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Taxi vs Uber: che strada facciamo?

Il problema non è con chi ti schieri ma per cosa ti schieri. Sulla vicenda taxisti vs uber (o verso liberalizziamo) mi pare che prevalga la logica ultras e basta. Capisco che i taxisti possono risultare antipatici e che i prezzi non sono sempre da servizio pubblico. Ed è pure vero che i saluti romani alle loro manifestazioni non aiutano l'operazione simpatia. Ma meglio sarebbe spostare l’attenzione sul fatto che in battaglie come queste c'è in gioco un pezzo del nostro futuro. Stiamo davvero sperando che prevalga un modello economico che si basa sulla riduzione del costo del lavoro e delle sue garanzie? Perché Uber, e l’«uberizzazione» dell’economia, è soprattutto questo.

Lavorare meno, lavorare Tutti

Negli ultimi decenni il mercato del lavoro italiano è stato al centro di numerosi interventi legislativi, che con tonalità diverse hanno individuato nell’eccesso di rigidità della regolamentazione dei rapporti di lavoro e del sistema di relazioni industriali il freno alla competitività dell’economia nazionale. Le riforme promosse negli ultimi 20 anni hanno condiviso l’esigenza di intervenire sul costo del lavoro, ritenuto eccessivo e causa dei bassi tassi di occupazione e della crescita della disoccupazione strutturale. Tuttavia, la scelta di perseguire politiche di moderazione salariale, attraverso interventi di riduzione del cuneo fiscale e di ampliamento dei margini di flessibilità per le imprese, ha avuto un impatto minimo sulla ripresa dell’occupazione e sulla riduzione della disoccupazione. Non fa eccezione a questa tendenza di…

Quella del "quarto Premier non eletto" è un'accusa alla democrazia senza popolo

La notizia del conferimento dell'incarico di Presidente del Consiglio a Paolo Gentiloni da parte del Presidente della Repubblica ha scatenato sui social due particolari tipi di reazioni: in molti hanno tuonato contro il "quarto Presidente del Consiglio non eletto dai cittadini", dopo Monti, Letta e Renzi; in altrettanti - se non più dei primi, ma questa è probabilmente una percezione dovuta alla filter bubble di chi scrive - hanno ricordato che la Costituzione non prevede che il mandato di Presidente del Consiglio sia conferito direttamente dal popolo.

Metà establishment, metà cittadino. Renzi: un minotauro populista

Quando la crisi avanza devi correre più veloce del baratro che si avvicina. Per questo per Matteo Renzi la politica è una rapida successione di scontri, un videogioco con più nemici da abbattere che obiettivi da raggiungere. Come in ogni videogioco siamo arrivati al livello con quello che secondo molti è il mostro finale: la lunghissima campagna referendaria che si configura come "guerra civile simulata"*.

L'Internazionale dell'umanesimo integrale? L'incontro mondiale dei movimenti popolari con il Papa

L'Aula Paolo VI della Città del Vaticano è uno scenario che, dai tempi della sua edificazione, contiene le principali iniziative di massa che, oltre a Piazza San Pietro, sono ospitate dai 44 ettari della monarchia pontificia. Non esattamente il proscenio che ci si poteva immaginare per un incontro internazionale fra soggetti, cartoneros argentini, movimenti di campesinos colombiani, movimenti di precari e disoccupati. Per l'Italia hanno preso parte in forma ufficiale il centro sociale Leoncavallo, Libera - gruppo Abele, RiMaflow, l'esperienza di Mondeggi Bene Comune, Confcooperative. Oltre a José Pepe Muijca, ricordato dal Papa all'inizio del suo intervento, erano presenti in sala i vescovi di molte diocesi di provenienza di queste organizzazioni, sindaci come Renato Accorinti, una buona parte del gruppo…

15 maggio, Global Debout: si torna in piazza, anche in Italia

Le mobilitazioni che in Francia da oltre un mese coinvolgono migliaia di persone nell’opposizione alla riforma del lavoro, e nell’occupazione ad oltranza delle piazze, sono una boccata d’ossigeno nel panorama europeo dei movimenti. Finalmente anche a Parigi è in campo un movimento di critica radicale alla dittatura finanziaria, in grado di superare i confini tradizionali e di coinvolgere una parte importante, e tendenzialmente maggioritaria, della popolazione. L’assemblea di Parigi ha invitato i movimenti di tutto il mondo a riunirsi in Place de la Republique il prossimo fine settimana, e ha proclamato per il prossimo 15 maggio, quinto anniversario della grande mobilitazione degli indignados in Spagna, una giornata di mobilitazione globale.

il 23 gennaio il movimento lgbtqi scende in piazza, in modo timido e impreparato.

E' l'ora di essere rivoluzionari

Il 23 gennaio in molte piazze italiane il movimento Lgbtqi scenderà in piazza. Il tema della mobilitazione è la discussione al senato del Ddl Cirinnà, un testo di legge che introdurrebbe le unioni civili anche in Italia aperte sia agli omosessuali che, in parte, agli eterosessuali. Questo testo non prevede le adozioni per le coppie omosessuali ma solo le Step Child adoption, una formula di adozione in cui il/la partner di una persona con un figlio, può adottare lo stesso, in modo da condividerne la genitorialità. Questo è sicuramente un grande passo in avanti per molte coppie, ma non per tutte, dato che l'impossibilità di accedere in Italia alla fecondazione assistita e alla gestazione per altri (GPA) rende difficile agli…
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