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No Muos in piazza anche ad agosto: mobilitazione nazionale

In più di duemila da tutta Italia hanno attraversato ieri, 9 agosto, la riserva Unesco della Sughereta a Niscemi per la giornata di mobilitazione nazionale contro il MUOS, il sistema di telecomunicazione satellitare della marina militare statunitense la cui installazione e attivazione è ormai prossima. 

NoMuos: il primo Marzo di nuovo in piazza verso la base

Da sempre Il Corsaro segue la battaglia del movimento NoMuos che in Sicilia si oppone alla costruzione di un sistema di telecomunicazione satellitare a Niscemi. Il movimento vuole inaugurare il nuovo anno con una grande mobilitazione che si terrà proprio a Niscemi l'1 Marzo, proprio in quella città ad agosto un altro grande corteo di 6 mila persone ruppe le recinzioni ed invase la base di contrada Ulmo.

Riportiamo di seguito la nota stampa del Movimento No Muos.

Su Rai Tre il 7 gennaio "Con il fiato sospeso"

Cos’è successo nel laboratorio di chimica della facoltà di Farmacia dell’Università di Catania?

Con il fiato sospeso, il film che la regista Costanza Quatriglio ha ostinatamente voluto realizzare, si ispira al memoriale-denuncia di Emanuele, dottorando nel Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Catania, morto di tumore al polmone nel dicembre 2003. Il laboratorio in cui Emanuele aveva lavorato fu chiuso cinque anni dopo, nel 2008, a causa delle condizioni di insalubrità e pericolosità in cui i ricercatori si trovavano a svolgere, con grande passione, il loro lavoro. Il caso di Emanuele, come emerse solo successivamente, era tutt'altro che isolato: altri ricercatori, infatti, si erano ammalati gravemente o erano morti dopo aver lavorato in quel laboratorio. 

Catania, in piazza contro la dismissione degli asili comunali

Il 17 Dicembre il consiglio comunale della città di Catania voterà in merito alla dismissione (e non riorganizzazione, come la chiamano loro) degli asili comunali. Si tratterebbe di un grave arretramento sul piano dei diritti e un duro colpo verso le lavoratrici di quel comparto. Chi amministra questa città continua a svendere servizi, distruggere welfare, regalare ai privati beni comuni, piazze, edifici e ora attacca frontalmente lo sviluppo pedagogico, il servizio per le donne lavoratrici, etc. La privatizzazione degli asili, spudortamente rivenduta dalla Giunta Bianco come il loro "salvataggio", è un anello di questo discorso di erosione dello stato sociale a livello locale.

Trattativa Stato-mafia: un processo che merita di essere seguito

Fonte: Liberainformazione - Giovedì 7 novembre 2013. Per le strade di Palermo c’è  un sole estivo e una luce calda che, come sempre, mi fanno sentire a casa. Mi incammino su via Notarbartolo, attraverso via Libertà, incrocio via Carlo Alberto dalla Chiesa. Mi sorprendo a riconoscere i giardini inglesi e i ficus dalle radici imponenti come palazzi, che nei miei ricordi di bambina sono indelebilmente associati al capoluogo siciliano. Finalmente arrivo all’Ucciardone: per me è una grande prima volta. La prima volta che entro nell’aula bunker di Palermo, quella del maxi-processo che ha svelato alla Sicilia e all’Italia la vera struttura di Cosa Nostra. La prima volta in un’aula di tribunale, con l’interrogatorio ai testimoni da parte dei pubblici ministeri, le domande delle parti civili, il contraddittorio degli avvocati di difesa e il Presidente della Corte che contesta le domande ripetitive o induttive.

Sicilia: tredici migranti morti a Scicli, il racconto di un sopravvissuto

Tredici migranti sono morti stamattina a Scicli, nel ragusano, sulla spiaggia di località Sampieri. non distante dal luogo dove in estate molti bagnanti si tuffarono in mare per portare a riva tante persone, il cui barcone si era arenato a poca distanza dalla costa. 'Il Corsaro' ha voluto dare voce a un superstite del drammatico sbarco di oggi, un ragazzo di 23 anni che ha raccontato la propria esperienza all'agenzia Agi. “Per il viaggio siamo partiti dalle coste della Libia” - ha spiegato il giovane - “Abbiamo pagato tra i 300 e i mille euro. Ci avevano detto di arrivare sulle coste di Sampieri, perché così non saremmo stati identificati e saremmo riusciti a sfuggire dalle forze dell'ordine e avremmo potuto continuare il nostro viaggio la cui meta finale non è l'Italia”.

I NO MUOS in piazza a Palermo

In migliaia fra attivisti e cittadini siciliani hanno attraversato Palermo per gridare sotto il Palazzo dei Normanni, sede dell'assemblea regionale, la loro volontà di fermare la costruzione del MUOS, il sistema satellitare della marina militare statunitense di cui una delle basi a terra è in cantiere a pochi passi dalla città di Niscemi, all'interno di una riserva naturale, con gravissimi rischi per la salute di migliaia di cittadini e un devastante impatto ambientale, come denunciato da numerosi esperti e studiosi. Un corteo plurale e determinato nell'opposizione a un simile strumento di guerra contro la minaccia per i cittadini siciliani di vedersi spogliati per l'ennesima volta del loro diritto alla salute e alla tutela del territorio.

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