Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Terra dei fuochi: così hanno avvelenato e ucciso la Campania

Terra dei fuochi: così hanno avvelenato e ucciso la Campania

La Terra dei Fuochi è una vasta area che collega le province di Napoli e Caserta, costituita dai comuni di Qualiano, Villaricca, Giugliano, Orta di Atella, Caivano, Acerra, Nola, Marcianise, Succivo, Frattaminore, Frattamaggiore, Mondragone e Castel Volturno. La terra dei Fuochi è una vasta area situata in Campania.

E morta per sempre.

Mentre il dibattito nazionale è occupato quotidianamente da temi pregnanti di interesse generali come la decadenza o meno di quel senatore a seguito di una sua condanna definitiva e la caduta o meno di quel governo per la reazione permalosa del partito di quell’ultimo, la Campania si sta svegliando dopo anni di silenzio e si sta guardando allo specchio, vedendosi ridotta ad uno straccio.

Non si riconosce più, la Campania felix, nell’immagine di una terra ricca e fertile i cui frutti hanno nutrito e cresciuto per millenni le generazioni che la hanno attraversata.

Niente di nuovo, sono anni che le procure indagano, che i pentiti denunciano, che i giornalisti provano a scrivere, ma finalmente ora qualcuno sembra essersi reso conto di quello che accade. Tutto è cominciato con l’intervista shock del pentito Carmine Schiavone, che senza peli sulla lingua ha rivelato luoghi e date nei quali sono stati seppelliti rifiuti di ogni genere: comuni, tossici, industriali e nucleari. Niente di nuovo, per qualcuno. Ma parole dette così chiaramente, a voce alta, sono state lo schiaffo in faccia a una popolazione da troppo tempo a testa china. Rifiuti ovunque, nei piloni dell’autostrada, sotto lo stadio di Casal di Principe, dove i ragazzini giocano a calcio. Rifiuti pericolosi, seppelliti senza alcuna precauzione, sversati da camion provenienti dal Nord Italia e dal Nord Europa, mandati da imprenditori che per risparmiare sullo smaltimento non si sono fatti scrupoli ad affidarli alla più grande azienda di interramento, la Camorra s.p.a. E senza problemi i manager di quest’impresa li hanno seppelliti nella propria terra, incuranti delle conseguenze, del fatto che stavano avvelenando innanzitutto il proprio futuro, quello dei propri figli.

E l’avvelenamento, naturalmente, c’è stato. Lento ed inesorabile, sta mietendo i suoi frutti anno dopo anno, giorno dopo giorno. Il tasso tumorale è cresciuto vertiginosamente, e in queste terre si muore ogni giorno, si muore sempre più velocemente, si muore sempre di più, a qualunque età. E mentre si continua a richiedere un registro tumori nella regione e nelle province più colpite d’Italia, la raccolta dei dati si organizza dal basso, con i medici che ogni giorno contano i pazienti che muoiono, con i gruppo facebook “vittime del triangolo della morte”, in cui i parenti dei malati si scambiano foto e storie di chi è rimasto ucciso dalla terra che gli ha dato la vita.

Ma le dichiarazioni di Schiavone sono state molto più clamorose. Il pentito ha raccontato ai giornalisti de “Il fatto quotidiano” di aver rivelato questa storia alla commissione ecomafie vent’anni fa, e che le informazioni sono state coperte dal segreto di Stato perché bonificare le terre contaminate avrebbe richiesto troppo denaro. Se fosse vero, questo significherebbe che lo Stato ha consapevolmente taciuto sul pericolo di vita per migliaia di persone, condannandole di fatto a morte, condannando tutte quelle che c’erano e tutte quelle che nei vent’anni successivi vi sono nate.

Dopo l’intervista al pentito sono fioccate le inchieste giornalistiche, le dichiarazioni, gli studi. Niente che nessuno sapesse già, nulla che non esistesse esattamente alla stessa maniera il giorno prima, ma finalmente, per una volta, i riflettori erano puntati sulla Terra dei Fuochi, come per anni gli esperti e i cittadini avevano richiesto. Richieste che sono state esaudite troppo tardi, visto che il commissario alle bonifiche, Mario De Biase, ha dichiarato queste terre morte. Non più bonificabili. La terra non darà più frutti, l’acqua è contaminata da sostanze cancerogene. Per 20 km quadrati.

Tutto questo – dalle dichiarazioni di Schiavone a quelle di De Biase - accompagnato dal silenzio assordante delle istituzioni. Per la verità il Ministro Orlando ci è venuto in Campania.  A spiegare ai cittadini la necessità di un inceneritore. A quegli stessi cittadini che l’hanno contestato. Che ovunque per la Regione costituiscono presidi di resistenza territoriale contro lo scempio che la camorra e le istituzioni complici stanno facendo della loro terra. Dagli inceneritori di Giuliano ed Acerra alle discariche abusive e non, dai roghi dell’area nolana alle ecoballe di Taverna del Re, dai campetti di calcio contaminati di Casal di Principe alle trivellazioni in cerca di petrolio in Irpinia.

Istituzioni silenziose, nel migliore dei casi. Di un silenzio assordante per una terra che chiede spiegazioni e aiuto da troppi anni. Assordante come il silenzio della marcia delle migliaia di cittadini campani che oggi – 15/09/2013 - hanno sfilato per le strade di Aversa vestiti di nero, celebrando il funerale della propria Terra. Lo smacco, la sconfitta definitiva, la perdita totale della speranza di chi sa che non può fare più niente per salvare quella terra. Assassina ed assassinata. 

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info