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Il cesarismo e la linea d’ombra della partecipazione: come ricostruire un’alternativa politica?

Riceviamo e pubblichiamo con piacere questo contributo al dibattito di questi giorni su futuro e orizzonti della sinistra italiana da Vincenzo Romania, Prof. associato in Sociologia dei Processi Culturali, e coordinatore del circolo SEL di Padova. Linea d’ombra di Joseph Conrad racconta la storia di un marinaio inglese che lascia la sua imbarcazione a Singapore, per ritornare in patria, alla sua vecchia vita. Prima di ripartire per la madrepatria, riceve però l’incarico di comandare una nave rimasta senza capitano nella rada di Bangkok. Il giovane non si chiede in che condizioni si trovino la nave e l’equipaggio, ma accetta per lo sconfinato fascino che ha in lui il comando. La nave non raggiungerà mai la sua destinazione: la febbre decimerà…

Nuove strade per praticare la pace: il Cammino di Pace di Bassano del Grappa

In questi giorni, come è noto, si è riaperta violentemente la questione del rapporto tra la realtà europea e il mondo extra-europeo che con essa si confronta attraverso i flussi migratori. Gli eventi di Francia, e le diverse risposte da parte delle diverse correnti di pensiero politico, ci sottolineano l’urgenza di confrontarci intimamente con la questione, provando nuove strade per praticare quel concetto di pace e rispetto che così a gran voce reclamiamo in questi giorni. Per questa ragione raccontiamo quindi un evento particolare, il Cammino di Pace, in programma sabato 10 gennaio a Bassano del Grappa, in Veneto. È un evento ormai tradizionale, che si ripete in questo periodo ogni anno ormai da una trentina di edizioni, ma che…

Pisa: chiuso anche Palazzo Boyl

Chiuso. Aperto. Chiuso. È superfluo dire: "abbandonato, occupato e sgomberato". È lo stesso concetto di apertura alla collettività con un'occupazione, di uno stabile chiuso per abbandono, e conseguente ritorno allo stato di partenza, attraverso la scelta di ordinare uno sgombero, che descrive efficacemente la situazione per quello che è realmente. Come se fosse il susseguirsi "necessario" degli eventi. Basta fare una ricerca rapida fra le nostre pagine per rendersi conto che a Pisa i tempi fra "apertura" e "chiusura" degli spazi occupati si accorciano sempre di più. Perfettamente in linea con le linee securitarie che sembrano ormai farla da padrone in tutto il Paese, dopo appena un mese è sopraggiunto lo sgombero di Palazzo Boyl. Non ci dilunghiamo sull'occupazione di…

Una vigilia, quattro anni dopo

La nostalgia vive nell’ambizione di sé, non è spesso avvalorata da desiderio di memoria. In questi giorni in molti, incluso chi scrive, in diversi blog e social network hanno evocato la straordinaria giornata del 22 dicembre 2010, mobilitazione studentesca e generazionale che chiudeva tre mesi di lotta contro il ddl Gelmini. Più che un ragionamento analitico su come sia andata quella stagione di mobilitazione rispetto alle precedenti o come termine di paragone nella fase attuale, credo che molti si saranno posti il tema di come eravamo e di come siamo all’alba appannata del renzismo.

Bari: occupano il Liceo Salvemini, sgomberi e denunce. Sospeso il rappresentante degli studenti

Sulla scia delle numerosissime occupazioni e manifestazioni di protesta contro “La Buona Scuola” del governo Renzi, la scorsa notte anche il Liceo Scientifico G. Salvemini di Bari ha deciso di radicalizzare la sua protesta attraverso un gesto più forte, deciso democraticamente dal collettivo della scuola. Non si tratta certo di un caso isolato; nella città di Bari sono state ben 21 le scuole occupate.

Oltre il Jobs Act? Parliamone, a Pisa

Pisa, 4 dicembre 2014. All'alba del giorno dopo – l'approvazione definitiva del Jobs Act in Senato, la scoperta della cupola “fasciomafiosa” nella Capitale, le manganellate al corteo studentesco in Largo di Torre Argentina – un gruppo di giovani prova a costruire una dimensione di analisi e proposta circa la vasta delega in bianco ottenuta dal governo.

La mobilitazione contro il Jobs Act alle porte del Senato #3d

Il Jobs Act sta per concludere il suo iter parlamentare tornando al Senato dopo le modifiche al testo del disegno di legge delega intervenute in seconda lettura alla Camera dei Deputati.  Il laboratorio nazionale dello sciopero sociale riunitosi a Napoli il 30 novembre ha lanciato una mobilitazione generale per il 3 dicembre.  

Torino: il quinto stato dei precari e freelance in assemblea per lo sciopero

Negli ultimi mesi, il Jobs Act è stato il protagonista della discussione politica: il governo Renzi lo ha presentato come lo strumento  risolutivo della crisi italiana del lavoro, ogni giorno più drammatica. Ma è proprio così? Davvero questo provvedimento farà crescere i posti del lavoro e ci salverà dalla precarietà e dalla disoccupazione?

Non basta una sinistra dei nuovi, serve una sinistra nuova

Fino a poco tempo fa l’immagine con­so­li­data dell’Italia era quella di un paese vec­chio e pol­ve­roso, con classi diri­genti vec­chie e pol­ve­rose. In tale imma­gi­na­rio il pro­blema delle gio­vani gene­ra­zioni era diret­ta­mente con­nesso ai “dino­sauri da scon­fig­gere”, per citare La meglio gio­ventù di Marco Tul­lio Gior­dana: gover­nanti fuori dal tempo, figli di un’epoca pre­ce­dente alla rivo­lu­zione infor­ma­tica, impe­di­vano l’emergere di una straor­di­na­ria gene­ra­zione che potrebbe invece riscat­tare le sorti del paese. Que­sta era la vul­gata, l’opinione dif­fusa, il sen­tire comune. Il pro­blema era ed è un altro. E, ovvia­mente, è andata diver­sa­mente, sta andando diversamente. Il Movi­mento 5 Stelle prima e i ren­ziani subito dopo hanno cam­biato la per­ce­zione e la sostanza della com­po­si­zione dei gruppi diri­genti di que­sto paese,…
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