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Chi è sfruttato prenda parola: appello per una mobilitazione il 24 novembre

Chi è sfruttato prenda parola: appello per una mobilitazione il 24 novembre

Dopo lo sciopero dell’alternanza gli studenti scrivono ai lavoratori ed agli sfruttati: mobilitiamoci insieme, costruiamo gli “stati generali dello sfruttamento”.

Siamo le studentesse e gli studenti che il 13 ottobre sono scesi in piazza con le tute-blu per lo sciopero dell’alternanza, siamo gli studenti che sono stati sfruttati durante il tirocinio universitario e quelli che devono lavorare per pagarsi gli studi.

Il 13 ottobre abbiamo detto a gran voce che tra essere formati ed essere sfruttati c’è una grossa differenza. Stiamo costruendo un’opposizione a questa alternanza scuola per scuola, attraverso comitati e con l’approvazione degli statuti delle studentesse e degli studenti in alternanza, ma questo non ci basta!

Dopo lo sciopero dell’alternanza, qualcuno ci ha etichettati come snob, viziati o bamboccioni, come gli studenti che non vogliono lavorare, provando a contrapporci alle lavoratrici e ai lavoratori.
Questa contrapposizione non esiste, ma è utile a chi specula e guadagna sui ricatti e sulle diseguaglianze: come studentesse e studenti siamo un anello della stessa catena dello sfruttamento che coinvolge tutti, lavoratori, disoccupati, pensionati.
Crediamo che sia arrivato il momento di riconoscere il fatto che non esiste una visione di futuro in questo Paese e lo stiamo subendo tutti ogni giorno: noi studenti in alternanza, gli studenti tirocinanti, chi lavora gratis o con stipendi da fame sperando di essere assunto, i licenziati, le persone in cassa integrazione, quelle che lavorano dalla mattina alla sera pur di fare sacrifici per la famiglia, i pensionati. Abbiamo visto, infatti, che non siamo gli unici a mobilitarsi, ma lo hanno fatto anche lavoratrici, lavoratori e sindacati dell’Ilva, gli Scontrinisti della biblioteca nazionale di Roma, quelli di Alitalia e Almaviva, quelli della logistica, quelli degli Enti Pubblici di Ricerca, quelli contro i voucher e che tanti altri stanno riflettendo su possibili mobilitazioni future sulla legge di stabilità. Nella legge di stabilità continua il paradosso degli sgravi fiscali, cioè incentivi alle imprese per assumere i giovani dopo l’alternanza o l’apprendistato, senza alcuna garanzia di restare impiegati anche dopo che l’azienda ha incassato il bonus. Ma per lavorare in quale mondo del lavoro? Quello che addestra al lavoro povero e sfruttato? Nel Paese con il minor numero di laureati in Europa e con livelli altissimi di disoccupazione giovanile non si investe realmente sui giovani ma al contrario si alza l’età pensionabile e si incentiva il lavoro gratuito, mascherandolo da alternanza scuola-lavoro, non si stanziano fondi sul diritto allo studio, si sostituiscono lavoratori con studenti tirocinanti per ridurre i costi del lavoro, si sottraggono centinaia di ore alla formazione per regalarle allo sfruttamento.
Siamo consapevoli che bisogna invertire la rotta ma per farlo occorre una battaglia comune a partire da chi ogni giorno viene sfruttato: per questo crediamo sia arrivato il momento di incontrarci, raccontarci le nostre storie, far intersecare le lotte e le vertenze aperte sui territori.
Il 17 novembre riuniamoci tutti in assemblea nelle piazze delle nostre città, studenti, lavoratori, disoccupati, per costruire degli “Stati Generali dello Sfruttamento” a partire dai quali ribellarci insieme al modello che ci stanno imponendo fatto di ricatti, lavoro gratuito, dequalificato e senza diritti.
A chi ci vuole divisi, a chi incoraggia la guerra fra poveri e intanto basa il proprio profitto sullo sfruttamento, rispondiamo con la messa in rete delle diverse esperienze e con la solidarietà. Solo mobilitandoci assieme possiamo spezzare la catena di sfruttamento della quale tutte e tutti siamo parte!
Organizziamoci per lanciare un’attivazione collettiva nei nostri luoghi di vita, di studio, di lavoro, che ci porti a costruire per il 24 novembre una grande giornata di mobilitazione, su tutti i territori, in cui rimettere al centro i nostri bisogni e un’idea di paese e di futuro per tutte e tutti!

 

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