Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Beni Comuni Vs Proprietà Privata. A Pisa c'è aria di sgombero

colorificioNegli ultimi mesi il Progetto Rebeldia, l'ex-Colorificio Liberato e il Municipio Dei Beni Comuni sono stati spesso protagonisti nelle pagine del Corsaro.info, sia per la bontà delle iniziative di rilievo nazionale che questi sono riusciti a mettere in campo, sia per la travagliata vicenda dei rapporti con la multinazionale J-Colors, proprietaria della fabbrica occupata, la quale oggi reclama pubblicamente, per mezzo stampa, la volontà di riappropriarsi del bene abbandonato ricorrendo ad una richiesta di sgombero.

Per questo la cittadinanza del Municipio Dei Beni Comuni convoca un'assemblea pubblica il 04 aprile 2013, dove concertare un ragionamento collettivo a difesa dell'Ex-Colorificio Liberato di Pisa. Nell'appello, riportato alla fine di questo articolo, si evidenzia soprattutto il ritorno allo stato di inutilità in cui riversava prima lo stabile nel caso in cui fosse sgomberato, in quanto la J-Colors Spa nella sua richiesta di rilascio non adduce alcuna motivazione di ripristino dell'attività produttiva della fabbrica.


Prima di lasciarvi all'appello del Progetto Rebeldia verso l'assemblea, nel caso in cui vi fosse sfuggito qualche passaggio di ciò che si è succeduto nei mesi passati nel territorio pisano, segue una cronistoria per articoli corsari di tutta questa vicenda.

Il Progetto Rebeldia (www.rebeldia.net), a quasi due anni dallo sfratto ad opera del Comune dai locali di via C.Battisti, lancia il percorso del Municipio Dei Beni Comuni: un'ulteriore apertura alla città di questo decennale progetto politico, la quale porterà sabato 13 Ottobre 2012 ad una manifestazione con dichiarazione pubblica di occupare il Colorificio Toscano, sito produttivo dismesso da circa 7 anni ed abbandonato a se stesso.

L'impressionante militarizzazione delle strade ad opera delle forze dell'ordine, a fronte di un corteo di centinaia di persone, blocca questo primo tentativo di occupazione. Esattamente sette giorni dopo il Municipio Dei Beni Comuni occupa il Colorificio Toscano.

A 40 giorni dopo dall'occupazione e dall'inizio delle attività di riqualificazione del ribattezzato “Ex-Colorificio Liberato”, viene espressa la volontà di organizzare un primo momento di riflessione collettiva sui Beni Comuni e sulla funzione sociale della proprietà privata.

La tre giorni di gennaio, denominata United Colors of Commons, è un grandissimo successo nei termini della partecipazione e dei contenuti prodotti e riesce a portare all'attenzione nazionale la questione giuridica della riqualifica degli immobili inutilizzati per scopi di sociale utilità.

A meno di una settimana da UCoC, il Municipio Dei Beni Comuni apprende la notizia di una richiesta di sequestro dell'immobile da parte della proprietà J-Colors.

A difesa dello spazio si sussegue un coro di voci dal mondo dei movimenti e dell'associazionismo nazionale. Un cospicuo gruppo di studiosi del diritto e giuristi italiani (tra i quali Mattei, Nivarra, Marella e Maddalena) scrive alla multinazionale una diffida a procedere con la richiesta di sgombero, rilanciando sulla legittimità dell'occupazione a fini sociali in accordo con i principi costituzionali.

Il 16 febbraio 2013, il Municipio Dei Beni Comuni scende di nuovo in piazza per chiedere alle amministrazioni locali di prendere parola sulla questione dello sgombero. Al corteo partecipano oltre duemila persone ma dal Comune di Pisa non arriva neanche il minimo cenno di solidarietà.

La risposta della J-Colors arriva attraverso le parole del suo amministratore delegato: Carlo Junghanns il quale, in una rancorosa lettera privata, motiva la richiesta di rilascio non riconoscendo alcun valore sociale alle attività del Progetto Rebeldia e richiedendo la restituzione delle immobile sulla base dei principi della proprietà privata, in completa antitesi con le riflessioni portate avanti dai giuristi. A questa segue una serie di lettere di Rebeldia e di persone, realtà e associazioni a difesa dello spazio nelle quali si chiede il riconoscimento del valore delle attività svolte all'interno del colorificio e la possibilità di ottenere un comodato d'uso. http://ilcorsaro.info/in-piazza/pisa-j-colors-scrive-a-rebeldia-comodo-fare-l-anarchia-il-libercolo-pieno-di-menzogne.html

Il che ci porta al 22 marzo 2013. La J Colors Spa, affidandosi questa volta alle pagine del quotidiano toscano Il Tirreno (http://www.inventati.org/rebeldia/citt-dipisa/tirreno-pubblica-lettera-j-colors-spa-rebeldia-ex-colorificio.html) e cambiando totalmente registro linguistico rispetto al tono adirato della precedente lettera, sembra affidare questa volta ai propri avvocati (anche se la firma riporta James Junghanns, figlio di Carlo) il compito di smontare la tesi sulla funzione pubblica della proprietà privata, invocando a gran voce l'inquadramento della vicenda nei termini del reato penale di appropriazione indebita. Rifiutando totalmente la possibilità di una risoluzione “pacifica” nei termini di un comodato d'uso.

L'ultimo capitolo è la convocazione da parte del Municpio Dei Beni Comuni dell'assemblea cittadina nei locali del colorificio (Via Montelungo 70, Pisa) prevista per giovedì 04 aprile 2013 alle ore 21 dove si capirà come questa municipalità deciderà di attuare di fronteall'ennesimo attacco del percorso di riconoscimento dei Beni Comuni che si sta cercando di portare avanti in tutte le parti del Paese.

Mentre attendiamo il prossimo passaggio, nella speranza che sia un lieto fine per l'Ex-Colorificio Liberato, riceviamo la convocazione dal Progetto Rebeldia e pubblichiamo.

“CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA IL 4 APRILE

L'Ex Colorificio Liberato, l'esperienza politica promossa dal Municipio dei Beni Comuni, nonostante si appresti a compiere i suoi primi sei mesi di vita è sotto minaccia di sgombero e negli ultimi giorni la possibilità si sta sempre piùconcretizzando. La proprietà attraverso una lettera ha reso pubblica la volontà di chiedere al magistrato una celere procedura di sequestro degli immobili affinché venga tutelato il possesso della proprietà da parte della multinazional J-Colors.

Abbiamo liberato l'Ex-Colorificio dall'incuria e ne garantiamo oggi un uso sociale e pubblico nel segno di un percorso pienamente democratico e pacifico, e non comprendiamo come i titolari della proprietà rivendichino il possesso di un'area da anni abbandonata senza dichiarare pubblicamente le motivazioni che spingono a questa scelta. C'è forse l'intenzione di far ripartire la produzione creando nuovi posti di lavoro? La storia di quella fabbrica fino ad oggi ci parla di ben altre intenzioni come il carteggio che fino ad ora c'è stato fra i titolari della proprietà e la cittadinanza che ha fatto rivivere quegli spazi. Sappiamo infatti che un eventuale sgombero lascerebbe ancora una volta quei locali chiusi ed abbandonati.

La lettera di James Junghans calpesta non solo la riflessione di illustri giuristi del panorama universitario italiano, ma anche i diritti degli ex-lavoratori e di tutta la città di Pisa. La liberazione dell'Ex-Colorificio è una questione cittadina centrale perché la sua riapertura ha ridato voce a quella parte maggioritaria della città che a fatica trovava la possibilità di esistere come protagonista. In nome della rivendicazione del possesso si cancellano attività e relazioni chein quel luogo hanno ritrovato una boccata d'ossigeno in questa difficile congiuntura di crisi economica e democratica.

Dopo il danno della perdita di numerosi posti di lavoro ora sembra arrivi la beffa di continuare a mantenerlo vuoto, privando di fatto tutta la cittadinanza della funzione sociale e collettiva che ha assunto quel luogo.

Oggi quest'esperienza è gravemente minacciata nel totale silenzio dell'Amministrazione comunale, silenzio molt oeloquente che dimostra una volontà precisa di non riconoscimento di una realtà sulla quale vige un vivo dibattito sviluppato a livello nazionale e internazionale.

L’idea di legalità che si invoca incarna una concezione primitiva del diritto, che è invece qualcosa di assai più articolato, sulla quale si fonda la tenuta complessiva del vivere civile e sociale di una città. Ribadiamo l'idea che il diritto diproprietà non è un diritto incondizionato, ma conosce precisi limiti (garantiti dall'art. 42 della Costituzione), anni di abbandono di un sito industriale rappresentano un atto ben più illegale e contrario alla Costituzione Italiana rispetto alla riapertura e all'uso comune dell'Ex Colorificio.

La multinazionale J-Colors minaccia di mettere fine all'esperienza dell'Ex Colorificio,che tornerebbe ad essere ilcadavere industriale che era, perché possa continuare ad essere uno spazio vivo, centro di un'esperienza feconda e plurale che è ricchezza per l'intera collettività; perché la storia degli operai che in quel luogo hanno lavorato fino a quando i cancelli di via Montelungo non sono stati chiusi non sia dimenticata ancora una volta; perché l'impegno di tutte le persone che l'ex-Colorificio lo hanno ripulito, riscaldato, abbellito e vivificato (per il miglioramento non delleproprie tasche ma della qualità della nostra vita) sia riconosciuto, per tutto questo vi invitiamo a partecipare numerosi

all' ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA ALLARME ROSSO! PERICOLO DI SGOMBERO PER L'EX COLORIFICIO LIBERATO CHE SI TERRÀ GIOVEDI 4 APRILE ALLE ORE 21 PRESSO L'EX COLORIFICIO LIBERATO, IN VIA MONTELUGO 70/633.”

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info