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I precari dell'ISTAT proclamano lo stato di agitazione e bloccano le attività dell'istituto

I precari dell'ISTAT proclamano lo stato di agitazione e bloccano le attività dell'istituto

I precari dell'ISTAT hanno proclamato lo stato di agitazione. Di seguito il loro comunicato.

"I 372 precari dell'Istituto nazionale di Statistica con i contratti in scadenza al 31 dicembre 2014 hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e il blocco delle attività dell'istituto: questa mattina, 25 novembre, sono centinaia i precari che stanno occupando gli uffici della direzione della Contabilità Nazionale impedendo di fatto lo svolgimento delle normali attività di produzione dei dati.

Dopo mesi di trattative per la stipula di un Accordo in deroga per la proroga dei contratti al 2020, il Presidente Giorgio Alleva ha dichiarato nulle le trattative condotte fino ad oggi che hanno visto coinvolti le principali rappresentanze sindacali e dei precari, il Direttore Generale e il delegato del Presidente.

Ad oggi l’Amministrazione delega in tutto al Governo la responsabilità delle proroghe, compromettendo la natura di Ente indipendente dell'Istat e mettendo a repentaglio l'avvio del Censimento permanente che vede l'Istituto impegnato a livello internazionale su cui sono coinvolti in gran parte i lavoratori precari.

L’Assemblea dei lavoratori precari riunita lunedì 24 novembre, ha espresso la gravità della situazione: di fatto ai lavoratori a tempo determinato viene proposto di firmare le lettere di licenziamento al 1 gennaio 2016.

È finito il tempo di trattative portate avanti solo per sfiancare la mobilitazione dei precari. È stato quindi proclamato lo stato di agitazione del personale, durante il quale le principali attività produttive dell’Istituto verranno inevitabilmente bloccate, per chiedere:

  • * un contratto di proroga pluriennale nella prospettiva di una stabilizzazione di tutto il personale a tempo determinato;
  • * le dimissioni di un Presidente completamente esautorato dal suo ruolo e che di fatto si attesta alla funzione di “Commissario”, consegnando all’esterno il controllo di un Istituto che, da Statuto, è un Ente di Ricerca autonomo ed indipendente;
  • * le dimissioni del Direttore Generale e del delegato del Presidente per aver portato avanti una vuota trattativa che ha taciuto a più riprese una grave discrasia di intenti tra le cariche istituzionali più rilevanti."
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