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Studente sudafricano umiliato da Naziskin omofobi russi (video)

Studente sudafricano umiliato da Naziskin omofobi russi (video)

Belgorod, quasi 700 chilometri a sud di Mosca e al confine con l'Ucraina, è stata scenario dell'ennesima barbarie omofoba. Uno studente sudafricano di vent'anni è stato l’ultima vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di estremisti anti-gay russi legati al movimento che porta il bizzarro nome di Occupy pedophilia. La tecnica con cui compiono questi gesti di sopraffazione è sempre la medesima: adescare su internet dei giovani omosessuali e, una volta che la vittima è giunta sul luogo dell'appuntamento, umiliarla con le peggiori vessazioni riprendendo tutto con una telecamera. La pubblicazione sul social network VKontakte (il corrispettivo russo di Facebook) di questo video rappresenta una ulteriore umiliazione, oltre che un outing forzato ed una vera e propria “gogna mediatica”

La vittima dell’aggressione denunciata da avvocati sudafricani si chiama David Smith, e studiava all’università a Belgorod, ma secondo il gruppo omofobo è stato espulso dall'università proprio “grazie” alla loro azione.

Nel video di 33 minuti, pubblicato sul web dal gruppo di omofobi, il povero David è subisce la parziale rasatura dei capelli, poi tinti di verde, è costretto a baciare un cocomero e a mimare atti sessuali utilizzando una bottiglia di birra, a sopportare i peggiori insulti e a compiere il gesto identificativo del gruppo, un pollice piegato che è una versione modificata del like di Facebook.

Dopo l'approvazione da parte del governo russo di provvedimenti legislativi che vietano la “propaganda omosessuale”, questi gruppi hanno la copertura politica per compiere, impuniti, azioni come queste, che vengono giustificate come finalizzate a “denunciare” pubblicamente il male dell'omosessualità.

L'avvocato sudafricano Coenraad Kukkuk si è scagliato duramente contro l'accaduto: "Chiediamo l'apertura di un'indagine, dato che gli autori del sopruso possono essere facilmente identificati. Chiediamo anche alle autorità russe di scusarsi con il popolo sudafricano”. L'avvocato prosegue affermando che “il tema della pedofilia non ha nessuna attinenza e viene usato impropriamente da questi teppisti per giustificare le loro azioni. Sono naziskin, il termine pedofilo è solo uno stratagemma molto flebile per nascondere attacchi omofobici”.

 

Ultima modifica ilLunedì, 11 Novembre 2013 15:14
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