Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Vik Arrigoni: condannati gli assassini, restano i dubbi

Vik Arrigoni: condannati gli assassini, restano i dubbi

 

È arrivata domenica scorsa la sentenza, emessa da un tribunale militare della striscia di Gaza, per la morte del cooperante italiano Vittorio Arrigoni. Sono stati condannati all'ergastolo due militanti salafiti, Mahmoud al Salfiti e Tamer al Hassasna, ritenuti gli esecutori materiali dell'omicidio di Vik, mentre altre due persone sono state condannate rispettivamente a 10 e un anno di reclusione, per aver comunque avuto un ruolo nel rapimento.

Vittorio Arrigoni, mediattivista noto per il suo impegno al fianco del popolo palestinese, che lo spinse ad aderire al Movimento di Solidarietà Internazionale ed a restare nei Territori Occupati anche durante l'Operazione Piombo fuso, a fine 2008, era stato sequestrato ed ucciso, in circostanze anomale, il 14 aprile dello scorso anno.

La sentenza di condanna all'ergastolo per due dei quattro presunti membri di Tawhid wa al Jihad, il nucleo jihadista ritenuto responsabile del rapimento ed assassinio di Vik, assume importanza storica perché, grazie soprattutto all'impegno della famiglia del cooperante italiano, il tribunale di Hamas, organizzazione filoislamica legata ai Fratelli Musulmani che dal 2006 controlla la Striscia di Gaza, ha deciso di non emettere alcuna condanna a morte.

Restano però dei dubbi legati alle circostanze in cui la morte di Arrigoni è avvenuta. In un'intervista del 15 giugno 2011 a “Il Manifesto”, infatti, lo sceicco Abu Musab, uno dei capi spirituali del gruppo salafita accusato del sequestro, nega qualsiasi coinvolgimento dell'organizzazione, imputando la regia di tutta l'operazione ad un militante giordano, Abdel Rahman Breizat, vicino ma non parte integrante di Tawhid wa al Jihad, ucciso, insieme ad un altro miliziano, nel blitz delle
forze militari di Hamas per liberare l'ostaggio.

Secondo Abu Musab, il sequestro sarebbe stato organizzato per richiedere uno scambio di prigionieri e la liberazione dell’imam Maqdisi, considerato uno dei massimi esponenti dei salafiti nella striscia di Gaza, ma al gruppo di fuoco di Breizat sarebbe sfuggita la situazione di mano, tant'è vero che non è da escludere che Arrigoni sia morto ben prima del blitz, secondo alcune fonti addirittura poche ore dopo il sequestro. Inoltre, lo sceicco non nega che dietro il terrorista giordano ci possa essere la mano lunga dei servizi segreti israeliani.

Un'altra anomalia, infine, sta nel fatto che la presenza dei salafiti nella striscia di Gaza non ha mai avuto alcuna rilevanza mediatica, se non per l'episodio che ha riguardato il sequestro e la morte di Vik, “il primo d'uno straniero sotto il governo di Hamas”, come afferma l'avvocato della famiglia Arrigoni, Gilberto Pagani, e che se n'è parlato di recente solo in seguito alla liberazione, nell'agosto scorso, dell'imam Maqdisi, tra l'altro mai interrogato rispetto al sequestro del cooperante italiano.

Sono in molti a pensare, al di là della verità emersa nel processo, che la presenza di Arrigoni nella Striscia di Gaza potesse infastidire sia l'estremismo islamico che quello sionista, in quanto l'attivista italiano era un grande sostenitore della cosiddetta “soluzione binazionale”, vale a dire della creazione di un unico stato laico all'interno del quale riescano a convivere pacificamente israeliani e palestinesi.

Uno dei soprannomi di Vittorio Arrigoni era Utopia. Il cooperante italiano viveva nell'utopia, come ha affermato sua madre Egidia, “che i bambini avessero da mangiare e che i contadini potessero raccogliere i loro frutti”, nell'utopia di vedere i Territori palestinesi liberi dall'occupazione dei coloni e dell'esercito israeliano, nell'utopia di vedere due popoli, affrancati dalla deriva religiosa, vivere in pace in uno stesso Stato. A noi, oggi, basterebbe sciogliere gli ultimi dubbi sul movente
della sua morte.

Restiamo umani!

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info