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Acqua e beni comuni: presentato a Bari un nuovo manifesto

acqua pubblicaUn nuovo "Manifesto dell'acqua e degli altri beni comuni" per scongiurare il "furto della vita e del futuro": Riccardo Petrella rilancia la battaglia per sottrarre la gestione della fonte di vita per eccellenza alle logiche del mercato, presentando a Bari il nuovo Manifesto, a distanza di 12 anni dal precedente.

Petrella (già Presidente dell'Acquedotto Pugliese e attualmente a capo dell'Institute europèen de recherche sur la politique de l’eau a Bruxelles) ha esposto i punti cardine del Manifesto davanti al numerosissimo e attento pubblico che ha riempito l'aula magna dell'ex Facoltà di Economia: una sorta di appassionante lectio magistralis, partita con la constatazione che il tempo a disposizione sta scadendo e che se si vuole salvare l'ecosistema e la vita sulla terra occorre una grande battaglia culturale contro la mercificazione di acqua, terra, salute e degli altri beni comuni.  Proposte suggestive, quelle del Manifesto: da un vero e proprio "governo mondiale dell'acqua" tramite organismi legislativi, esecutivi e giudiziari che ne ribadiscano il carattere di bene comune pubblico alla campagna "Toilet first", perchè ad oggi "scandalosamente ci sono più essere umani nel mondo che posseggono telefoni cellulari rispetto a quelli che hanno accesso ai bagni pubblici".

Nessuna concessione a logiche di mercato nella gestione dell' 'oro blu' che dev'essere garantito gratuitamente e in maniera universale, evitando anche soluzioni come la gestione tramite Spa a capitale pubblico perchè "l'acqua è un bene essenziale che non può essere pagato in funzione del suo utilizzo" e che dev'essere garantito anzitutto tramite la fiscalità generale.  Inevitabile il riferimento velato a chi (anche a sinistra) secondo Petrella non ha saputo o voluto osare di più e ha considerato le Spa pubbliche "il male minore inevitabile" rispetto alla privatizzazione dei servizi idrici integrati (siamo a Bari, e l'eco della polemica del 2006 fra Vendola e Petrella rimane nell'aria).

Ad affiancare Petrella al tavolo dei relatori c'erano anche Margherita Ciervo del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune, il comboniano padre Ottavio Raimondo e la docente Maria Fiori, coordinatrice del Dottorato di Ricerca in “Geografia Economica”:  tutti concordi sulla necessità di riprendere la battaglia per difendere i beni comuni in un Paese che ha visto uno straordinario esempio di partecipazione democratica il 12 e 13 giugno di due anni fa con un referendum che continua ad essere tradito dalle scelte e dalle logiche di molti amministratori pubblici. 

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