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Infografica: cronologia delle temperature medie della terra

La temperatura della Terra è in continuo cambiamento! Nel passato la Terra è stata anche più calda di ora! Queste teorie degli scienziati ci impongono una rivoluzione nello stile di vita quando non si sa ancora se ci sia veramente da preoccuparsi! Questo grafico mostra il cambiamento della temperatura della Terra nel corso di 22 000 anni di storia… dateci un’occhiata! versione originale / traduzione
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COP21: Soglie, limiti e prospettive degli accordi di Parigi

La storia degli accordi sul clima può essere letta come la storia della mediazione tra scienza e politica. Una mediazione che deve esserci: vuoi perché, arrivati a questo punto, rimanere al di sotto degli “1.5 °C è semplicemente incompatibile con la democrazia”, come sostiene Micheal Gubb dell’University College di Londra, vuoi perché un mondo senza politica non possiamo inventarcelo dal nulla. Bisogna però precisare che la politica internazionale ha lasciato inascoltati gli appelli della comunità scientifica fino al 1992 (Vertice della Terra di Rio de Janeiro, primo incontro internazionale sul tema) e quando ha iniziato a muoversi - 1997, protocollo di Kyoto - si è mossa lentamente. In teoria, se questa fosse una mediazione alla pari, oggi non avrebbe più…
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Terranostra occupata: da uno spazio abbandonato al bene comune

Quello che potete leggere qui è un manifesto, un grido di passione e impegno, di amore per il territorio, ha il sapore della conquista collettiva, non della mera riappropriazione di spazi ma una continua costruzione di comunità ribelli, creative e resistenti. Terranostra occupata è un bene comune, un pensiero, un'indagine sociologica sull'umanità che è viva solo se si fa collettivo. La liberazione di spazi e la pratica della partecipazione sono centrali, soprattutto nel Mezzogiorno martoriato dalla crisi multidimensionale (economica, sociale, culturale, democratica). Lo diventano ancora di più avvengono nell'area nord di Napoli una terra difficile, spesso abbandonata ed emarginata. Per queste ragioni riportiamo qui l'appello pubblico lanciato dalle attiviste e dagli attivisti, dai cittadini e da tantissimi singoli e realtà…
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Riscaldamento globale: qualcosa non torna

Il prossimo dicembre si terrà a Parigi una cruciale conferenza mondiale sul clima (COP21). La Francia, in particolare, attraverso il suo Ministro degli Esteri Laurent Fabius, si sta prodigando in ogni modo per la riuscita dell'evento. L'obiettivo è fermare la crescita delle emissioni nocive (prevalentemente anidride carbonica prodotta dall'utilizzo di combustibili fossili) responsabili del riscaldamento globale, a sua volta considerato la causa di fenomeni catastrofici che si stanno rincorrendo in questi anni: dallo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico, all'uragano Katrina che ha devastato New Orleans. Il grande consenso politico e mediatico che si sta formando intorno alla riuscita della conferenza di Parigi nasconde però un mare di insidie.
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Sblocca Italia: le regioni devono impugnare il “disciplinare tipo” su gas e petrolio

Il Coordinamento Nazionale No Triv e l’Associazione A Sud hanno inviato una lettera ai Presidenti delle Giunte regionali e ai Presidenti delle Assemblee regionali di Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Sardegna, affinché impugnino senza indugio dinanzi al TAR Lazio il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 25 marzo 2015, che dà attuazione allo “Sblocca Italia” per la parte concernente le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi (“Aggiornamento del disciplinare tipo in attuazione dell’articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164).
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Ombrina: una risposta allo Sblocca Italia

Il 23 maggio tutto l’Abruzzo sarà contro Ombrina, Elsa 2 e Rospo Mare. Tre nomi affascinanti, ancora troppo poco conosciuti, ma che già sono un simbolo per tante e tanti cittadini e attivisti. Ignorando ogni ipotesi di riconversione industriale e di sviluppo sostenibile abbandonando le fonti fossili inquinanti. I pochi interventi pubblici di Renzi sul tema sono rimasti chiacchiere contentue in discorsi ed interviste confezionate per l’occasione di viaggi all'estero. La realtà è che siamo in una fase in cui dall'alto è in corso un attacco durissimo tanto ai conflitti ambientali che ai nostri territori. È questo il tema al centro delle manovre e degli effetti tangibili dello Sblocca Italia. Portare le decisioni fuori dai territori, frantumare qualsiasi processo democratico…
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Dieci buone ragioni per non trivellare in Italia

Il decreto legge chiamato “sblocca Italia”, tra le altre cose, è anche un decreto “sblocca trivelle”. Le decine di migliaia di cittadini che vi sono opposti in tutta Italia sono stati definiti con disprezzo “comitatini”. Ecco dieci buone ragioni per interrompere da subito esplorazioni e trivellazioni sia in Adriatico che sulla terraferma.
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La montagna in pericolo: Roşia Montană e le proteste ambientaliste in Romania

Nell’autunno del 2013 la Romania è stata attraversata da un movimento di protesta senza precedenti. Nelle principali città del Paese gruppi di giovani, studenti universitari, anziani, bambini si sono dati regolarmente appuntamento nelle piazze e spesso in decine di migliaia hanno attraversato Bucarest, Timişoara, Cluj-Napoca in marce pacifiche, spesso accompagnate da gruppi di biciclette. È la prima volta che, dopo il crollo del regime di Ceauşescu, la società civile romena esce allo scoperto portando idee e valori nuovi. Il movimento in difesa di Roşia Montană non si limita a essere un atto di protesta contro un progetto di trivellazione aurifera pericoloso: Roşia Montană è anche un simbolo che attraversa tutta la società romena andando al di là della problematica locale…
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Canarie, le trivelle di Repsol se ne vanno

Tratto da Sbilanciamoci.info Una buona notizia per l'ambiente e le popolazioni delle Canarie: le trivelle di Repsol, la compagnia petrolifera che da mesi stava perforando l'oceano di fronte alle isole di Fuerteventura e Lanzarote, se ne vanno perché non hanno trovato né petrolio né gas. Certo sarebbe stato meglio se a cacciarle fosse stata la mobilitazione popolare, ma comunque è bene che l'incubo sia finito. In pochi mesi di sondaggi tre balenotteri e un delfino sono stati trovati morti sulle spiagge dorate di Fuerteventura e molti sono i sospetti che collegano il loro spiaggiamento ai lavori di perforazione, anche se la compagnia petrolifera e i suoi corrotti sponsor politici si sono subito affrettati a negare qualsiasi responsabilità. Repsol ha dichiarato…
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