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Normale di Pisa: dopo le proteste si dimette il direttore

La vicenda che ha interessato la comunità accademica della Scuola Normale e le città di Pisa e Napoli ha visto oggi una sua tappa non indifferente: per la prima volta in 208 anni di storia, il direttore è stato costretto alle dimissioni. A muovere le acque è stata la posizione degli studenti e delle studentesse, che hanno saputo criticare nel metodo e nel merito una proposta (l'idea di una Normale Meridionale a tempo determinato) criticando duramente il tribalismo della Lega, che si è limitata a chiedere la tutela della pisanità del "marchio", senza alcuna riflessione su saperi ed eccellenza. Pubblichiamo la dichiarazione delle studentesse e degli studenti che oggi, dopo il Senato accademico che ha ratificato le dimissioni del prof. Vincenzo Barone dalla carica di direttore della Scuola Normale Superiore, hanno consegnato alla stampa e all'opinione pubblica.

Ecco la dichiarazione degli studenti che si sono mobilitati: 

Stesso lavoro, stessi diritti: i ricercatori precari si mobilitano

Sale un certo imbarazzo quando gli studenti si rivolgono a te dandoti con naturalezza del prof. In fin dei conti sono abituati a vederti dietro la cattedra, dove stai da anni, magari con qualche capello bianco. Non sanno e neanche possono immaginare che tecnicamente tu non sia ancora un vero e proprio prof, con la tua docenza a contratto pagata 25 euro lordi l’ora (8 netti in media) da rinnovare, quando va bene, di anno in anno.

8 dicembre: Crotone manifesta per l’Umanità

A Crotone si prepara la mobilitazione contro le politiche del governo in materia di immigrazione. Da Crotone è partita anche una petizione per fermare il decreto sicurezza e per chiedere le dimissioni delle parlamentari del movimento 5 Stelle elette a Crotone che hanno votato a favore.

Ecco il testo dell'appello alla mobilitazione:

Questo vuole essere un appello chiaro, semplice e senza “fraintendimenti” ed è quanto vogliamo manifestare al Paese intero.

Rovesciare questa Europa: il 1° dicembre a Roma

Al Festival corsaro di metà settembre mentre tra laboratori, dibattiti e discussioni collettive eravamo impegnati a studiare le “Mappe del nuovo mondo”, Luigi De Magistris annunciò pubblicamente la propria disponibilità a mettersi in gioco, anche personalmente, per lavorare, insieme a tante e tanti altri, alla costruzione di una proposta politica di alternativa in vista delle elezioni europee del 2019. Poche settimane dopo ha confermato la volontà di costruire un grande “fronte popolare e democratico”, dando appuntamento a Roma per il 1 dicembre.

De Magistris: il 1 dicembre a Roma per un fronte popolare democratico

Come aveva annunciato al festival corsaro a settembre Luigi De Magistris lancia un appello per la costruzione di un fronte popolare e democratico, alternativo alle forze politiche che hanno tradito i cittadini e le loro aspettative. Ecco il testo della lettera:

"È venuto il momento dell’unità delle forze che vogliono finalmente attuare in pieno la Costituzione e, quindi, è giunta l’ora della costruzione di un fronte popolare democratico.

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