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14 Dicembre: No alle condanne, la lotta non si arresta

14 Dicembre: No alle condanne, la lotta non si arresta

Qualche giorno fa sono arrivate le dure richieste di condanne dei manifestanti imputati da parte della pubblica accusa per gli scontri di piazza della manifestazione del 14 dicembre 2010 : tra i 4 anni e sei mesi a 4 mesi.

 Sono passati quasi cinque anni e molti di noi erano in piazza quel giorno, il 14 dicembre, in cui il Governo Berlusconi comprò ad uno ad uno il voto di fiducia del Parlamento italiano, riuscendo così ad approvare la Riforma dell’università del Ministro Gelmini, riforma che a posteriori si è rivelata un fallimento. Queste condanne, rappresentano oggi, al pari di quelle contro gli attivisti No Tav molto più un segnale di repressione del conflitto sociale, che una faccenda di ordine giudiziario.

Esprimiamo piena solidarietà a tutti gli imputati e crediamo che sia necessario che il Comune di Roma dia un segnale rinunciando a costituirsi parte civile nel processo del 14 dicembre.

Siamo convinti che il tempo non possa essere un espediente per dimenticare l’importanza che le manifestazioni studentesche hanno avuto nell’opposizione al Governo Berlusconi e alle sue politiche corrotte, di smantellamento dell’istruzione pubblica e di precarizzazione della ricerca nel nostro Paese. Politiche nei confronti delle quali non si riscontra ancora una discontinuità da parte dell’attuale Governo.

Gli attivisti e le attiviste di ACT – Agire Costruire Trasformare

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