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De Magistris: il 1 dicembre a Roma per un fronte popolare democratico

Come aveva annunciato al festival corsaro a settembre Luigi De Magistris lancia un appello per la costruzione di un fronte popolare e democratico, alternativo alle forze politiche che hanno tradito i cittadini e le loro aspettative. Ecco il testo della lettera: "È venuto il momento dell’unità delle forze che vogliono finalmente attuare in pieno la Costituzione e, quindi, è giunta l’ora della costruzione di un fronte popolare democratico.

Cosa intende il Movimento 5 Stelle quando pensa al superamento della democrazia rappresentativa

Quest’estate Davide Casaleggio ha definito come “inevitabile” il superamento della democrazia rappresentativa e quindi del parlamento, scagliandosi contro i burocrati della politica ed esaltando la partecipazione diretta della persona senza l’utilizzo dello strumento della delega ad un soggetto di mediazione (il rappresentante politico). Ma come intendono esattamente arrivare a questo punto?

Le insidie del decreto sicurezza sul riuso dei beni confiscati alle mafie

Il cosiddetto decreto sicurezza è l’ennesimo atto preoccupante emanato dal Governo. Un provvedimento che mina i diritti Delle persone e intensifica le politiche securitarie con un segno fortemente centrato sulla punizione piuttosto che sulla prevenzione. Il primo dato da sottolineare è l’inutilità di utilizzare lo strumento della decretazione d’urgenza in contraddizione dei dettami costituzionali e con gli orientamenti espressi in molti casi dalle forze politiche di governo. Lega Nord e Movimento Cinque Stelle, infatti, in diverse occasioni hanno contestato l’utilizzo frequente e l’abuso di questo strumento da parte dei Governi precedenti e ora decidono di intervenire su temi importanti utilizzando proprio questo strumento. In questo caso il tema non è quantitativo ma anche qualitativo in quanto il modus operandi del…

Lavoro e (decreto) dignità

Come ci ha insegnato Stefano Rodotà, la dignità è una cosa seria: un governo che chiude i porti dovrebbe, come prima cosa, avere il pudore di non usare questa parola per qualificare alcuno dei propri provvedimenti. Ciò detto, la bozza del Decreto, così impropriamente nominato, contiene alcuni elementi in controtendenza rispetto alle più recenti riforme in materia di LAVORO che vanno sottolineati, sia per comprenderne l’effettiva portata, sia per riconoscere che non sono sufficienti a determinare l’annunciata e radicale “inversione di rotta”. Eppure ne avremmo estremo bisogno, posto che, per almeno tre generazioni, il lavoro, invece di coniugarsi con la libertà, come vorrebbe la Costituzione, è divenuto, essenzialmente, precarietà e ricatto.

Guida critica al contratto per il governo Cinque Stelle - Lega

Le pagine che seguono sono un'analisi critica e puntuale del contratto di governo tra Movimento Cinque Stelle e Lega. Come ogni contenuto de Il Corsaro si tratta di una riflessione indipendente, ma di parte. La parte di chi ha bisogno di conquistare diritti sociali e civili per una vita degna e che, in differenti contesti, prova a impegnarsi quotidianamente per farlo. Il programma di governo è di fatto realizzato mettendo insieme proposte molto differenti, in una giustapposizione di nodi programmatici anche in contraddizione tra loro. Vi sono pertanto punti ritenuti condivisibili e altri profondamente distanti dalle idee e dalla cultura politica che ci anima da anni. L'auspicio è che possa essere uno strumento utile per una riflessione critica più approfondita…

Il voto conflittuale e la democrazia agonistica: la sinistra e l'alternativa nella Terza Repubblica

Sono passati più di due mesi dalle elezioni politiche e mentre si svolgono le trattative per la formazione del preoccupante governo gialloverde, la sinistra politica è sostanzialmente sparita: afona, ripiegata stordita da un risultato che da qualunque punto di osservazione lo si guardi non può che risultare disastroso. Le posizioni di molti dirigenti politici oscillano quotidianamente a seconda dei cambi di scenario, e le proposte in campo a sinistra hanno il fiato corto e si basano su letture superficiali e inefficaci, come è ovvio che sia quando la strategia viene impostata sul solo e velleitario obiettivo di sopravvivere e difendere l’esistente. Non sappiamo ancora quando si tornerà alle urne, ma sappiamo bene che in questo quadro politico rischiamo di trovarci…

Il dilemma del “premier terzo” e la coalizione tra non-partiti, a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica

Da giorni Movimento Cinque Stelle e Lega discutono della formazione di un governo di coalizione. I leader dei due partiti, Di Maio e Salvini, dicono di essere vicini a una convergenza sul programma di governo (ribattezzato “contratto” dai grillini) e sui giornali impazza il totonomi sul cosiddetto “premier terzo”, la figura che dovrebbe essere individuata come presidente del consiglio dalle due forze politiche. Vediamo insieme perché è così complicato trovare una figura in grado di interpretare questo ruolo, e perché, se anche fosse trovata, porterebbe a conseguenze politiche molto difficili da gestire per Salvini e Di Maio.
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