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Europa: tornano i barbari?

In questi giorni così confusi e convulsi varrebbe forse rivedere un film di qualche anno fa: De Reditu (Il viaggio), trasposizione cinematografica di quella che è considerata l'ultima opera dell'antichità classica. Direte “che c'entra una vicenda così lontana nel tempo con quello che stiamo vivendo?” Ci sono analogie storiche che spiegano il presente molto meglio di tante statistiche.

La lotta di classe del Presidente

Gli italiani, si sa, nei momenti difficili sono portati alla ricerca dell’ “uomo della provvidenza”, di colui che -a fronte di una classe politica mediocre- in virtù delle sue doti personali sia capace di far uscire il Paese dalla crisi morale ed economica. Il problema è che gli “uomini della provvidenza” nel nostro Paese approfittano amabilmente di questa fiducia per eccedere sia nella misura che nel linguaggio.

Garibaldi e Occupy Piratini: salpiamo

2011, mondoNon c'è settimana migliore, per far salpare Il Corsaro, di quella in cui Time ha deciso di dedicare la sua copertina di fine dicembre, come personaggio dell'anno, a «the protester». Come potremmo tradurlo, in italiano? I dizionari indicano «manifestante, uno che obietta, contestatore, dissidente, dimostrante, avversario».L'illustrazione in copertina è tratta da un foto scattata a Sarah Mason, una ragazza di Highland Park, sobborgo di Los Angeles, che ha partecipato alle mobilitazioni di Occupy LA, e il 17 novembre stava manifestando di fronte alla Bank of America.Nella copertina si legge: «Dalla Primavera Araba ad Atene, da Occupy Wall Street a Mosca», e la dichiarazione ufficiale del direttore di Time Rick Stengel recita: «Ovunque, quest'anno, le persone si sono lamentate del…

Razzismo. La responsabilità degli 'sceriffi democratici'

“Quanto e avvenuto tanto a Firenze come a Torino è preoccupante perché il razzismo non nasce improvvisamente, ma è frutto di un terreno fertile, costruito in questi ultimi anni, nei quali ogni giorno abbiamo sentito urlare ministri, esponenti della Lega Nord contro i neri, gli zingari, le persone del sud del mondo, li abbiamo sentiti dire che bisognava sparare sui barconi, costruendo cosi poco a poco un clima di odio, di rifiuto non solo dell'immigrato, ma del diverso.” Queste giuste considerazioni sono di un dirigente bolognese del PD, Leonardo Barcelò, e si aggiungono alle tante di coloro che in questi giorni addebitano alle Lega Nord la responsabilità della crescita dell’odio verso i migranti. Essere solidali e condannare il razzismo non…

 L’Italia che dimentica: quando un tempo ci disinfettavano

Piazza Dalmazia a Firenze, il campo Rom di Torino, i pomodori di Rosarno, la gru di Brescia, il filo conduttore è sempre uno. Il sentimento è il razzismo, gli strumenti sono la violenza e lo sfruttamento lavorativo. La benzina sul fuoco è l'indifferenza. Le nostre leggi, la nostra vergogna. Per andare oltre i colpi di una pistola e oltre i forconi contro i Rom la strada da fare è tanta, ma è necessaria. Il sentimento deve essere l'etica, lo strumento l'ospitalità.
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