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è morta Cristina Conchiglia, ultimo baluardo del sindacalismo meridionale che non c'è più

“In provincia de Lecce, ci sono le 'tabaccare' sono belle, fini e care che ti fanno innamorare e ti fanno spasimare” (canto popolare delle contadine pugliesi) Poche ore prima della scomparsa del senatore a vita Giulio Andreotti, che probabilmente ha portato via con sé tanti segreti della storia dell'Italia repubblicana, veniva a mancare un'altra figura, per certi versi meno nota ma indubbiamente non 'minore', del Novecento italiano: Cristina Conchiglia, sindacalista e politica attiva in provincia di Lecce e in tutto il Mezzogiorno d'Italia.

Troia, 8mila mani sul bilancio. Intervista a Giuseppe Beccia

Pubblicato per gentile concessione de Il Tacco d'Italia. In provincia di Foggia, il Comune di Troia, cittadina di circa 8.000 abitanti, sperimenta già da un anno il Bilancio Partecipativo. Infatti, una quota del bilancio è in mano ai cittadini, che si consultano, si confrontano e decidono quali priorità di spesa devono avere i propri amministratori. Si tratta inoltre di un caso che, rispetto ad altre sperimentazioni simili, ha anche la peculiarità di essere nato dal basso. Infatti, sono stati per primi i cittadini a chiedere di avere voce in capitolo e poi in seguito gli amministratori a cedere una fetta delle proprie prerogative. In altri casi le sperimentazioni sono partite dall'alto. Una pratica virtuosa e trasparente che prova a scuotere…

Bilancio partecipativo. La politica fatta dal basso

Pubblicato per gentile concessione de Il Tacco d'Italia. Una qualsiasi amministrazione comunale, attraverso la programmazione annuale del suo bilancio, decide quanto e come spendere i soldi della sua comunità. Solitamente, i cittadini danno un mandato (elettorale) ai propri rappresentanti perché amministrino la "cosa" e i "soldi" pubblici all'insegna delle loro aspettative e dei loro bisogni. Quando ai cittadini non piace una gestione, le urne dovrebbero tornare ad essere il luogo della rigenerazione delle nuove rappresentanze. Da manuale, se il meccanismo non si inceppa per le ormai troppo spesso note cronache di dissesti finanziari e buchi di bilancio, dovrebbe funzionare così. Tuttavia, c'è un luogo in cui questa classica gerarchia di chi gestisce i soldi di un comune può essere messa…

Non solo Stefano Cucchi: a 10 anni dalla morte in carcere, la madre di Marcello Lonzi lotta per la verità

Non solo Stefano Cucchi. In carcere si muore, da sempre, e tante volte in circostanze misteriose. Un’infografica realizzata da Jacopo Ottaviani ed apparsa sul sito del Fatto Quotidiano mette in evidenza uno spaccato inquietante. Anche il nostro portale si è occupato di recente della questione, dopo la morte di un detenuto nordafricano in un carcere sardo e i quattro decessi in poche ore di questa settimana. La stragrande maggioranza di questi episodi viene derubricata statisticamente come ‘decesso per arresto cardiaco’; ed è quello che è accaduto ormai dieci anni fa anche a Marcello Lonzi, arrestato per tentato furto e condannato a nove mesi di reclusione. Marcello Lonzi è morto l’11 luglio 2003 nel carcere Le Sughere a Livorno, quattro mesi…

Quattro vittime in poche ore: l'emergenza carceri continua

La situazione delle carceri italiane è al collasso: a testimoniarlo, tra ieri e oggi, gli ultimi decessi di una lunga serie, tre per malore e uno per suicidio, che da Nord a Sud hanno coinvolto, 'indiscriminatamente', quattro detenuti. Le morti sono avvenute a San Vittore (Milano), nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, a Velletri e a Catanzaro, nel solito silenzio dei media tradizionali e di una politica che si strappa le vesti soltanto in occasione di visite ufficiali, come quella, avvenuta oggi, del nuovo ministro della Giustizia, già titolare degli Interni nel governo tecnico, Anna Maria Cancellieri, al carcere romano di Regina Coeli. Ha sottolineato il ministro nella visita odierna che la battaglia sul sovraffollamento delle carceri "è un impegno…

Stampa libera? Un’illusione se i giornalisti sono sfruttati e minacciati

Pubblichiamo di seguito l'articolo di Chiara Baldi (www.dallaltraparte.com) che ha vinto il Premio Tobagi all'ultimo Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia con la seguente motivazione: «Il pezzo tratta un tema di grande attualità, spesso censurato dagli stessi addetti ai lavori. Lo svolge in maniera documentata e misurata, focalizzandosi sulle battaglie sindacali, senza retorica e con uno stile giornalistico asciutto». Un esercito di venticinquemila precari che produce il sessanta percento delle notizie di un qualsiasi giornale, online o cartaceo che sia. Un esercito che se posasse la penna e spegnesse il pc, metterebbe in ginocchio l’intero sistema dell’Informazione. Nel resto del mondo questi “soldati” si chiamano freelance e sono sinonimo di notizie indipendenti, libere, alternative. Da noi sono semplicemente giornalisti precari,…

Alle origini del Primo Maggio: la storia dei "martiri di Chicago"

Si chiamavano August Spies, Albert Parsons, Adolph Fischer, George Engel, Louis Lingg, Michael Schwab, Samuel Fielden e Oscar Neebe. Furono tedeschi e americani, socialisti e anarchici. Ma più di tutto lavoratori e uomini liberi, e la storia li ricorda come "martiri di Chicago". Era a Haymarket Square, il 4 maggio 1886. Lì, in pieno centro di Chicago, si stava svolgendo un presidio di lavoratori in segno di protesta contro le violenze della polizia, che erano seguite agli scioperi dei giorni precedenti. Quel 4 maggio era sabato; e cadeva nel tempo in cui il sabato era ancora un giorno lavorativo come un altro, in fabbrica si restava anche quattordici ore e il diritto sindacale era parola di rivoluzionari.

Ma come è brutto Giuliano Ferrara

Sarà pure un uomo ricco e di successo, ma è vecchio, grasso e ripugnante. Brillasse almeno per simpatia o intelligenza, una potrebbe pure provare ad andare oltre il suo doppio mento o la circonferenza del suo bacino, ma quella massa informe di ciccia e pelo, oltre ad essere terribilmente brutta, è anche spaventosamente idiota. Eppure speravamo che, prima o poi, anche lo squallido giornalismo fedele alla linea del Cavaliere riuscisse a tirare fuori un uomo con la U maiuscola, di quelli a cui perdoneresti qualsiasi minchiata dicano in nome di un bel paio di spalle larghe e muscolose da ammirare o di un fondoschiena degno di finire in prima pagina. Invece la solita destra cattolica, conservatrice e bigotta altro non…

Carceri italiane: detenuto tunisino morto a Macomer

La morte di un detenuto nordafricano deceduto nella notte tra venerdì e sabato scorsi nel carcere di Macomer, nel nuorese, ha riaperto, il dibattito sulla situazione carceraria italiana. In un'interrogazione urgente presentata dal deputato pidiellino Mauro Pili al Ministro della giustizia Paola Severino si lancia l'allarme: “Mancanza di personale e precarietà del sistema sanitario nelle carceri sono ormai una costante che sta mettendo a serio rischio l'intero sistema carcerario sardo”.
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