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Rossano e Corigliano: la vittoria di una coalizione civica e della mobilitazione popolare

  • Scritto da  Gianmatteo Vulcano
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Rossano e Corigliano: la vittoria di una coalizione civica e della mobilitazione popolare
Chi ritiene di avere dei profondi valori di sinistra spesso si sente fuori posto in questo momento storico. 
Essere di sinistra ti fa partire svantaggiato in ogni discussione, ti obbliga a dover fare tutto un lungo preambolo in cui chiedi scusa per le colpe di almeno 3 generazioni prima della tua e ti costringe a dover provare a far riemergere uno spirito di umanità e solidarietà che tu pensavi fosse scontato ed invece non è più così. 
 
Chi ritiene di avere dei profondi valori di sinistra, poi, ha anche un altro problema serio e, ormai, storico: non si sente rappresentato. 
Non solo, quando si illude che ci possa essere un piccolo progetto nazionale che, con più ombre che luci, magari possa far rinascere una speranza, lo vede nascere e naufragare nel tempo di una breve e anonima campagna elettorale.
 
Ecco perché in questa riflessione non voglio dilungarmi troppo sulle analisi di ciò che è la sinistra in Italia ma voglio raccontare una storia: la storia di un gruppo di donne e uomini, per lo più giovani e giovanissimi, di uno di quei posti in cui tutto scorre e niente cambia, un gruppo di pazzi con un sogno enorme e, si sa, quando sognano i pazzi non bisogna mai sottovalutarli. 
 
In Calabria, nella zona dell'alto jonio cosentino, in particolare nella piana di Sibari, c'è una situazione molto particolare: è la porzione di territorio con il PIL più alto della regione, una zona in cui la ndrangheta c'è, è forte, ma non si vede sempre in maniera chiara perché, in questa zona, non ha mai particolarmente amato la coppola e la lupara ma ha sempre preferito intrecciarsi con politica, classe dirigente pubblica ed imprenditoria perché, quando puoi evitare di sparare e nasconderti, gli affari vanno molto meglio. E' anche una zona da sempre sottomessa alle dinamiche delle politiche del capoluogo di provincia Cosenza e della sua classe politica che l'ha sempre utilizzata come bacino elettorale ma a cui ha sistematicamente sempre riservato le briciole, per cui, pur essendo la zona più ricca economicamente è anche una delle zone più arretrate sul fronte di infrastrutture e servizi. 
 
In questo contesto di saccheggio, nel 2012 nasce a Rossano - uno dei due centri più popolosi della piana - un'associazione di nome "Terra e Popolo" per opera di quel manipolo di pazzi di cui sopra. L'associazione si impegna subito per contrastare il piano rifiuti della Regione Calabria e della Provincia di Cosenza che voleva trasformare il porto di Corigliano Calabro - l'altro comune più popoloso della zona e geograficamente contiguo a Rossano - nell'hub di approdo dell'immondizia della regione e Rossano nella destinazione finale di tutto ciò che veniva scaricato a Corigliano. 
Nel 2013 viene aperta una forte vertenza sul trasporto pubblico ferroviario a seguito del taglio dei collegamenti interregionali operato da Trenitalia con il placet di governo nazionale e regionale e, sempre nel 2013, la città di Rossano si vede privata dello storico tribunale nell'ambito della riorganizzazione voluta sempre dal governo nazionale. 
In queste fasi, fra i tanti, spicca anche la figura di Flavio Stasi, un giovane del 1983 che viene riconosciuto come figura carismatica delle proteste. 
L'associazione TeP continua nella sua opera di protesta e proposta diventando punto di riferimento in città e nei comuni limitrofi fino ad arrivare al 2016, momento in cui ci si stanca di avere le istituzioni come sorde controparti e si decide di fondare un movimento che ambisca a governare la città. 
 
Nasce quindi l'esperienza di Rossano Pulita e la prima campagna elettorale per Flavio Stasi sindaco. Il movimento politico è una di quelle liste civiche nate nell'epoca del post-ideologico, persino il nome ricorda le campagne di un noto ed elettoralmente potente movimento politico nazionale. All'interno di Rossano Pulita c'è cittadinanza per tutti quelli che vogliano aderire al progetto di una città nuova e svincolata dalle clientele e dalla politica cosentina. 
Complice lo spacchettamento delle destre in vari partitini, Flavio Stasi sfiora il ballottaggio per una manciata di voti, non senza polemiche per qualche scheda annullata di troppo a causa del voto disgiunto che penalizza il candidato del movimento in favore del candidato di Fratelli d'Italia. 
Si organizza un comizio di ringraziamento per i 4.000 elettori in concomitanza con i comizi dei candidati per il ballottaggio. Sul palco svettava un banner con su scritto "È SOLO L'INIZIO" e dall'altra parte del palco la piazza era gremita al punto che i comizi "ufficiali" dovettero aspettare il termine della manifestazione. 
 
Flavio entra in consiglio comunale come opposizione e sia il movimento politico che l'associazione proseguono nella loro attività di presidio di legalità e buone pratiche nel territorio. 
Nel frattempo un comitato di 100 associazioni, tra cui TeP, promuovono la campagna per la fusione dei comuni di Corigliano Calabro e Rossano, la proposta arriva in consiglio regionale ed un noto consigliere di zona - Giuseppe Graziano - si intesta la battaglia per la fusione riuscendo a far approvare la legge regionale che reca il suo nome portando quindi ad un referendum locale (vinto ma con l'area urbana di Rossano molto partecipativa e favorevole e quella coriglianese poco partecipativa e meno entusiasta) ed al commissariamento dei due comuni fino alla data del 26 maggio 2019, giorno in cui ci sono state le prime elezioni per il neonato comune di Corigliano - Rossano, terza città più grande della Calabria per popolosità e primo per estensione del territorio. 
 
I contendenti alla fascia di sindaco sono 3: Flavio Stasi sostenuto da una coalizione civica formata da 5 liste, Gino Promenzio sostenuto da 9 liste civiche ascrivibili soprattutto all'area del centrosinistra e Giuseppe Graziano (detto "il generale" e di cui ho già accennato) sostenuto da ben 13 liste con all'interno civiche ed i classici partiti di destra e centro destra. 
Mentre  "destra" e "sinistra" si sono prodigate con promesse di assunzioni e proposte di progetti esorbitanti, l'outsider Stasi ha incentrato la sua campagna elettorale sulla realizzazione di una città normale, governata da una classe dirigente nuova, libera, coraggiosa ed autonoma. Per città normale si intende una città in cui l'acqua arrivi nei rubinetti delle case, in cui la fogna non scarichi nel mare, in cui i dirigenti comunali vengano ruotati per evitare rendite di posizione e clientelismi, in cui si sfruttino fino all'ultimo centesimo i fondi dell'unione europea per la riqualificazione urbana, per i centri storici, per il patrimonio edilizio svalutato dalla cementificazione, per l'imprenditoria giovanile ed innovativa. Oltre ad una città che abbia le mani libere per bussare alle porte di provincia, regione e ministeri per pretendere una ridiscussione della riorganizzazione degli ospedali di tutta la piana di Sibari, le infrastrutture che servono a non penalizzare turismo e agricoltura (i settori trainanti dell'economia della zona). Nessun posto di lavoro promesso, nessuna cambiale elettorale, ma la promessa che con il sacrificio e l'impegno si potranno creare le condizioni per creare posti di lavoro. 
Sembrava assurdo ma i cittadini, che hanno riempito a migliaia le piazze, applaudivano alle parole "sacrificio ed impegno" mentre assistevano più freddi e meno numerosi agli altri comizi. 
 
Il 26 Maggio la banda di sconosciuti capeggiata da Stasi arriva prima con il 40,77%, secondo Graziano con la sua corazzata di liste ed il 31,34%, terzo Promenzio distaccato di un migliaio di voti ed il 28,08%. 
 
Da quel momento inizia la campagna elettorale per il ballottaggio in cui Graziano, accecato dalla rabbia per il divario di 4.000 voti, vittima del voto disgiunto causato dall'aver voluto mettere insieme a suo sostegno personalità che si odiano fra loro e che mal sopportano lui, decide di incentrare la sua comunicazione in una sedicente "operazione verità" in cui si insinua che Stasi abbia finanziatori occulti, che la città diventerebbe un campo profughi a cielo aperto, che "i poteri forti cosentini" sostengono il giovane candidato sindaco (mentre dai nomi nelle sue liste è palese il contrario) toccando picchi di pateticità difficilmente eguagliabili mentre, dall'altra parte, i cittadini continuavano a subissare di messaggi chiedendo comizi in ogni dove per continuare a sentirsi raccontare l'immaginario della "città normale" commossi ed entusiasti, regalando bagni di folla ed applausi scroscianti ogni qualvolta Flavio ed i suoi candidati salivano sui palchi. 
 
La storia del ballottaggio ci racconta che alle urne si è recato il 18% in meno degli elettori ma che il candidato sindaco Flavio Stasi abbia guadagnato, senza apparentamenti ed accordi sotto banco, più di 6.000 rispetto al primo turno vincendo con uno schiacciante 72,56%, mentre in tutti i locali della città, dalle auto nelle strade, risuonava la colonna sonora delle due campagne elettorali "Nu juorno buono" di Rocco Hunt, il quale si starà ancora chiedendo perché sul suo contocorrente continuino a risultare accrediti da YouTube e Spotify. 
 
Chi vi scrive non è in grado di trasmettere le emozioni che una città di 80.000 abitanti ha provato in questi due mesi di campagna elettorale, non è in grado di romanzare quello che per molti di noi è ancora causa di incredulità. 
Chi vi scrive, però, ha vissuto sulla sua pelle buona parte di questo percorso fatto di lavoro e confronto quotidiano nelle sedi e nelle strade delle contrade più sperdute e ha imparato una lezione importantissima che sfugge a chi insegue gli appuntamenti elettorali nazionali: se non conosci il territorio che ambisci a governare, i suoi problemi e le sue istanze, le sue criticità ed i suoi punti di forza sei inesorabilmente destinato a perdere contro le forze reazionarie che dominano la scena politica italiana ed europea. Se non parti dal basso i tuoi contenuti ed i tuoi ideali non hanno forza, non hanno presa.
E' un lavoro molto più lungo ed impegnativo ma è quello che strategicamente ha una chance di riuscita, al contrario dei cartelli elettorali che tatticamente si presentano alle elezioni nazionali. 
 
Io so perfettamente che la coalizione che ha vinto non è definibile di sinistra, dentro c'è tutto da Rifondazione comunista e Verdi a gente che ha militato nei partiti di centro-destra. Purtroppo nell'amministrazione di comuni di una certa entità le ideologie non hanno appeal e, specie in questo momento storico, alcune di queste ideologie, le nostre, non hanno appeal in assoluto. 
Ma qui nessuno si è nascosto, nessuno ha omesso la propria formazione e storia politica, tutti si sono rimboccati le maniche intorno ad un progetto comune che ha sempre avuto la precedenza su ogni ambizione personale o di partito. 
 
Non so se saremo all'altezza delle aspettative, ma ho ben presente quanto senta il bisogno di vivere in una città normale, in un Paese normale. 
 
Per chi voglia provare a rivivere qualche passaggio di questa campagna elettorale che corona il sogno di quel gruppo di pazze e pazzi consiglio la visione di qualche comizio sulla pagina fb "Coalizione civica per Flavio Stasi Sindaco" o i seguenti articoli:
 
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