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Un appello contro il corteo antiabortista del 12 maggio a Roma

Alemanno alla Marcia per la vita nel 2012È convocata per domenica 12 maggio a Roma la terza “Marcia per la vita”: un corteo antiabortista organizzato dall'associazionismo ultracattolico. Nel suo appello dichiaratamente “contro la legalizzazione dell’aborto e contro la 194” si trova anche un attacco al cattolicesimo moderato: “c’è sempre più diffuso il rischio che si affermi nella prassi un volontario formalmente pro-life che aiuta la donna concreta a non abortire, ma che in linea di principio ritiene legittimo che la donna possa scegliere se abortire o no”. Non è difficile dunque definire come fanatica ed estremista questa iniziativa, che l'anno scorso fece scalpore anche per la notizia che molte partecipanti erano state reclutate a pagamento tramite un annuncio su un portale di offerte di lavoro. L'iniziativa vedrà in prima fila, ad aprire il corteo, addirittura il sindaco di Roma Gianni Alemanno – che già aveva dato il patrocinio e partecipato alla marcia dello scorso anno (vedi foto) – e a seguire organizzazioni come Militia Christi e Forza Nuova.

Le associazioni femministe e Queer non sono rimaste a guardare, e hanno lanciato un appello “contro la marcia per la vita, per la libertà di scelta, per la memoria di Giorgiana Masi”. In quest’ultimo appello, che sta raccogliendo numerose adesioni di associazioni e singoli, si afferma che “la Marcia per la vita è la dimostrazione che in questo Paese la retorica costruita intorno all'aborto è pericolosa, nonché lesiva dei diritti fondamentali delle donne. Secondo l'Organizzazione mondiale della Salute, nel mondo gli aborti clandestini sono la causa di morte di circa 68.000 donne l'anno. Le leggi proibitive in materia di I.V.G. non eliminano il fenomeno dell’interruzione volontaria di gravidanza, ma alimentano soltanto il mercato degli aborti clandestini. Essere a favore di una salute riproduttiva laica e pubblica significa essere a favore della vita e della libertà di scelta delle donne. I movimenti pro-life sono l'avamposto di ideologie misogine e a dimostrarcelo è la totale assenza, nei loro discorsi e nei loro proclami, dell'educazione sessuale, dell'utilizzo della contraccezione responsabile e a prezzi accessibili. La Legge 194/78 infatti tra i suoi pregi annovera anche alcuni difetti. Soprattutto il vizio si colloca in quell’articolo 9 che non mette limiti al numero complessivo di obiettori presenti nella sanità pubblica, con il risultato odierno che il 91,3% dei ginecologi e delle ginecologhe in Italia fa obiezione (dati rilevati da Laiga e riportati nel Comunicato stampa a seguito della Conferenza del 14 giugno 2012)”.

L'atra questione che emerge è la coincidenza con una data importante per tutti i movimenti: “il 12 maggio 1977 venne uccisa Giorgiana Masi, 19 anni, durante un corteo che celebrava il terzo anno dalla vittoria nel referendum sul divorzio”, recita l’appello. Una data per i movimenti che ha sempre parlato alla memoria collettiva di repressione sanguinosa del dissenso da parte delle forze armate e della libertà di espressione, questioni ancora attualissime, anche alla luce delle dure repressioni di questi giorni a Napoli e Milano.

Giovedì 9 maggio, alle 18, è stata convocata un'assemblea pubblica a Piazza Sonnino, non lontano dal Ponte Garibaldi per decidere collettivamente come rispondere ad una marcia reazionaria e pericolosa per le conquiste di libertà del nostro paese.

Leggi la versione integrale dell’appello.

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