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Enrico Consoli

Enrico Consoli

28 anni,giornalista pubblicista e dottorando di ricerca in "Teoria e Ricerca Sociale" presso l'Università del Salento

 

Enrico Consoli è nato a Taranto nel 1984. Ha collaborato con il Nuovo Quotidiano di Puglia e ha diretto per due anni Linkredulo-Web Media Indipendente. Nel tempo libero si occupa di politica,musica e animali preistorici.

Road to Atene. I tre giorni che hanno sconvolto l’Europa

"Ho un appuntamento con la Storia e non me lo lascerò sfuggire": ripetevo dentro di me con convinzione queste parole mentre programmavo (per modo di dire) il viaggio che mi avrebbe condotto ad Atene nei giorni delle importantissime elezioni politiche greche, senza pensare troppo agli sfottò e agli inviti alla prudenza che cominciavano ad arrivare da amici e conoscenti.

Mi sentivo uno strano incrocio fra Lord Byron (che nel 1823 partì alla volta dell'Ellade per sostenere i greci nella loro guerra di indipendenza dai turchi) e Lino Banfi (la mia pugliesità emerge sempre in queste situazioni, calamitando gaffe e situazioni improbabili), ma volevo a tutti i costi essere un testimone privilegiato di un evento storico, su cui sarebbero stati puntati gli occhi dei media di tutta Europa e non solo. Un evento da narrare ai miei nipoti, un giorno.

Detto, fatto. Alla fine son partito. Quello che segue è un breve racconto di questi cinque giorni, in forma di diario e utilizzando rigorosamente il tempo indicativo presente. Buona lettura.

Officine tarantine: la repressione giudiziaria contro gli spazi liberati

37 indagati. Un epilogo paradossale, quello dell'occupazione dei Baraccamenti Cattolica trasformati in "Officine Tarantine" nel novembre 2013.

 

Nelle scorse ore, infatti, il sostituto procuratore della Repubblica di Taranto Rosalba Lopalco ha chiuso l'inchiesta nata dopo lo sgombero (mancato) del 12 febbraio scorso iscrivendo 37 persone nel registro degli indagati per resistenza aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale, invasione di terreni ed edifici, deturpamento ed imbrattamento di cose altrui.

Taranto: occupata la ex Baraccamenti, nascono le Officine Tarantine

Sabato 2 novembre Taranto si è svegliata con una buona notizia: un gruppo di ragazzi, armati solo di buoni propositi e amore per il territorio hanno occupato la struttura degli ex Baraccamenti Cattolica in via Di Palma, di proprietà della Marina Militare e in disuso da 25 anni, dichiarando la nascita delle "Officine Tarantine". Se il dibattito pubblico nella città dei due mari sembra concentrato principalmente sul nodo Ilva, non vuol dire che anche a Taranto non ci sia una questione legata alla mancanza di spazi, tanto più che la presenza della Marina Militare ha privato la città di alcuni dei suoi squarci più belli e affascinanti.

la crisi dell'editoria e le lotte dei giornalisti

Occupy liberazione e CityUn sit-in a Montecitorio per manifestare solidarietà a Giovanni Tizian (giovane cronista che vive sotto scorta per le sue inchieste sulle mafie al Nord) ma anche per “rompere la solitudine di lavoratori ‘invisibili’ e senza tutele, per chiedere l'immediata approvazione della proposta di legge sull'equo compenso per il lavoro giornalistico non dipendente e per sostenere una trattativa sul mercato del lavoro che cancelli il precariato a vita e la deregulation selvaggia di questi anni”.

A promuoverlo per oggi pomeriggio dalle 14 alle 19 è il Comitato “Giornalisti senza tutele: altro che casta”, fondato da giornalisti freelance, autonomi e parasubordinati di Stampa Romana e dal coordinamento precari “Errori di stampa” di Roma, che è aperto al contributo di quanti vogliano unirsi alla battaglia.

Acqua e beni comuni: presentato a Bari un nuovo manifesto

acqua pubblicaUn nuovo "Manifesto dell'acqua e degli altri beni comuni" per scongiurare il "furto della vita e del futuro": Riccardo Petrella rilancia la battaglia per sottrarre la gestione della fonte di vita per eccellenza alle logiche del mercato, presentando a Bari il nuovo Manifesto, a distanza di 12 anni dal precedente.

Petrella (già Presidente dell'Acquedotto Pugliese e attualmente a capo dell'Institute europèen de recherche sur la politique de l’eau a Bruxelles) ha esposto i punti cardine del Manifesto davanti al numerosissimo e attento pubblico che ha riempito l'aula magna dell'ex Facoltà di Economia: una sorta di appassionante lectio magistralis, partita con la constatazione che il tempo a disposizione sta scadendo e che se si vuole salvare l'ecosistema e la vita sulla terra occorre una grande battaglia culturale contro la mercificazione di acqua, terra, salute e degli altri beni comuni.  Proposte suggestive, quelle del Manifesto: da un vero e proprio "governo mondiale dell'acqua" tramite organismi legislativi, esecutivi e giudiziari che ne ribadiscano il carattere di bene comune pubblico alla campagna "Toilet first", perchè ad oggi "scandalosamente ci sono più essere umani nel mondo che posseggono telefoni cellulari rispetto a quelli che hanno accesso ai bagni pubblici".

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