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Dopo Salernitana-Nocerina, uno Stato all'ultimo stadio

  • Scritto da  Aldo Padovano
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Dopo Salernitana-Nocerina, uno Stato all'ultimo stadio

In questi giorni, a nord della provincia di Salerno sembra di essere tornati ai tempi della Santa Inquisizione. Quello che sta accadendo a Nocera Inferiore ha qualcosa di molto simile, con il questore di Salerno Antonio De Iesu e buona parte dei media nazionali nel ruolo degli inquisitori, mentre la fede calcistica dei “molossi” dovrebbe perfettamente incarnare Satana.

Agli ultras spetterebbe, ovviamente, il ruolo delle streghe. Perché caccia alle streghe? Semplice. Il questore De Iesu sta dando letteralmente la caccia ai circa 100 ultras presenti domenica mattina all’esterno del “Park Hotel” di Mercato San Severino per proteggere il suo operato, messo subito in discussione all’indomani della sua decisione di escludere dal match i tifosi rossoneri. Per raggiungere tale scopo, il questore sarebbe arrivato addirittura a denunciare e richiedere il Daspo per chi aveva commissionato il volo di un aereo sopra lo stadio “Arechi” durante il match di domenica mattina con uno striscione recante la scritta “Rispetto per Nocera e per gli Ultras”.

Lungi da chi scrive far passare per capri espiatori gli ultras della Nocerina che domenica mattina si sono presentati nella sede del ritiro della propria squadra a Mercato San Severino, ma non crediamo alle minacce di morte così come non crediamo che sia stato chiesto pacificamente ed educatamente ai tesserati rossoneri di non giocare il derby. Il tutto capitato proprio sotto gli occhi del questore De Iesu che, assieme ad un folto numero di poliziotti, aveva il compito di scortare la compagine rossonera verso lo stadio “Arechi”.

Ma è proprio in questo caso, nella ricerca spasmodica del questore di conservare la propria posizione di comando, che si evidenzia un drammatico quanto triste dato: il fallimento di uno Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi. La farsa di domenica scorsa ha dimostrato quanto il Prefetto, la questura e la tessera del tifoso siano stati inefficaci ed insufficienti a garantire la visione ed il regolare svolgimento di un evento sportivo tanto atteso come il derby tra granata e rossoneri. Il problema “violenza negli stadi”, anche se non è questo il caso, esiste da decenni eppure nessuno sembra mai aver intrapreso la strada giusta per debellarlo. Si era sostenuto che con la tessera del tifoso, fortemente voluta dal leghista Maroni, si sarebbe risolto il problema, che sarebbe stato più facile identificare e fermare i violenti garantendo alle persone per bene, invece, di godersi lo spettacolo del calcio tranquillamente con la propria famiglia.

Niente di più falso, e domenica scorsa se n’è avuta l’ennesima prova. Alla tifoseria della Nocerina, per la stragrande maggioranza tesserata, è stata comunque vietata la trasferta allo stadio “Arechi”. Una scelta incomprensibile, assurda, che sa tanto, per usare un altro temine particolarmente caro agli organi giudiziari sportivi, di discriminazione territoriale. Al questore erano state proposte da alcuni consiglieri comunali nocerini altre soluzioni, nessuna delle quali presa minimamente in considerazione, perché era “troppo rischioso far assistere il derby ad entrambe le tifoserie. Sarebbe successo il finimondo”.

E’ inaccettabile che a causa di poche centinaia di teste calde, o teste di c…o di entrambi le parti, sia stata vietata la visione del derby solo ai tifosi rossoneri. Uno Stato degno di tale nome non dovrebbe piegarsi di fronte alla presenza di presunte frange oscure e violente del tifo organizzato. Per affrontare questi problemi, piuttosto, bisognerebbe utilizzare tutti i mezzi a disposizione e, qualora non dovessero essercene abbastanza, si dovrebbe procedere per crearne dei nuovi, più efficaci e realmente applicabili. Se così fosse, ovviamente, non ci troveremmo qui a parlare, invece, di “infiltrazioni camorristiche nelle curve”, di “città terribili”, di degrado, miseria e povertà come lo stesso questore De Iesu ha affermato in questi giorni rivolgendosi, in particolare, alle città di Pagani e Nocera Inferiore.

Tutti questi fattori, per quanto siano tristemente veri, non sono la causa di quanto si è verificato domenica allo stadio “Arechi”, anzi. Sono proprio le istituzioni locali, quelle che dovrebbero tutelare i diritti di tutti, ad essere le maggiori responsabili del derby farsa di domenica scorsa. E’ troppo facile, adesso, far ricadere la colpa di quanto successo solo sulle spalle degli ultras o della comunità di Nocera Inferiore, o su quella della vicina Pagani in vista dell’altro caldissimo derby Paganese Nocerina del prossimo 1 dicembre, considerato quello a più alto rischio scontri. “Chi sbaglia, paga” ci hanno insegnato fin da bambini ed è giusto, quindi, che a pagare per quanto è accaduto sia il questore Antonio De Iesu. Se proprio non si dovesse riuscire ad ottenere giustizia, “trasferitelo sui monti sardi” così come proposto dal presidente della Lega Pro Macalli. 

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