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Rovesciare questa Europa: il 1° dicembre a Roma

Al Festival corsaro di metà settembre mentre tra laboratori, dibattiti e discussioni collettive eravamo impegnati a studiare le “Mappe del nuovo mondo”, Luigi De Magistris annunciò pubblicamente la propria disponibilità a mettersi in gioco, anche personalmente, per lavorare, insieme a tante e tanti altri, alla costruzione di una proposta politica di alternativa in vista delle elezioni europee del 2019. Poche settimane dopo ha confermato la volontà di costruire un grande “fronte popolare e democratico”, dando appuntamento a Roma per il 1 dicembre.

L'aria delle città rende liberi: trasformazioni urbane e democrazia radicale

“L’aria delle città rende liberi”: è questo il titolo che abbiamo scelto per introdurre la discussione su trasformazioni urbane e democrazia radicale che si è svolta nell’ambito di Mappe del nuovo mondo, il festival de Il Corsaro. Obiettivo primario dell’incontro era la costituzione di un nucleo di ricercatori e ricercatrici, attiviste e attivisti, amministratrici e amministratori interessate/i a contribuire alla costituzione di una sezione speciale de Il Corsaro dedicata alle questioni urbane. Immaginiamo uno spazio aperto e trasversale, che concepisca il racconto dei luoghi in cui viviamo come pratica immediatamente politica: per far conoscere esperienze di emancipazione e solidarietà; per mettere in comune soluzioni concrete e strumenti di azione; per far emergere masse critiche attorno a temi e obiettivi condivisi.…

Cos'è accaduto a San Lorenzo? Non chiamatelo degrado

Tra giovedì e venerdì notte il corpo di una giovane donna è stato trovato senza vita in Via dei Lucani, in piena San Lorenzo. Non si conoscono ancora le circostanze precise della morte, ma sappiamo dall’autopsia che Desirée, è questo il nome ormai noto della ragazza di 16anni, è stata stuprata da un gruppo di uomini.

I gonzi di Riace e il partito del buonsenso: una risposta a Travaglio

Oggi, Marco Travaglio, nel suo editoriale su Il Fatto Quotidiano intitolato “I gonzi di Riace”, stigmatizza la condotta di quelli che definisce “i tifosi (Salvini) e i nemici (un bel pezzo della sinistra) dei magistrati di Locri” che hanno disposto l’arresto (sic!) di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, dichiarando di militare in un terzo partito: quello “del buonsenso”.

L'editoriale del giorno prima

Si chiude questa campagna elettorale, che è stata abbastanza strana, per il sottoscritto. Per una serie di ragioni, primariamente familiari, da ormai diversi mesi sono stato costretto a ridurre al minimo la militanza. Posso dare una mano in maniera molto limitata, partecipo a qualche iniziativa in giro, poco altro, sicuramente una situazione incompatibile con un impegno di militanza come sono abituato a intenderlo. Lo dico perché ho sempre odiato chi parla, giudica e non fa, e ora che, speriamo solo temporaneamente, mi trovo a poter fare ben poco, ho più di qualche remora a giudicare da spettatore quello che altri stanno facendo da protagonisti. Se quindi sono meno netto del solito, nell’analisi, è appunto perché mi mette tremendamente a disagio…

Che fare dopo il voto del 4 marzo?

La miseria di questa campagna elettorale è il palcoscenico su cui si sta esibendo, in tutta la sua drammaticità, un’insufficiente offerta elettorale “d’alternativa” alle destre e alle politiche neoliberiste. Assistiamo a processi elettorali che, al netto di candidature singole generose, sono incapaci di esprimere una giusta radicalità e discontinuità su temi, valori e pratiche, o riproducono proposte esclusivamente rivolte agli affezionati, al cerchio ristretto del “popolo” che lotta e che partecipa costantemente, da sinistra e in diverse forme, alla vita pubblica del Paese. Nei giorni scorsi Marta Fana e Giacomo Gabbuti hanno risposto all’appello per “l’unico voto possibile” - quello al PD, nel pensiero di Francesco Costa - scrivendo, tra le altre cose: “Qui ed ora, se esiste un meno…

Il gioco dell'oca della sinistra: una noia mortale

Ricordo bene il giorno in cui, nel giugno 2012, Pierluigi Bersani e Nichi Vendola presentarono in conferenza stampa la “carta d’intenti” che avrebbe portato alla disastrosa avventura di “Italia bene comune” (e al non meno negativo percorso di “Rivoluzione civile”). Anni di lotte avevano prodotto una movimentazione sociale che aveva animato nel profondo il Paese, riportando al centro del dibattito pubblico l’università e la scuola, il mondo del lavoro e della produzione, le questioni di genere e i territori contrari alle grandi opere inutili. Quegli anni erano culminati nelle vittorie amministrative della primavera 2011 e soprattutto nel grande referendum per l’acqua e i beni comuni (e contro nucleare e legittimo impedimento).

Caro Mentana: perché l'antifascismo non si fa a Casa Pound

Il direttore del Tg La7 Enrico Mentana ha deciso di partecipare a un confronto con il vicepresidente di CasaPound Italia, Simone Di Stefano, nella sede romana del movimento neofascista. Mentana è un giornalista e non deve rispondere politicamente a nessuno delle proprie azioni, ma la sua scelta può essere un'occasione per chiarire alcuni elementi, troppo spesso confusi nel mare dei luoghi comuni e degli artifici retorici. Lo scopo di questo articolo è spiegare perché partecipare a iniziative di CasaPound, in particolare se organizzate nel luogo fisico della loro sede, sia sbagliato e controproducente: perché contribuisce alla grande operazione di marketing politico che è CasaPound, il cui relativo successo si basa esattamente sulla capacità di costruirsi una legittimazione mediatica e culturale…
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