Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

SOSteniamo il teatro per la crescita culturale e sociale di Pontecagnano

SOSteniamo il teatro per la crescita culturale e sociale di Pontecagnano

Pontecagnano. Provincia di Salerno. Una piccola città di circa 25mila abitanti schiacciata tra Salerno e Battipaglia, che ha ospitato nel corso del Novecento importanti insediamenti industriali. Ancora oggi rimangono i segni di quella stagione di industrializzazione coatta: reperti di orrenda archeologia industriale che dominano alcune zone della cittadina. Ci sono ancora i resti fatti di polveri, persistono amianto e silenzio. Appendice della zona industriale di Salerno, Pontecagnano ora tende sempre di più a trasformarsi in un prolungamento del capoluogo provinciale, città-dormitorio sempre più periferia.

La città è salita alla ribalta delle cronache nazionali perché il sindaco, Ernesto Sica, è stato accusato di essere uno dei protagonisti della nuova loggia massonica P3. Eppure, la città è piena di risorse. Un tempo roccaforte degli Etruschi, è la chiave per accedere alla Piana del Sele (terra di agricoltura e disumane condizioni per gli immigrati), ai picentini e al Cilento (zone di terra e mare, profumi, saperi e sapori).

Nella città che i romani ribattezzarono Picentia, sorge un Parco Eco-Archeologico di 500 mq, gestito dal Circolo OcchiVerdi e da Legambiente. Il parco mescola il verde con le bellezze archeologiche, ospita una biblioteca per bambini e pensionati che curano orti sociali fatti rivivere nella partecipazione e nell'aggregazione (studiati anche a livello internazionale, inseriti in uno studio OCSE) e varie iniziative sociali e culturali, non ultima quella del Cinema al Verde, un cineforum che ha preso vita in estate. Orfana di un cinema, chiuso due anni fa, la cittadina è chiusa nella morsa dei multisala e dei centri commerciali che oramai anche in quelle zone nascono e si moltiplicano ad una velocità impressionante.

A due passi dal parco c'è il Museo nazionale degli Etruschi di Frontiera, con reperti di immenso valore, che raccontano di storie straordinarie, di un tempo passato e incapace di rianimare la città dormitorio, di disegnare una traiettoria diversa che a partire da quelle radici potesse costruire un futuro sostenibile. Terre che parlano di organizzazioni sociali diverse da quelle che abbiamo conosciuto, come ad esempio l'unica società etrusca di matrice matriarcale. Bellezze dimenticate o addirittura sconosciute da molti dei cittadini.

Museo, parco, biblioteca, orti sociali: una mescolanza di elementi culturali che non solo non sono stati valorizzati dalle amministrazioni via via succedutesi ma che in molti casi intraprendono battaglie contro tali bellezze per far spazio a speculazioni edilizie e cementificazione. In quella cittadina periferica che potrebbe essere centro culturale, insieme di saperi e collante di identità, sembrano farla da padroni la desertificazione e l'abbandono.

Chi non si rassegna a tale desertificazione culturale, un ossimoro per una piccola città che ospita un tale insieme di esperienze, è l'Associazione Culturale Mascheranova, Compagnia Teatrale che si costituisce come associazione nel 1991 grazie all'unione di un gruppo di amatori del teatro. Forte della sua storia di autonomia e di coinvolgimento attivo della cittadinanza, la compagnia nel 1992 ha esordito mettendo in scena il capolavoro di Eduardo de Filippo “Filumena Marturano” con la prestigiosa regia di Franco Angrisano, maestro  che per un decennio è stato protagonista della Compagnia Stabile.

L'Associazione invano ha cercato di stimolare le amministrazioni comunali nel tentativo di mettere in campo un processo di valorizzazione della cultura e di partecipazione attiva sul territorio. Le difficoltà di confronto con le amministrazioni sono state tantissime anche quando la Compagnia teatrale è riuscita per tre anni ad allestire la rassegna di teatro amatoriale “Teatro mi(o) diletto”, dedicata alle compagnie amatoriali nazionali. Quello fu un successo di adesioni e partecipazione, furono tantissime le attività messe in campo, la contaminazione tra varie realtà, gli scambi di idee. Questi rapporti con l'amministrazione portano a compiere una scelta di campo, quella dell'autonomia, che diventa così il faro di ogni attività dell'associazione, anche quando nel 1999 nasce il “Teatro Mascheranova”, autofinanziato dagli associati. Sin dalla sua nascita, dunque, il teatro si impegna ad essere uno strumento di aggregazione e di partecipazione nella città. Tutte le attività svolte dall'Associazione non hanno mai goduto di alcun tipo di contributo pubblico, basandosi esclusivamente sull'autofinanziamento e sugli incassi degli spettacoli. Questa storia di autonomia, autoproduzione volontaria e di impegno in un territorio molto particolare, in quel Sud spesso dipinto come luogo dell'abbandono e del disinteresse, oggi si arricchisce con un nuovo percorso e nuovo slancio. Dopo la bella avventura della rassegna cinematografica al parco Eco-Archeologico “Cinema al Verde! NON RASSEGNAmoci”, che ha visto la partecipazione di moltissimi giovani e cittadini di Pontecagnano e delle zone limitrofe, con la quale l'associazione, insieme ad altre realtà come Aut Aut, il circolo Occhi Verdi e quello di Legambiente, ha unito l'aspetto culturale a quello della denuncia per l'assenza di un cinema nella città, ora si apre una nuova sfida.

L'esperienza ha insegnato che, con la passione e la voglia di fare, niente è impossibile, come quando dal 1990 al 1997, nonostante le difficoltà dovute alla mancanza di una sede adeguata, Mascheranova è riuscita comunque ad allestire nove spettacoli. Proprio in questo periodo la compagnia teatrale si è fatta conoscere in tutto il territorio nazionale attraverso rappresentazioni in numerosi teatri italiani come lo Smeraldo di Milano, il Colosseo di Torino, l'Impero di Varese, il Royal di Bari, il Teatrotenda di Brescia, il Politeama di Lecce.

Dal 1999 Mascheranova apre a Faiano (frazione di Pontecagnano) una propria sala teatrale di 70 posti, ristrutturando a proprie spese una palestra. Da allora organizza annualmente la stagione teatrale e laboratori di teatro per bambini, ragazzi e adulti, aprendo anche ad altre forme artistiche come il cinema, con l'organizzazione di un Cineclub, e la narrativa, con serate di letture di racconti.  

Nel 2013, non potendo più sostenere le spese di gestione e penalizzata dall'ubicazione periferica del proprio spazio, Mascheranova è stata costretta a chiudere, ritrovandosi così senza sede. Ora la sfida è quella di portare il teatro nel centro cittadino, di rimettere su i laboratori partecipati per bambini e adulti, di rilanciare un lavoro nelle scuole, di costruire rassegne cinematografiche e ospitare iniziative culturali. Dopo mesi di ricerca di uno spazio consono e soprattutto più facilmente raggiungibile, l'associazione ha individuato in una ludoteca dismessa una possibile soluzione. Allora è partita la nuova storia, fortemente radicata nell'esperienza passata, ma che ora si rinvigorisce e prende nuovo slancio. L'autofinanziamento e l'autonomia culturale sono i valori fondanti di questa esperienza di una piccola cittadina del Sud Italia. Ora la sfida è di moltiplicare le forze e il sostegno. Per fare questo hanno lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma DeRev. L'obiettivo ce lo spiegano direttamente gli operatori volontari del Teatro Mascheranova: “SOSteniamo il teatro è un progetto che nasce con l'obiettivo di allestire una sala teatrale di 70 posti in un locale di circa 200 mq e si rivolge a chiunque riconosca in una sala teatrale il ruolo fondamentale della crescita culturale e sociale di una città”. Per i lavori di ristrutturazione sono stati già spesi 5 mila euro, mentre i costi per completare l'allestimento ammontano a 20 mila euro. 

Eduardo De Filippo diceva che “Con la tecnica non si fa il teatro. Si fa il teatro se si ha fantasia” ma la cosa più bella è quando questa fantasia si mescola con la passione e con un progetto che ha i piedi radicati nella società, quando il teatro si rimpossessa del suo ruolo di costruzione del benessere collettivo. Poi alla fine, come affermava Borges, “Un bravo attore non fa mai la sua entrata prima che il teatro sia pieno”. D'accordo, caro Jorge, ma se il teatro non è stato ristrutturato e lo spazio non è stato restituito alla cittadinanza, non potrà mai riempirsi.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info