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Salerno, Fonderie Pisano: 800 euro di patteggiamento (e non è uno scherzo)

  • Scritto da  Marco Mastrandrea
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Salerno, Fonderie Pisano: 800 euro di patteggiamento (e non è uno scherzo)

Con 800 euro quante cose puoi fare? Poche, in realtà molto poche. Non è possibile neppure acquistare il migliore iPhone sul mercato. Per una famiglia è difficile arrivarci a fine mese, in diverse città non puoi pagarci neppure l’affitto di un appartamento.

Una cosa che puoi fare con 800 euro è pagare l’ammenda “per la produzione di fumi e polveri idonei ad offendere e molestare le persone residenti in zona, esercizio dell’impianto di fonderie senza autorizzazione e mancanza di adeguati interventi a favore dei lavoratori”.

Non è uno scherzo. È quanto emerso dall’ultima udienza nel processo a carico del cavaliere Luigi Pisano, titolare delle omonime fonderie che ha chiesto il patteggiamento per 800 euro di ammenda senza pena sospesa. Tramite il suo avvocato, per non pagare un euro di troppo, ha anche fatto notare che diverse parti civili come il Comune di Salerno hanno ritardato nel costituirsi e pertanto non andrebbero pagate. Il pubblico ministero ha acconsentito a tutte le richieste e l’udienza finale avverrà il 3 febbraio quando il giudice avrà modo di esprimersi anche sulla questione delle parti civili.

Chissà come sorride l’ormai più che novantenne Luigi Pisano, titolare unico dell’azienda: anche questa volta l’ha scampata. Per lui 800 euro sono ancora meno che per un cittadino qualunque, infatti, il capitale sociale della sua azienda è di 7 milioni e mezzo di euro e l’azienda dichiara un fatturato compreso tra i 25 e i 50 milioni di euro. Ancora una volta ce l’ha fatta il cavaliere Pisano e meglio di quella volta quando nel 2007 patteggiò per 6,375 euro a confronto con la sentenza odierna un mucchio di soldi, ma, sempre pochi spicci, infatti, i cittadini salernitani erano increduli anche all’epoca (qui la cronistoria delle Fonderie).

Anche se i tempi cambiano e l’associazione Salute e Vita che con coraggio e continuità da tempo si batte per la delocalizzazione delle Fonderie dall’attuale sede di Via dei Greci e denuncia gli abusi che vengono commessi in zona si dice “moderatamente soddisfatta” tramite il portavoce Lorenzo Forte, perché “sono stati costretti ad ammettere la colpa” e aggiunge “colpe che erano gravi” (qui l’intervista).

Un gran passo in avanti, a quanto dicono, anche se non troppo, visto che già in passato Luigi Pisano ha optato per il patteggiamento, e quindi, non è la prima volta che ammette le sue colpe.

Eppure, un interrogativo, anche banale, va posto di fronte a questa sentenza e forse riguarda tutti i cittadini italiani: con 800 euro di patteggiamento si è certi di costringere i titolari di aziende a modificare le proprie politiche aziendali e ambientali; a rispettare la vita dei residenti di zona; a intervenire strutturalmente per salvaguardare la vita dei propri lavoratori?

Operazioni in favore dell’ambiente e della salute dei lavoratori hanno un costo che va ben oltre cifre irrisorie a fronte di patteggiamenti che sì, ammettono la colpa ma, come visto dai precedenti processi, non mutano i comportamenti delle aziende che operano nocivamente. Anzi, pene del genere, spingono il mercato a muoversi nell’illegalità e nel mancato rispetto delle norme a danno di cittadini e lavoratori.

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