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Il favoloso mondo di Virginia Raggi alla prova dei fatti.

Tra le polemiche sulla paralisi romana, le spaccature interne all'M5S - smentite dal Campidoglio -, l'attesa ancora della nomina, a tre mesi esatti dall'insediamento, dell'assessore al Bilancio dopo le rapide dimissioni del primo incaricato (l'ex Consob Marcello Minenna) e l'affrettata esclusione del secondo per indagini a suo carico (l'ex giudice della Corte dei Conti Raffaele De Domenicis), il 17 settembre la sindaca di Roma Virginia Raggi, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook e sul blog di Beppe Grillo, ha elencato “alcuni cambiamenti diventati realtà”. Ovvero l'operato di questi primi mesi di governo della capitale. Eccolo, alla prova del fact checking.

Olimpiadi: non (solo) una questione di legalità

C'è un non detto significativo nel dibattito di questi giorni sulla candidatura romana alle Olimpiadi 2024. In molti si concentrano sulla questione della legalità e del rischio di corruzione: alcuni per dire che è impossibile organizzare le Olimpiadi a causa di questi fattori, altri per dire che tali rischi vanno affrontati e combattuti, ma non possono bloccare le scelte di una città e del Paese.

Sgomberano il Baobab, modello di accoglienza e generosità nell'emergenza migranti

Da qui a qualche giorno il luogo che per sei mesi ha coperto il vuoto dell’amministrazione romana nella fase più critica di sempre nell’emergenza migranti sarà sgomberato. Dopo una intensa giornata di trattative lo sgombero del Baobab non avverrà nella mattinata di domani, venerdì 4 dicembre, ma comunque nei prossimi giorni. Il Baobab, centro che da cinque mesi in via Cupa, nei pressi della stazione Tiburtina a Roma, offre a centinaia di migranti accoglienza, pasti caldi, vestiti, assistenza sanitaria, grazie al solo lavoro dei volontari e alle donazioni dei cittadini, chiuderà i battenti come già da settimane preannunciato dal Dipartimento per le Politiche Sociali del Comune di Roma.

Roma nelle secche di Mafia Capitale: dalla riflessione alla proposta

Dalla seconda ondata di arresti per l’inchiesta della Procura di Roma su Mafia Capitale, continua a svilupparsi nella città un dibattito a tratti schizofrenico1, in una rincorsa tra chi è più sceriffo e chi gioca a collocarsi quanto più distante dai cattivi.

Da osservatrice e militante, provo a rilevare alcune dinamiche che mi sembrano offuscate dal cicaleccio di queste ore.

14 Dicembre: No alle condanne, la lotta non si arresta

Qualche giorno fa sono arrivate le dure richieste di condanne dei manifestanti imputati da parte della pubblica accusa per gli scontri di piazza della manifestazione del 14 dicembre 2010 : tra i 4 anni e sei mesi a 4 mesi.

 Sono passati quasi cinque anni e molti di noi erano in piazza quel giorno, il 14 dicembre, in cui il Governo Berlusconi comprò ad uno ad uno il voto di fiducia del Parlamento italiano, riuscendo così ad approvare la Riforma dell’università del Ministro Gelmini, riforma che a posteriori si è rivelata un fallimento. Queste condanne, rappresentano oggi, al pari di quelle contro gli attivisti No Tav molto più un segnale di repressione del conflitto sociale, che una faccenda di ordine giudiziario.

Esprimiamo piena solidarietà a tutti gli imputati e crediamo che sia necessario che il Comune di Roma dia un segnale rinunciando a costituirsi parte civile nel processo del 14 dicembre.

Siamo convinti che il tempo non possa essere un espediente per dimenticare l’importanza che le manifestazioni studentesche hanno avuto nell’opposizione al Governo Berlusconi e alle sue politiche corrotte, di smantellamento dell’istruzione pubblica e di precarizzazione della ricerca nel nostro Paese. Politiche nei confronti delle quali non si riscontra ancora una discontinuità da parte dell’attuale Governo.

Gli attivisti e le attiviste di ACT – Agire Costruire Trasformare

I precari dell'ISTAT proclamano lo stato di agitazione e bloccano le attività dell'istituto

I precari dell'ISTAT hanno proclamato lo stato di agitazione. Di seguito il loro comunicato.

"I 372 precari dell'Istituto nazionale di Statistica con i contratti in scadenza al 31 dicembre 2014 hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e il blocco delle attività dell'istituto: questa mattina, 25 novembre, sono centinaia i precari che stanno occupando gli uffici della direzione della Contabilità Nazionale impedendo di fatto lo svolgimento delle normali attività di produzione dei dati.

Calcio, fascismo e potere: il vero volto di CasaPound e l'aggressione ai tifosi dell'Ardita

Succede in Italia, per la precisione in un campo di terza categoria di Roma, che un gruppo di una quarantina di fascisti incappucciati faccia irruzione sugli spalti per aggredire, picchiare e ferire con spranghe, mazze e picconi i tifosi della squadra ospite tra lo sguardo sgomento degli spettatori di casa. È successo in un campo della Flaminia, durante l'incontro tra il Magliano Romano e l'Ardita, squadra di calcio popolare nata 4 anni fa per offrire uno spazio sociale ed un punto di riferimento per i giovani delle periferie permettendo loro di condividere le proprie vite attraverso il calcio. Succede che viene colpita non una tradizionale squadra di calcio, ma una squadra, come tante altre stanno sorgendo in Italia, che porta avanti un progetto di riappropriazione degli spazi sportivi e dei valori dello sport come punti di riferimento fondamentali per la ricostruzione di un vivere comunitario, solidale, antirazzista e slegato dal potere economico che pervade ormai tutti i campi di calcio dalla serie A alla terza categoria. L'Ardita (un tempo Ardita San Paolo) è una squadra che si fonda sull'azionariato popolare, cioè sulla compartecipazione dei tifosi e dei simpatizzanti alla sorte del club e da qualche anno gestisce un impianto sportivo a Pietralata insieme a Liberi Nantes, club composto da rifugiati politici. Può bastare questo a spiegare un attacco così violento e vile da parte di un folto gruppo di estremisti di destra?

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