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La città contro i poveri, il turismo contro il riuso: difendiamo il Balôn di Torino!

  • Scritto da  Karl Krämer
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La città contro i poveri, il turismo contro il riuso: difendiamo il Balôn di Torino!

Riprendiamo un articolo uscito nei giorni scorso sul sito del Movimento per la Decrescita Felice.

A Torino c’è un luogo speciale. Un luogo di marginalità, di povertà, ma anche di vita, di colori e di speranza per il futuro: il Balôn. È lo storico mercato delle pulci della città che dall’800 si svolge ogni sabato nel centro della città. Qui, nei vicoli di Borgo Dora, accanto all’enorme mercato di Porta Palazzo, centinaia di persone vendono quello che hanno trovato sgomberando soffitte e cantine e frugando nei cassonetti. Per loro, migranti come italiani, è questione di sopravivenza racimolare un po’ di soldi per pagare le bollette e i libri per i loro figli (potete trovare alcune delle loro storie qui: http://www.ecodallecitta.it/notizie/388648/leconomia-del-cassonetto/). Allo stesso tempo permette a migliaia di trovare oggetti rari o di vestirsi spendendo poco e concretizza una delle pratiche più sostenibili che ci possa essere: il riuso. Ogni sabato tonnellate di beni ancora di qualità vengono salvati dalla discarica.

Parliamo di una pratica che nella sua forma attuale è dovuta a ingiustizie e disuguaglianze sociali che vanno ridotte, ma che è anche virtuosa di fronte alla necessità di ridurre fortemente il nostro impatto ambientale.

In questo momento però, la Città di Torino non riconosce il valore di questo mercato e lo vuole spostare dalla sua localizzazione centrale e storica. Più precisamente, si patrla della parte più ‘povera’ del mercato, in quanto in seguito alla legge Bersani il Balôn è stato amministrativamente diviso in due – la parte legata a un’economia del riuso marginale e un’altra (almeno apparentemente) più ‘fig(hett)a’ e ‘pulita’, in cui c’è pure una parte di riuso base, ma ci sono anche antiquari che vendono mobili a caro prezzo e bancarelle di upcycling – insomma, riuso più per moda che per necessità.

Non che questo sia di per sé un male, ma purtroppo c’è chi (va detto: solo alcuni) dalla parte ‘bella’ del Balôn vuole che se ne vada la parte ‘povera’ (vedi p.es.: http://piemonte.checambia.org/articolo/comitato-oltredora-giu-le-mani-dal-bal%C3%B4n/, http://napolimonitor.it/la-citta-suq-governo-dei-marginali-interessi-della-riqualificazione-torino/  o più vicino alla fonte: http://ascoriunitiportapalazzo.blogspot.com/http://torinonews24.it/news/emergenza-suk-e-uno-scempio-fuori-controllo-vogliamo-risposte-dal-comune-fotogallery/).

Alleatisi con alcuni residenti e politici, sembrano di essere riusciti a convincere il Comune a spostare il mercato. Infatti la Giunta ha deliberato (addiritura il 27 dicembre, http://napolimonitor.it/delibera-marginali-foto-dal-balon-torino/) che dal 19 gennaio il mercato si debba svolgere in via Carcano, lontana dal centro città. Lì già si svolge un mercato analogo la domenica, che però non può contare assolutamente sugli stessi numeri del sabato. Infatti il sabato il Balôn, nelle sue due parti, si unisce al mercato di Porta Palazzo in una delle aree mercatali più grandi d’Europa, in continuità pedonale col centro storico, offrendo quindi un passaggio e una dinamica che non potrà mai essere costruita ugualmente in un luogo periferico e poco frequentato come quello previsto dal Comune. Lo spostamento, per altro, riducendo la dinamica complessiva dell’area, potrebbe anche danneggiare tutto il mercato, inclusa la parte ‘elegante’ del  Balôn, come temono alcuni dei suoi commercianti critici.

Quali sono le ragioni con cui si giustifica lo spostamento?

Si parla di ‘degrado’, di sporcizia, di problemi di sicurezza e di presunta illegalità, nonostante il mercato sia perfettamente legale (gestito dall’associazione ViviBalon sulla base di un bando dello stesso Comune) e dotato di tutti i piani di sicurezza, coordinati con le forze di polizia. A volte si parla anche di problemi concreti come l’accesso al passo carraio del SERMIG, un’istituzione religiosa di beneficienza del quartiere, riguardo ai quali sembra però poco probabile che l’unica soluzione possibile sia lo spostamento di tutto il mercato.

Insomma, una retorica seccuritaria e spesso anche velatamente xenofoba che si inserisce nello stesso discorso politico da cui scaturisce un ‘Decreto Sicurezza’. Da un lato. Dall’altro si aggiunge il sogno politico di una città e di un quartiere turistici come a Barcellona e Parigi. Si pensa che Borgo Dora possa diventare un’attrazione turistica chiave di Torino e che perché questo possa succedere, il Balôn ‘povero’ debba andarsene e il luogo in cui si svolge essere trasformato in parcheggio. Oltre all’espulsione del Balôn ci sono altri interventi di trasformazione in corso o previsti, orientati a trasformare Porta Palazzo in una destinazione di ‘street food di qualità’, dotata di ‘ostello di lusso’ (http://torino.corriere.it/economia/17_novembre_28/ostello-lusso-osterie-slow-food-cosi-porta-palazzo-cambiera-pelle-77d86ffc-d417-11e7-b070-a687676d1181.shtml).

Il turismo è uno dei settori economici più dinamici a livello globale da decenni e noi non possiamo che interpretarlo come un’esempio tra tanti in cui una crescita incontrollata produce benefici per pochi e danni per tutti – globalmente in termini di emissioni di CO2 dai voli aerei e non solo, localmente attraverso la ‘turistificazione’ (la trasformazione di parti di città in luoghi per turisti piuttosto che per abitanti), di cui i casi più famosi sono Venezia (ne parla Salvatore Settis in Se Venezia Muore) e Barcellona (guardate il documentario Bye Bye Barcelona), ma che dilaga anche in tanti altri luoghi: Roma, Firenze, Lisbona, Berlino… (la letteratura scientifica a riguardo è sconfinata, un link tra tanti è http://www.cchla.ufpb.br/grem/sociabilidadesurbanas/ con un articolo co-firmato da chi scrive, sul caso di Lisbona).

Se questo sogno turistico si potrà avverare in una città come Torino è un’altra questione, è però chiara l’intenzione di sacrificare una luogo di vita di quotidiana di migliaia di persone, fatto di marginalità, ma anche di incontri e di pratica sostenibile, sull’altare dello ‘sviluppo’ e della crescita.

Posso per fortuna chiudere positivamente, dicendo che si sta mobilitando una forte resistenza contro lo spostamento: in primis sono i venditori stessi che sono determinati a non lasciare Borgo Dora, ma si sta anche formando un’alleanza che appoggia il loro impegno, promosso tra gli altri dal Comitato Oltredora (www.facebook.com/oltredora/), formato da abitanti del quartiere che al Balôn ci tengono, di cui fa parte chi scrive.

Tutti insieme si manifesterà il prossimo sabato, 19 gennaio, dalle 10 al Canale Molassi a Borgo Dora, per la permanenza del mercato (www.facebook.com/events/223823498528026). Se siete a Torino vi invitiamo caldamente a venire!

Se siete lontani, potete comunque esprimere la vostra solidarietà partecipando alla raccolta firme, che in soli 5 giorni (online e su carta) ha già raccolto più di 1.200 adesioni (http://chng.it/ScSyxxTD)!

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