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Stupro: la lotta femminista dentro ed oltre le sentenze

Ci tengo a condividere alcune riflessioni a partire dalla tanto dibattuta sentenza della Cassazione in materia di stupro (n. 32462/18). Lo faccio perchè da donna, femminista, compagna e studentessa di giurisprudenza in questi giorni ho pensato, discusso, letto: ho sentito il bisogno di mettere a sistema alcuni elementi e di condividerli con l’auspicio che possano contribuire ad arricchire un dibattito decisamente acceso; dibattito da cui le coordinate su cui si muove la lotta femminista hanno la possibilità di uscire riaffermate e rafforzate. Lo faccio in questo modo perchè penso che tutte e tutti abbiamo la necessità di discutere e confrontarci dialetticamente, dando dignità alla complessità di una questione che viene immensamente svilita dai titoli sensazionalistici dei giornali e dalla dinamica…

Macerata: una lunga, lunghissima settimana. Ma è solo l'inizio

Partiamo dalla fine: da circa 72 ore, da quando sabato è scattato il coprifuoco, Macerata è una città blindata, con camionette e defender di polizia e carabinieri praticamente a ogni angolo. Chi scrive ha scelto di stabilirsi qui perché la qualità della vita è tra le migliori in Italia. Nello stesso tempo, da 72 ore sta vivendo una sensazione di disorientamento che è ben maggiore di quella vissuta dopo le scosse di agosto e di ottobre 2016. Questa premessa è fondamentale: in tanti ci chiedono perché parliamo di terrorismo commentando il gesto di Luca Traini e l'immagine di una tranquilla cittadina di provincia completamente militarizzata forse rende meglio l'idea. Ora facciamo un passo indietro.

Chi è sfruttato prenda parola: appello per una mobilitazione il 24 novembre

Dopo lo sciopero dell’alternanza gli studenti scrivono ai lavoratori ed agli sfruttati: mobilitiamoci insieme, costruiamo gli “stati generali dello sfruttamento”. Siamo le studentesse e gli studenti che il 13 ottobre sono scesi in piazza con le tute-blu per lo sciopero dell’alternanza, siamo gli studenti che sono stati sfruttati durante il tirocinio universitario e quelli che devono lavorare per pagarsi gli studi.

#RiapriAMOlàbas spazi sociali e circoli Arci alla mobilitazione del 9 settembre

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (Italo Calvino, Le città invisibili)

L'eccidio di Buggerru: dopo 113 anni l'insegnamento dei i minatori è ancora valido

Passano gli anni, ma i fatti del 4 settembre 1904, che portarono al primo sciopero generale proclamato in Europa, continuano a parlare ai giorni nostri. Parliamo dei 4 operai uccisi e degli 11 feriti dai soldati dell'esercito italiano mandato a sedare i rivoltosi che reclamavano diritti contro la “Societé anonime de mines de Malfidano” che gestiva il sito minerario di Buggerru.
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