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#RiapriAMOlàbas spazi sociali e circoli Arci alla mobilitazione del 9 settembre

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (Italo Calvino, Le città invisibili)

L'eccidio di Buggerru: dopo 113 anni l'insegnamento dei i minatori è ancora valido

Passano gli anni, ma i fatti del 4 settembre 1904, che portarono al primo sciopero generale proclamato in Europa, continuano a parlare ai giorni nostri. Parliamo dei 4 operai uccisi e degli 11 feriti dai soldati dell'esercito italiano mandato a sedare i rivoltosi che reclamavano diritti contro la “Societé anonime de mines de Malfidano” che gestiva il sito minerario di Buggerru.

Legge europea contro il consumo di suolo: ultimi giorni per firmare

Il 12 settembre è l’ultimo giorno utile per firmare l’importantissima iniziativa dei cittadini europei (ICE) - l’equivalente continentale della legge di iniziativa popolare - lanciata dalla rete “People4Soil” promossa da ONG, istituti di ricerca, associazioni e gruppi ambientalisti del vecchio continente. Un’iniziativa europea che pretende una normativa specifica sul consumo di suolo e la salvaguardia dei territori che in Italia è stata recepita tramite la campagna “#SALVAILSUOLO” cui partecipano le principali organizzazioni ambientaliste come Legambiente, WWF, Coldiretti, FAI, SlowFood, Lipu e tanti altri. FIRMA QUI

#RiapriamoLàbas per riprenderci la città!

L’8 agosto, l’occupazione dell’ex caserma Masini, il Labàs, è stato sgomberato in una Bologna deserta. L’occupazione, partita nel 2012, aveva creato un forte rapporto con il quartiere e la cittadinanza e dato spazio a progetti di mutualismo e accoglienza oltre a numerosi appuntamenti artistici e ricreativi. Le compagne e i compagni hanno lanciato un’assemblea pubblica il 30 e una grande mobilitazione il 9 settembre attraverso l’hashtag #riapriamolabas e come RitmoLento daremo il pieno sostegno a queste giornate. Labàs deve tornare a pieno titolo nell’ex caserma Masini.

Bologna paranoica: i loro sgomberi, il nostro diritto alla città

E così siamo stati costretti ad assistere, persino nella caldissima settimana di ferragosto di questo allucinato 2017, a una Bologna violentata e ferita da due sgomberi a mano armata. Le azioni messe in atto dalle forze dell’ordine nella prima mattinata dell’8 agosto sono di rara gravità e non è utile, qui, dilungarsi su questo aspetto. Le realtà politiche e sociali bolognesi - e non solo bolognesi - hanno giustamente usato parole forti e chiare a difesa degli spazi e delle comunità che li abita(va)no. Gli sgomberi sono stati definiti una “pagina nera” nella storia recente della città e già sono annunciate iniziative di mobilitazione - a partire dalla manifestazione del prossimo 9 settembre - per evitare che Crash e Làbas…

Amburgo: diario dalle mobilitazioni contro il g20

Cominciano le mobilitazioni ad Amburgo. Ecco il diario degli attivisti della Rete della Conoscenza. Da ieri siamo ad Amburgo, dove nei prossimi giorni si incontreranno i 20 Grandi del mondo, per partecipare alle giornate di discussione e mobilitazione contro il vertice, aperte già a partire da domenica quando la città si è iniziata a preparare nel respingere la visita dei capi di stato, con l’apertura dei primi campeggi e delle strutture di accoglienza per le migliaia di partecipanti provenienti dal resto della Germania e del pianeta.

Stefano Rodotà. In morte di un gigante incandescente

È stato necessario il trascorrere di qualche ora per posare la penna sul foglio. Sono state preziose le tante memorie emerse, prime fra tutte quelle di Ugo Mattei sul Fatto Quotidiano e Luciana Castellina sul Manifesto. È ora possibile esprimersi dopo la commossa apnea che ci ha dominato. E resta il fatto che scompare con Stefano Rodotà un Gigante Incandescente.

In Italia non si può più manifestare: ecco la mia storia

Venerdì sera ho preso un treno da Milano Centrale per cercare di raggiungere Taormina. Il mio obiettivo era seguire la manifestazione indetta per sabato pomeriggio alle 15.00 in contestazione al summit dei leaders del G7 che in quei giorni si teneva in città. Volevo scrivere un articolo sulla vicenda, raccontando la mobilitazione in toto. Sono partito da Como verso le sei del pomeriggio, cambiando a Milano per le 19.30 circa e a Roma per le 23, dove ho preso l’InterCity Notte 1959 in direzione Siracusa. Mi ero organizzato in anticipo, sarei arrivato a Messina per le 8 del mattino di sabato, qui mi sarei unito ad alcuni amici siciliani per poi muoverci tutti insieme in Pullman verso la manifestazione. Avevo…

Gabriele è libero, liberiamo Gabriele

Gabriele del Grande è un giornalista. Punto. Non bisognerebbe aggiungere altro. E invece è sempre più necessario trovare il tempo di rispondere ad accuse e infamie. Nel periodo della prigionia sono comparse storie su siti e blog, chi sosteneva che era finanziato da Soros, altri che se l'è andata a cercare, che insomma «se scegli posti di merda, poi sono cazzi tuoi», che «meglio: un comunista in meno», che «marcisse li dov'è finito».
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