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Una coalizione civica per l'alternativa: per attuare due Costituzioni

"Dove c'è confusione, uno che sa quello che vuoleha tutto da guadagnare" (Giù la testa, 1973) LETTERA APERTA - a chi crede ancora che un altro mondo è possibile- a chi ama più di ogni altra la settimana tra il 25 aprile e il primo maggio- a chi non perderà un solo minuto di quella settimana per andare a voltare alle primarie del PD (che peraltro saranno vinte da Matteo Renzi) Tramontata la stagione del bipolarismo e dei rozzi tentativi di restaurarlo attraverso forzature e stravolgimenti della carta costituzionale, il quadro politico attuale si presenta estremamente confuso. 

Perché la legge elettorale dovrebbe interessare ai movimenti

L’indipendenza e autonomia dei movimenti dai partiti e dalle istituzioni rappresentative è un punto politico costitutivo per molti, e il risultato di decenni di battaglie per il riconoscimento delle istanze sociali come direttamente titolari di politica. Il monopolio dei partiti sulla politica è finito da tempo, e la presenza di altri tipi di soggettività politica nella nostra società è un fatto di cui tutti devono tenere contro. L’autonomia del sociale, però, troppo spesso è stata confusa per autismo, portando i movimenti a non occuparsi in maniera regolare e autorevole del gioco della rappresentanza e delle sue regole. 

#NoTAP Non solo mafia, ulivi e geopolitica

Il 20 marzo sono iniziati i lavori di espianto degli ulivi che si trovano sul percorso del TAP. Questo è il terzo e ultimo tratto di un gasdotto che parte dall’Azerbaijan, nonché l’unica possibile porta d’accesso all’Europa per il gas azero, dopo che è fallito il progetto Nabucco che avrebbe dovuto farlo entrare dall’Austria (perché il paese asiatico non era in grado di garantire i 10 miliardi di metri cubi all’anno richiesti). L’approdo è a San Foca in Salento, 55 km a sud dell’allaccio alla rete nazionale dei gasdotti; gli attivisti No TAP presidiano il cantiere in questa fase decisiva e si mobilitano da anni per il proprio territorio. Le critiche al progetto sono molteplici e variegate.

Taxi vs Uber: che strada facciamo?

Il problema non è con chi ti schieri ma per cosa ti schieri. Sulla vicenda taxisti vs uber (o verso liberalizziamo) mi pare che prevalga la logica ultras e basta. Capisco che i taxisti possono risultare antipatici e che i prezzi non sono sempre da servizio pubblico. Ed è pure vero che i saluti romani alle loro manifestazioni non aiutano l'operazione simpatia. Ma meglio sarebbe spostare l’attenzione sul fatto che in battaglie come queste c'è in gioco un pezzo del nostro futuro. Stiamo davvero sperando che prevalga un modello economico che si basa sulla riduzione del costo del lavoro e delle sue garanzie? Perché Uber, e l’«uberizzazione» dell’economia, è soprattutto questo.

Lavorare meno, lavorare Tutti

Negli ultimi decenni il mercato del lavoro italiano è stato al centro di numerosi interventi legislativi, che con tonalità diverse hanno individuato nell’eccesso di rigidità della regolamentazione dei rapporti di lavoro e del sistema di relazioni industriali il freno alla competitività dell’economia nazionale. Le riforme promosse negli ultimi 20 anni hanno condiviso l’esigenza di intervenire sul costo del lavoro, ritenuto eccessivo e causa dei bassi tassi di occupazione e della crescita della disoccupazione strutturale. Tuttavia, la scelta di perseguire politiche di moderazione salariale, attraverso interventi di riduzione del cuneo fiscale e di ampliamento dei margini di flessibilità per le imprese, ha avuto un impatto minimo sulla ripresa dell’occupazione e sulla riduzione della disoccupazione. Non fa eccezione a questa tendenza di…

Quella del "quarto Premier non eletto" è un'accusa alla democrazia senza popolo

La notizia del conferimento dell'incarico di Presidente del Consiglio a Paolo Gentiloni da parte del Presidente della Repubblica ha scatenato sui social due particolari tipi di reazioni: in molti hanno tuonato contro il "quarto Presidente del Consiglio non eletto dai cittadini", dopo Monti, Letta e Renzi; in altrettanti - se non più dei primi, ma questa è probabilmente una percezione dovuta alla filter bubble di chi scrive - hanno ricordato che la Costituzione non prevede che il mandato di Presidente del Consiglio sia conferito direttamente dal popolo.

Metà establishment, metà cittadino. Renzi: un minotauro populista

Quando la crisi avanza devi correre più veloce del baratro che si avvicina. Per questo per Matteo Renzi la politica è una rapida successione di scontri, un videogioco con più nemici da abbattere che obiettivi da raggiungere. Come in ogni videogioco siamo arrivati al livello con quello che secondo molti è il mostro finale: la lunghissima campagna referendaria che si configura come "guerra civile simulata"*.

L'Internazionale dell'umanesimo integrale? L'incontro mondiale dei movimenti popolari con il Papa

L'Aula Paolo VI della Città del Vaticano è uno scenario che, dai tempi della sua edificazione, contiene le principali iniziative di massa che, oltre a Piazza San Pietro, sono ospitate dai 44 ettari della monarchia pontificia. Non esattamente il proscenio che ci si poteva immaginare per un incontro internazionale fra soggetti, cartoneros argentini, movimenti di campesinos colombiani, movimenti di precari e disoccupati. Per l'Italia hanno preso parte in forma ufficiale il centro sociale Leoncavallo, Libera - gruppo Abele, RiMaflow, l'esperienza di Mondeggi Bene Comune, Confcooperative. Oltre a José Pepe Muijca, ricordato dal Papa all'inizio del suo intervento, erano presenti in sala i vescovi di molte diocesi di provenienza di queste organizzazioni, sindaci come Renato Accorinti, una buona parte del gruppo…
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