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Hurricane, il grido dell’innocenza

 

14 dicembre 1964. I seimila spettatori della Convention Hall di Filadelfia sommersero in una selva di fischi l’arbitro Polis e i giudici di gara Mina e Beloff dopo l’assegnazione della vittoria ai punti all’italo-americano Joey Giardello, il quale aveva chiaramente subito per nove round su quindici nella finale mondiale dei pesi medi, tant'è che al quarto round il suo sopracciglio fu aperto a metà dai colpi spietati dello sfidante. Dall’angolo opposto del ring, Rubin Carter, emergente pugilo afro-americano, ansimante e incredulo, derubato' del titolo iridato dal razzismo sportivo e dal racket delle scommesse, molto in voga a quei tempi nei palazzetti della Pennsylvania.

 

Il Guardian: "A salvare i ciclisti non sarà la tecnologia ma una nuova idea di strada"

Sono stati quasi 300 nel 2012 in Italia i morti sulle strade tra coloro che andavano in bicicletta, secondo un rapporto Aci-Istat pubblicato nello scorso novembre. Nel nostro Paese si vendono sempre più biciclette e, addirittura, la cifra delle bici vendute ha superato quella delle auto - una tendenza comune a molti altri Paesi europei. Tuttavia, ben pochi passi avanti si sono fatti per garantire che le nostre città siano sempre più a misura di bicicletta, anche se la campagna #salvaiciclisti è riuscita, negli ultimi due anni, ad imporre sempre più le proprie parole chiave all'attenzione dell'opinione pubblica. 

Anche in altri Paesi, dove i dati sugli incidenti che vedono coinvolti i ciclisti sono meno tragici che in Italia, è molto acceso il dibattito su quale sia la strada giusta per garantire la sicurezza di chi va in bici. Nel Regno Unito è di pochi giorni fa una riflessione di Peter Walker sul Guardian, che sostiene che a ben poco possa servire l'introduzione di nuovi strumenti tecnologici che dovrebbero servire a segnalare, ad esempio, quando una bici è in pericolo per essersi avvicinata troppo a un mezzo pesante, e si sofferma sull'importanza di ripensare del tutto la struttura delle strade per fare in modo che i ciclisti non debbano in nessun caso incrociare veicoli a motore sul loro cammino - cosa che persino sulle piste ciclabili succede un po' troppo spesso, anche da noi.

Abbiamo tradotto per voi qui di seguito l'articolo del Guardian, che pensiamo possa servire da spunto anche per il dibattito in corso nel nostro Paese.

Davide Cassani è il nuovo ct della nazionale di ciclismo

Il Presidente di Federciclismo Renato Di Rosso ha ufficializzato pochi minuti fa la nomina di Davide Cassani a commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo. Cassani, romagnolo di Faenza, 52 anni, è stato professionista dal 1982 al 1996 vincendo due tappe al Giro d'Italia, vestendo ben nove volte la maglia azzurra ai mondiali e ricoprendo di fatto il ruolo di regista in corsa della squadra. Dal 1996 ha commentato per la RAI tutte le principali corse nazionali e internazionali, guadagnandosi l'affetto e la stima di tutti gli appassionati di ciclismo per la competenza e la precisione delle telecronache. Il suo nome girava da giorni per la sostituzione di Paolo Bettini alla guida della nazionale. "Le 9 maglie azzurre mi hanno fatto conoscere e aperto le porte Rai - aveva scritto su Twitter tre giorni fa - I 18 anni in Rai mi stanno riportando, forse, alla nazionale"

Il merckxismo. Storia e epopea di Eddy Merckx

“Un corpo unico in una testa unica”. La sintesi trovata da William Fotheringham per descrivere Eddy Merckx è semplice quanto vera, adatta a descrivere un uomo che d’altronde non aveva che un’unica ossessione: vincere. “Half man, Half bike” è la storia del più grande ciclista di ogni tempo, di un atleta che ha cambiato il modo di intendere questo sport, con una condotta sempre all’attacco su ogni terreno, senza tatticismi né alleanze. Merckx è l’uomo che ha vinto più corse di chiunque altro - 525 su 1800 disputate, una proporzione pazzesca se confrontata con i rivali- tra i quali spiccano i record di vittorie di Tour, Giri, Mondiali, Sanremo e il Record dell’Ora, giusto per limitarsi alle più importanti. Tuttavia ciò che rende unico questo personaggio è la vera e propria ossessione di vincere sempre, anche le corse che i rivali prendevano il via per prepararsi in vista di appuntamenti più importanti. Dal Giro di Sardegna in febbraio fino al Trofeo Baracchi a ottobre, il “Cannibale” non riusciva a concepire la sua partecipazione se non con l’idea di tagliare per primo il traguardo.

Dopo Salernitana-Nocerina, uno Stato all'ultimo stadio

In questi giorni, a nord della provincia di Salerno sembra di essere tornati ai tempi della Santa Inquisizione. Quello che sta accadendo a Nocera Inferiore ha qualcosa di molto simile, con il questore di Salerno Antonio De Iesu e buona parte dei media nazionali nel ruolo degli inquisitori, mentre la fede calcistica dei “molossi” dovrebbe perfettamente incarnare Satana.

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