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De Magistris: "serve un fronte popolare per le prossime elezioni europee"

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Sabato sera durante un'affollatissima serata del festival corsaro "Mappe del nuovo mondo" si è tenuto un dibattito con Luigi de Magistris, Federico Martelloni, Claudia Pratelli, Tommaso Fattori e Raffaella Casciello. Il titolo del dibatitto era "Rotte anomale - una politica differente per fare la differenza"

Il sindaco di Napoli ha scelto il nostro festival per annunciare la decisione di lavorare alla costruzione di una lista verso le elezioni europee della prossima primavera: una grande coalizione civica, un fronte popolare. 

Un progetto che sia frutto delle migliori energie che si attivano quotidianamente nelle lotte sociali e nelle esperienze di governo dei territori. Con una scommessa: restituire verso e oltre le europee una possibilità di uscita collettiva dai problemi individuali, cambiando l'Europa delle oligarchie economico-finanziarie e combattendo al contempo quella immaginata dalle destre di Orban e Salvini. La proposta non è già in campo, ma il sindaco di Napoli lavorerà nelle prossime settimane per verificare le condizioni per lanciare questa sfida.

L'obiettivo è mettere in campo una proposta credibile, coesa e rinnovata in grado di contendere il consenso popolare alle nuove destre e alle forze che sostengono il governo gialloverde.

 

De Magistris ha detto: "Vedendo tutto quello che sta facendo la peggiore destra europea, da cittadini abbiamo avvertito il dovere di impegnarci a livello più elevato. Stiamo formando un movimento, una squadra e ci stiamo connettendo con tante altre esperienze. Io ci sarò se ci saranno le condizioni, non voglio fare un suicidio politico: noi non siamo "perdenti a prescindere" e tale figura la riveste chi si presenta in coalizione assieme a persone che sono la causa del Governo Salvini-Di Maio. La mia faccia a fianco di questi non ci sarà. Noi dobbiamo essere orizzontali ma con persone assolutamente credibili. Altro aspetto fondamentale è l'unità: non possiamo permetterci di presentarci divisi come successo in passato. Valuteremo nei prossimi 30-40 giorni se sarà possibile farlo davvero. Inoltre dobbiamo evitare la fotografia che ci faranno. Noi vogliamo l'attuazione della Costituzione, la questione morale e la difesa dei beni comuni. 
Non possiamo parlare solo alla sinistra, ma dobbiamo costruire una grande coalizione civica, un fronte popolare nazionale, o come la vorremo chiamare, per parlare a mondi molto più ampi, non diamoci confini. Noi a Napoli abbiamo fatto cose più a sinistra d'Italia, ma non ho quasi mai usato la parola sinistra e infatti ho convinto molta gente che mai era stata di sinistra a sostenermi. E allora non ci autolimitiamo: facciamo una coalizione in cui dentro ci stanno persone che hanno fatto lotte e battaglie, ma che non vogliono sentirsi etichettare.

Se avremo la capacità di mettere tutto questo, con un appello che nasce dal basso, coi movimenti, le associazioni e i militanti politici più credibili, con persone che non hanno mai tradito, in tal caso siamo disponibili a metterci la faccia e a candidarci. Vogliamo stare in prima linea con una coalizione che possa entusiasmare e far sognare.
Io comunque, anche se mi candiderò, lo farò per mettermi a capo con altri e per metterci la faccia, ma se verrò eletto non andrei in Europa e lascerei il posto a chi sta dietro di me: rimarrei a fare il sindaco di Napoli per non tradire la mia città. Lo faccio sapendo che ho tutto da perdere: questa è un'operazione che se va male, può farci pagare un prezzo molto alto. Sono però convinto che le nostre città avrebbero tutto da guadagnare da una proposta del genere. Nell'Europa del liberismo, delle tecnocrazie, dei Macron, delle Merkel, dei Salvini, degli Orban e dei fascismi, noi vogliamo invece costruire l'Europa della giustizia sociale, dei diritti, dell'uguaglianza e delle libertà, per rafforzare le nostre battaglie sui territori".
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