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Salviamo Port'Alba: l'appello della città di Napoli alle istituzioni

Salviamo Port'Alba: l'appello della città di Napoli alle istituzioni

Quasi cinquemila firme in ventiquattr'ore: questo il dato della petizione web lanciata attraverso una pagina Facebook in difesa delle bancarelle di libri di Port'Alba, antica porta del centro di Napoli che collega due delle piazze centrali, Piazza Dante e Piazza Bellini. È la sede – da tempo immemore – di un numero improponibile di librerie, ma soprattutto di bancarelle dove è possibile trovare qualunque tipo di pubblicazione, dalle più recenti alle prime edizioni dei testi di Benedetto Croce, a pochi euro. Libri a uno, due, tre euro, ma non mancano le offerte speciali: tre libri a due euro, cinque libri a tre euro, dieci libri a cinque euro.

Un paradiso per gli studenti squattrinati, e per tutti quelli che magari tutti i libri che vogliono non possono permettersi di acquistarli, ma – se sono di passaggio – una sosta la fanno vicino a quelle bancarelle: cinque minuti che diventano dieci, quindici, mezz'ora. Senza che tu te ne accorga. Rapito dall'operazione di sfogliare migliaia di copertine, leggere centinaia di titoli a raffica, sfogliare, raccogliere citazioni.

Non esiste universitario del centro storico di Napoli che, ricevuta la lista dei testi degli esami, non abbia fatto un tentativo, spesso fortunato, di trovarne almeno uno per pochi euro tra le bancarelle di Port'Alba. Bancarelle di romanzi, bancarelle di filosofia, di poesia, di storia, di arte; a Port'Alba ci trovi Proust a un euro, e magari è vero che non è un testo semplice, ma lo compri e provi a leggerlo: sacrifichi un caffè al bar, ma intanto rischi di innamorarti dell'autore francese.

Segnalata sull'atlante mondiale del libro, su ogni guida seria su Napoli, Port'Alba è meta di turisti, che vengono, ammirano incantati. Da sempre. Da quando molte generazioni di napoletani hanno memoria. Tra le bancarelle, per intenderci, ci si scambiavano le informazioni durante il fascismo per non essere intercettati da gerarchi in camicia nera: bastava parlare fingendo di guardare la sfilza di libri esposti.

Tutto questo non esiste più. La Polizia Municipale ha deciso che era ora di dire “Basta”. Sono state comminate, nei giorni scorsi, una sfilza di multe per occupazione di suolo pubblico, cifre che superano anche i cento euro a metro quadro, a tutti i librai. Chi dovrebbe occuparsi di difendere il pubblico ha deciso che il pubblico è leso dai libri a basso costo, a prezzi accessibili realmente a tutti. Non si tratta di un intervento illegale da parte di chi la legalità dovrebbe difendere, ma di un atto del tutto illegittimo.

Illegittimo perché i librai avevano un tavolo aperto con l'amministrazione cittadina che la Municipale ha ignorato. Illegittimo perché nella stessa zona imperversano da sempre parcheggiatori abusivi contro i quali non si prova nemmeno più ad intervenire. Illegittimo perché quegli stessi parcheggiatori abusivi appena si è liberata quella zona non hanno esitato ad annetterla al proprio dominio territoriale e trasformarla nell'ennesimo parcheggio notturno a due, tre euro a sosta, mentre gli stessi solerti vigili urbani in quegli orari non si fanno vedere.

Illegittimo perché di fronte anche alla presa di posizione del sindaco, la Polizia Municipale ha fatto appello alla sua carriera di magistrato, e all'impossibilità di non rispondere agli ordini “dall'alto”. Illegittimo per le sempre più insistenti voci che collocano quest'alto in un importante residente della zona (nemmeno libraio), il quale avrebbe fatto pressione a seguito di una questione personale con uno degli esercenti.

E così la Municipale di Napoli mette il punto alla storia di uno dei luoghi più belli della città, a uno dei mezzi più funzionali di diffusione della cultura, luogo di crescita di generazioni intere di napoletani e non solo. Un intervento che non ha nulla di illegale ma che è in tutto, assolutamente, illegittimo, contro il quale si è mobilitata la cittadinanza. I gruppi a sostegno online crescono quotidianamente, e nel frattempo il web ha lanciato anche una petizione per chiedere al Comune l'usufrutto gratuito del suolo pubblico per le librerie. Perché la difesa del pubblico non può passare dallo smantellamento del diritto di tutti di avere un luogo del genere nella propria città.

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