Menu

Le sfide ecologiche e la carbon tax come strumento redistributivo

  • Scritto da  Francesco Luca Basile
  • Commenti:DISQUS_COMMENTS
Le sfide ecologiche e la carbon tax come strumento redistributivo

Ne discutiamo al festival corsaro "mappe del nuovo mondo" con Francesco Basile, Stefano Kenji Iannillo, Maria Maranò e tanti altri alle 14 di sabato 15 settembre.

C’è urgenza di trovare metodi efficaci di trasformazione del sistema produttivo in senso ecologico. Quali sono le criticità delle politiche basate sugli incentivi? Le politiche per i processi sostenibili possono passare dalle attuali politiche basate sugli incentivi a sistemi di tassazione come la carbon tax? Con quali vantaggi? Come utilizzare le entrate generate dalla tassazione rendendo più efficace e socialmente accettabile la lotta ai cambiamenti climatici? Come utilizzare le entrate in un’ottica redistributiva? Possiamo incidere sul lavoro liberandolo dall’eccessiva tassazione? Possiamo estendere il questo modello ad altre emissioni e al consumo di risorse naturali?

Molti indicatori ambientali segnano rosso e le risorse naturali scarseggiano. Il prelievo di diverse risorse naturali: riserve di acqua dolce, stock di pesci, e molti materiali critici sono spesso insostenibili e con esternalità che sono fuori dalle dinamiche di mercato. Le emissioni entro i limiti di legge non hanno nessun costo anche se spesso contribuiscono a saturare l’aria le acque e i terreni, analogamente alle pratiche che intaccano beni comuni come il carbonio fertile nei suoli, la riduzione della biodiversità. I tentativi di utilizzare strumenti di mercato per regolare la CO2 sono stati poco efficaci e il trend delle emissioni non ha la traiettoria che ci permette di arrestare l’aumento della temperatura sotto i 2°C. In questo scenario gli incentivi alle pratiche e alle tecnologie virtuose hanno mostrato alcune controindicazioni: sono soggetti a forti attività lobbistiche, sono spesso compensati e sopravanzati da incentivi alle tecnologie inquinanti e alle fonti classiche, funzionano nella fase di avvio della tecnologia ma diventano economicamente insostenibili nella fase di larga diffusione del mercato, incentivano tecnologie innovative e costose che solo pochi possono permettersi. Quest’ultima dinamica è particolarmente vera per la riduzione delle emissioni di CO2 su cui nei prossimi anni siamo chiamati a intervenire con una drastica riduzione (del 40% al 2030 e del 90% al 2050 se vogliamo evitare l’innescarsi di imprevedibili variazioni climatiche). In questo scenario e sempre più con il passare de tempo, i processi a basse o zero emissioni devono costituire lo standard produttivo mentre i processi con elevata impronta di carbonio dovranno costituire la deviazione dalla standard e pertanto soggetti ad una carbon tax, che in sintonia con le proposte presenti in molti paesi, abbia un profilo di crescita molto ripida, in termini di costo a tonnellata di CO2, che rispecchi gli sforzi che siamo chiamati a fare. Un esempio in questo senso è la nuova proposta danese che inizia con un valore di carbon tax di 24 euro/ton per arrivare in 10 anni a 240 euro/ton. Una tassazione simile per l’Italia porterebbe 8-8.5 Mld di euro nel 2019 e arriverebbe a 63 Mld di Euro nel 2030 (considerando solo le emissioni di CO2 ridotte del 40 % rispetto al 1990 e a cui possono essere aggiunto un 15% di altre emissioni climalteranti come metano e N2O). Un budget che può servire a cambiare il sistema della tassazione e che deve essere utilizzato in ottica redistributiva che ne promuova fortemente l’accettabilità sociale e che eviti una ridistribuzione verso l’alto come accade con gli incentivi ai prodotti ad alta sostenibilità. L’utilizzo più sensato all’interno del sistema produttivo appare quello della riduzione della tassazione sul lavoro favorendo l’utilizzo di un fattore produttivo che oggi risulta sfavorito dalla tassazione e che contrariamente alle risorse naturali presenta oggi una elevata disponibilità. Tuttavia, la possibilità di una redistribuzione che affronti le emergenze sociali. Il reddito di cittadinanza e il welfare o la spesa sanitaria dovrebbe essere ben valutata per comprendere quale utilizzo sia più sensato.

Stante la necessità di porre un limite e procedere ad una riduzione continua delle emissioni e del consumo di risorse la possibilità di estendere il modello della tassazione ad altre emissioni (a partire da quelle climalteranti N2O, metano etc.), al consumo di elementi critici o ad altri cicli biogeochimici (azoto, fosforo, carbonio organico dei suoli) dovrebbe essere valutato per aumentare ulteriormente sostenibilità e entrate.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info