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L'UNHCR contro Renzi: nel "piano casa" un attacco ai diritti dei rifugiati

L'UNHCR contro Renzi: nel "piano casa" un attacco ai diritti dei rifugiati

Un duro comunicato: è quello con cui l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha condannato il piano casa di Renzi e Lupi, approvato lo scorso 20 maggio con l’ennesimo voto di fiducia. Bersaglio dell’UNHCR è quel famigerato articolo 5, aspramente contestato dai movimenti per il diritto all’abitare in tutta Italia, che recita: “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”.

Una norma, questa, già in vigore dal decreto n.47 dello scorso 28 marzo, a differenza di tutte le altre misure previste nella legge, con cui il governo Renzi avvia una repressione senza precedenti contro gli occupanti delle case sfitte e disabitate, in spregio ai più elementari diritti all’esistenza. 

Alle denunce di incostituzionalità da parte dei movimenti e di numerosi giuristi e avvocati si unisce adesso il pesante monito dell’ONU, che attraverso la sua agenzia accusa il governo Renzi di avviarsi a violare i diritti fondamentali di migliaia di rifugiati. “L’UNHCR”, si legge nel comunicato “ricorda che sono migliaia i rifugiati costretti a vivere in palazzi abbandonati e occupati nelle principali città italiane quali Roma, Milano, Torino, a causa dell’inadeguatezza dell’accoglienza e dell’insufficienza dei progetti di integrazione”, senza un tetto e privati della possibilità di accedere ai servizi fondamentali.

Renzi si renderebbe responsabile di un attacco senza precedenti alla dignità di persone in condizioni già drammatiche: “l’UNHCR ritiene che la legge, se così applicata, creerebbe un ulteriore ostacolo al processo di integrazione dei rifugiati in Italia, costringendoli in una spirale di isolamento e marginalità: migliaia di persone sarebbero infatti private della possibilità di accedere alla residenza anagrafica. La conseguenza immediata sarebbe il rischio di non poter più accedere all’assistenza sanitaria, al lavoro, nonché all’istruzione per migliaia di bambini”. Venendo privati della possibilità di ottenere la residenza anagrafica, i rifugiati occupanti non potrebbero più sperare di trovare una residenza e con essa sarebbe impedito loro di avere una carta di identità, essenziale per trovare un lavoro.

A profilarsi, secondo l’UNHCR, è quindi un piano di violenta marginalizzazione sociale che va subito scongiurato: “L’UNHCR auspica che venga immediatamente trovata una soluzione di accoglienza dignitosa per queste persone e che sia mantenuta la garanzia di accesso alla residenza”. Che una simile notizia sia passata sotto il silenzio complice della grande stampa nazionale non può non sorprendere: nel clima delle elezioni europee il solido blocco dei media compiacenti che Renzi è riuscito ad attrarre nella sua orbita non poteva macchiare la corsa del leader democratico.

Ma mentre proseguono le celebrazioni del risultato storico della nuova “democrazia renziana”, sarà forse il caso di notare e di far notare agli entusiastici imbonitori del centro-sinistra-che-vince che il loro leader, nonché capo del partito riformista adesso più forte in Europa, e infine prossimo Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea nel semestre italiano, sia stato additato dall’ONU per aver violato i più elementari diritti degli ultimi. Per i rifugiati che non votano e che non hanno voce “cambia il verso”: da esseri umani si apprestano a essere definitivamente ridotti, da Renzi e dal PD, a non-persone da criminalizzare.  

 

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