i blitz di Borghezio e Casapound, le aggressioni in autobus o per strada ai danni di africani accusati di portare l’Ebola, gli scontri di Tor Sapienza, le esternazioni di Grillo circa il trattamento da riservare a chi arriva dal mare, il clima attorno agli stranieri si è di nuovo fatto abbietto e a tratti pericoloso. Ho voluto allora confutare punto per punto le argomentazioni più usate dai razzisti a vario titolo, tanto per fare chiarezza e dimostrare che il razzismo rimane un basso istinto che va semplicemente educato e soppresso e non ha alcuna ragione razionale per essere professato.

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