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Migranti: perché le quote UE non sono la risposta

Migranti: perché le quote UE non sono la risposta

In Unione Europea si discute di fissare delle quote di migranti da allocare nei diversi Paesi, peraltro ridottissime, peraltro con la contrarietà di mezza Unione, che preferisce fare campagna elettorale sul respingimento. Anche se le quote ammontassero a un numero maggiore di quello dei richiedenti, si tratterebbe comunque di un'ipotesi tremenda. Perché? Perché fissare una quota di migranti in ingresso da smaltire svaluta ulteriormente la vita umana, da merce, status a cui era già scesa (capitale umano) nel mondo moderno, a rifiuto speciale, da differenziare e trattare.

Il livello di razzismo sotteso a questa visione burocratica e buonista, buonista in quanto non realmente interessata a un cambiamento di modello, ma volta a mostrarsi un po’ più buona di quella degli avversari, mostra la vittoria culturale, anzi l'egemonia culturale, di una destra nazional-capitalista. La teoria borghese e securitaria per cui le merci debbono avere libera circolazione, mentre le persone vanno fermate, si è imposta come modello unico a quell’ex-centrosinistra moderato, incapace di fissare una propria visione alternativa, e per questo succube del pensiero del supposto avversario.

Parliamo di nazional-capitalismo perché il modello in questione difende la supremazia delle nazioni, parolaccia che chi scrive aborre, ma che corrisponde a una visione dello Stato basata sul diritto di nascita, e quindi la necessità di confini per difendere la purezza e lo status di chi è nato in un posto; e perché invece sostiene la libera circolazione delle merci e dei capitali in forma non legata al luogo in cui essi sono prodotti sulla base del lavoro. Quanto alle parole borghesesecuritario, ci auguriamo che esse non necessitino di alcun chiarimento.

La sinistra nasce e può esistere solo come internazionalista, ovvero come al di là di un diritto di nascita, e può accadere solo se considera gli esseri umani come indipendenti dagli Stati, organismi sociali e non naturali necessari a dirimere le controversie tra libere persone, non vincolati nei loro movimenti su questo pianeta, che antecede ogni forma di organizzazione sociale.

Una donna o un uomo che vuole spostarsi da un posto a un altro per trarre vantaggio dalla propria esistenza deve sempre e comunque poterlo fare: questo è l’unico discorso che si può fare a sinistra sulle migrazioni. Specie se le situazioni di crisi economica o ambientale da cui questa o questo fugge sono in buona parte nostra responsabilità.

Farne una questione di fermare gli scafisti è ipocrita e violento: se non fossero chiuse le frontiere, se fosse permesso ai migranti di spendere per un biglietto aereo o navale con una compagnia autorizzata quello che spendono per pagare i trafficanti, non esisterebbe nessuno scafista. Pertanto, questo atteggiamento è ipocrita perché finge di non essere responsabile di quella tratta che dice di voler fermare. E violento perché propone una soluzione violenta: bombardare, uccidere, affondare, mietendo vittime, peggiorando ulteriormente la vita di chi vive nelle zone di partenza dei barconi e inquinando mare e territori da colpire.

Oltre che una questione di umanità e di dignità della persona a prescindere dalla propria origine, è anche un fatto di buon senso: l’unica soluzione accettabile per la questione migratoria è l’apertura di connessioni serie e sicure, capaci di far giungere i migranti nella certezza della loro sopravvivenza, permettendo loro di non entrare in spirali di delinquenza e di traffico di vite umane, o di marginalità organizzata a livello comunitario, e quindi di essere partecipi di una vita sociale e collettiva dignitosa e arricchente, tanto per loro, quanto per noi. Infatti sarà molto più portato a rispettare i nostri codici e le nostre leggi chi è accolto e accompagnato, rispetto a chi è marginalizzato e criminalizzato; il primo farà di tutto per difendere il mondo in cui è stato inserito e per aiutare quello da cui proviene a prendere una forma simile di rispetto, il secondo farà di tutto per sopravvivere a qualunque costo.

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