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Le frequenze, le aste e il nostro bene comune

Enrico Grazzini - In flagrante conflitto d’interessi, il passato governo ha cercato di regalare preziose frequenze digitali a Rai-set (cioè a Mediaset più Rai, ambedue controllate dall’ex premier Silvio Berlusconi) con la gara gratuita avviata dall’ex ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, e grazie alle generosissime regole stabilite dall’attuale presidente dell’Autorità per le Comunicazioni Corrado Calabrò. Se l’attuale ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, non cambierà registro – come è invece auspicabile – Rai-set avrà in regalo qualche centinaio di milioni di euro. È invece assolutamente necessario che le frequenze pubbliche vengano fatte pagare a chi intende utilizzarle, e che non vengano cedute agli incumbent, le aziende dominanti. L’asta non è tuttavia il meccanismo più adatto per assegnare le frequenze…

Una manovra senza equità. Il commento della Campagna Sbilanciamoci!

La campagna Sbilanciamoci! dà un giudizio negativo sulla manovra di correzione dei conti pubblici presentata alle Camere lo scorso 5 dicembre. Esprimiamo riserve su molte delle misure contenute nella manovra del governo Monti. Ci sono alcuni provvedimenti in parte condivisibili (dalla reintroduzione dell’ICI alla tassazione delle autovetture di lusso, dal parziale abbassamento della soglia dell’uso del contante per i pagamenti all’aumento dell’imposta di bollo sulle ricchezze mobiliare detenute nelle banche, dalla creazione di un fondo per l’occupazione giovanile alla riduzione dei costi della politica), ma l’insieme della manovra non è equa, colpisce i lavoratori, i pensionati, i cittadini, salva i grandi patrimoni e non contiene adeguate misure per la crescita e lo sviluppo. È una manovra che, secondo Sbilanciamoci!, risponde…
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