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Us Open, non è un tennis per giovani

us open 2012 Novak Djokovic e Andy Murray hanno almeno avuto il pregio di non vestire – durante la finale (né del resto per tutto il torneo) – nessuna tenuta dagli improbabili colori fluo che tutti gli altri partecipanti (donne e uomini) si sono invece divertiti a indossare per 15 giorni.
Forse volevano dirci che con la loro scelta ‘sobria’ avrebbero giocato una finale tecnicamente scialba?


Forse.
Lo ha detto persino Luke Jensen: «Un tennis brutto, ma pieno di emozioni date da un punteggio mai completamente a favore dell’uno o dell’altro».
Ecco, con queste poche parole si può riassumere la finale maschile (giocatasi, con un vento da regata, straordinariamente di lunedì, causa maltempo nei giorni precedenti) dell'ultimo torneo dello slam del 2012, vinta dallo scozzese Andy Murray per 7-6 7-5 2-6 3-6 6-2.
Se vogliamo, si possono usare le stesse parole per l'intero torneo (come le magliette di cui sopra). Nell'anno olimpico, infatti, l'estate dei tennisti è stata tutto fuorché rilassante, e si è arrivati a New York un po' come si è potuto.

Così povero di novità, il carrozzone del tennis si è mantenuto, per quest'ultimo appuntamento importante, fondamentalmente sulle notizie dei ritiri (parziali o definitivi): Nadal prima (e conseguente polemica sui perché e i ‘per come’); Clijsters e Roddick dopo.
La Usta ci teneva tanto a far restare questi due giocatori il più a lungo possibile sul suolo nuiorchese (la belga s'è iscritta a singolo, doppio e doppio misto), ma nella prima settimana erano entrambi belli e andati.

In dieci anni (dal gennaio 2003 a oggi) si sono giocati 40 tornei slam.
Federer ne ha vinti 17, Nadal 11, Djokovic 5, e Agassi, Ferrero, Roddick, Gaudio, Safin, Del Potro e Murray uno ciascuno.
Questo vuol dire che da gennaio 2003 (Agassi in Australia) non ci sono state alternative costanti ai soliti tre. E sperando che per Murray questo sia solo il primo di tanti altri titoli, non possiamo non considerare che atleticamente, lo scozzese, non sia più un bambino con i suoi abbondanti 25 anni. E che, soprattutto, non ci sono rincalzi.
Il numero 1 del mondo è di nuovo Roger Federer, che ha 31 anni. Tra i primi 100 al mondo non c'è nemmeno un teenager. I più giovani hanno oltre vent'anni e sono piazzati più o meno dalla 50esima posizione in giù.

Non vanno poi meglio le signorine. Serena Williams (31 anni il prossimo 26 settembre) ha vinto 6-2 2-6 7-5 il 15esimo titolo dello slam battendo in finale Victoria Azarenka, che ha addirittura servito per il match sul 5-4 del terzo. L'americana è in giro da 15 anni (anche se ha goduto di lunghe pause, ora per questo ora per quell'altro motivo), ed è lì che le suona a tutte. E potrebbe giocare addirittura meglio, avendo il talento. Tuttavia le sue avversarie sono così lontane tecnicamente che le basta uno schiaffo di qua e uno di là per portarsi a casa tornei su tornei (nonché milioni-di-dollari su milioni-di-dollari). I britannici (ora che Murray ha vinto dobbiamo imparare a dire così, e non ‘inglesi’) puntano su Laura Robson (18 anni) che a New York ha fatto vedere cose buone, ma speriamo che mani sapienti si prendano cura di lei, per non far spegnare questa fleibilissima fiamma di speranza.

La stagione 2012 è quindi ormai finita. Si giocheranno ancora dei tornei, ma giusto per distribuire un po' di soldi qui e lì a giocatori in cerca di fortuna. I top players staranno già pensando al 2013.
O nella migliore delle ipotesi al master di fine anno a Istanbul (donne) e Londra (uomini).
Noi intanto in attesa di una risposta che neanche il vento di New York ci ha dato.

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 13:13
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