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Ma davvero aboliscono il numero chiuso a medicina?

Ma davvero aboliscono il numero chiuso a medicina?
Da sempre mi batto per l'abolizione del numero chiuso, a medicina, ad odontoiatria, ad architettura e in tutte le facoltà che in questi anni a seguito dei tagli, non potendo più garantire aule, laboratori e docenti hanno scelto la strada delle barriere all’ingresso.

 

Ho sempre pensato che una selezione all'accesso con un test a crocette fosse un sistema ignobile, inefficace e ingiusto.
Ho sempre saputo che a causa di una pianificazione sbagliata avremo (e stiamo già avendo) problemi di organico, carenza di medici e infermieri e dovremo “importarli” dall’estero.
Ho conosciuto tanti che hanno sofferto per via della loro passione, che hanno passato anni a provare e riprovare i test, che hanno dovuto rinunciare, che sono emigrati pur di diventare dottori.
Ho sempre valutato nel merito i provvedimenti dei governi e per questo li ho quasi sempre contestati. Non ho problemi a dire che se - come annunciato in un comunicato - ci sarà nella manovra l’abolizione del numero chiuso a medicina sarò contento e dirò “era ora!”.
So anche però che abbiamo studiato e approfondito per anni le modalità con cui arrivare all’abolizione totale del numero chiuso e non si risolve con un tratto di penna. Senza un grande stanziamento di risorse per l’università non si può concretamente garantire al contempo accesso e qualità. Far entrare tutti per poi dopo anni di didattica senza laboratori e in aule inadeguate e sovraffollate, tenere bloccato l’accesso alle specializzazioni non è una soluzione. Abolire il numero chiuso senza aumentare i posti in specializzazione vuol dire creare un esercito di laureati medici disoccupati o magari costretti ad emigrare o a lavorare nel privato.
Servono soldi, tanti soldi. Al momento nel testo della manovra e nei comunicati ufficiali non c’è traccia di nuove risorse in grado di pareggiare i conti con i tagli del 2008 (i tagli lineari votati anche dalla Lega di cui Salvini era parlamentare che hanno ucciso l’università italiana).
A dire il vero al momento a parte due righe nel comunicato stampa ufficiale del governo in cui si dice “si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi” non c’è altro. Anzi dal ministero della salute e da quello dell’università (che immagino abbiano qualche competenza in materia) smentiscono.
Qualunque cosa si stia decidendo in queste ore siate seri. Non si scherza sulla pelle e sulle speranze di migliaia di studenti non si scherza con la propaganda, illudendoli per poi deluderli. Avete deciso di abolire il numero chiuso (magari per fermare le proteste studentesche che stavano partendo in questi giorni...)? Bene, adesso nessuna marcia indietro.
Si vuole garantire davvero il diritto allo studio? Trovate le risorse per tornare a finanziare l’università in maniera adeguata, per togliere il numero chiuso anche nelle altre facoltà, per garantire borse di studio e alloggi, per sconfiggere la dispersione scolastica. Si può fare ancora di più: si possono abolire le tasse universitarie, facendo pagare ai più ricchi i costi dell’università, si può rendere il sistema universitario gratuito, pagato dalla fiscalità generale e dai più ricchi, di qualità e accessibile a tutti.
Ho però la sensazione che sia solo una sparata propagandistica, di quelle che ci si rimangia poco dopo aver conquistato i titoli dei giornali e i social per un paio di giorni, magari il tempo sufficiente a distogliere l’attenzione dall’ennesimo condono fiscale. Spero non sia così, lo spero per gli studenti che ambiscono ad accedere a una facoltà a numero chiuso, lo spero per l’Italia che ha bisogno di un sistema universitario completamente diverso, aperto e di qualità.
Vedremo come si chiuderà questa vicenda, ma se c’è una cosa cui mettere il numero chiuso sono proprio le cazzate propagandistiche sulla pelle di tutti noi.

 

Ultima modifica ilMartedì, 16 Ottobre 2018 12:45
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