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Ripartire da Pomigliano. Libera, FIOM-CGIL e Caritas insieme per la solidarietà.

Ripartire da Pomigliano. Libera, FIOM-CGIL e Caritas insieme per la solidarietà.

La crisi morde quotidianamente le fasce più deboli della società su cui sono stati scaricati tutti i costi della finanziarizzazione dell'economia e della deindustrializzazione coatta. A pagare sono i lavoratori, i precari, i disoccupati e i pensionati in primo luogo. Dentro queste difficoltà si sta aprendo il dibattito su come rispondere alle difficoltà giornaliere e si discute di nuove forme di mutualismo. Il rischio è quello di farsi affascinare dalle pratiche messe in campo in altri paesi - in particolar modo quelle di Syriza - senza valorizzare la miriade di esperienze piccole, piccolissime e grandi che vivono nei nostri territori.

Quando sono i lavoratori a «metterci testa» tutto cambia, e se le proposte arrivano da Pomigliano d'Arco allora si può immaginare qualcosa di diverso. Cinque anni fa qualcuno diceva che Pomigliano sarebbe diventato un modello (negativo), il paradigma per cambiare le relazioni industriali e il mercato del lavoro in peggio, oggi che tutto ciò diventa realtà in molti si affrettano a dire il classico e ormai inutile «l'avevo detto».

Chi può permettersi di dirlo sono gli operai e le operaie di Pomigliano che si sono riuniti ieri presso la sala dell’Orologio per l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Fiat/FCA promossa dalla FIOM-CGIL Napoli e Campania alla presenza del Segretario Generale Maurizio Landini e di Giuseppe De Marzo, coordinatore nazionale della campagna Miseria Ladra.

Durante l’assemblea è stata presentata un'iniziativa di solidarietà che parte dai lavoratori ed è rivolta ai lavoratori in cassa integrazione, espulsi dai processi produttivi, e precari di Pomigliano insieme a Libera Campania e alla Caritas di Pomigliano, nella persona di Don Peppino Gambardella.  Si apre così il percorso della costruzione di una cassa di mutuo soccorso che sarà alimentata dalla devoluzione da parte degli operai, a partire dagli iscritti e delegati FIOM, dalla maggiorazione dello straordinario. Un fondo, non sarà gestito dal sindacato ma da realtà del terzo settore, che sembra un ritorno alle origini del movimento operaio e democratico, ma, come specificano gli intervenuti, capace di dare nuova linfa all'affermazione del diritto al lavoro e alla partecipazione.

«E' il tempo di prendersi cura dell'altro dentro meccanismi di condivisione e solidarietà. Possiamo costruire percorsi che creano opportunità di sviluppo e lavoro. Partiamo da questo fondo e lavoriamo insieme per altre iniziative. La necessità del riutilizzo sociale dei beni confiscati passa da questo percorso, immaginiamo una progettualità che vada come protagonisti i cassintegrati e precari, iniziative di solidarietà e pratica mutualistica dei lavoratori rivolte ai lavoratori». Afferma Fabio Giuliani, Referente regionale di Libera Campania. «È necessario fare rete, coinvolgere il territorio. Bisogna mettere insieme le energie: è troppo facile distruggere invece noi pensiamo che dentro ad un percorso di corresponsabilità e impegno possiamo costruire, pezzo dopo pezzo, un nuovo sentire che costruisce comunità».

«Senza un lavoro dignitoso si impoveriscono le persone e si fa spazio alle mafie, - ha affermato Giuseppe De Marzo - diminuiscono gli spazi democratici e si accantonano i principi costituzionali, questa è la ragione che ci vede in campo nel contrasto alle povertà. Ci viene naturale stare dalla parte vostra perché sappiamo che insieme possiamo vincere la nostra sfida contro le mafie, la corruzione e la povertà».

L’assemblea che ha dato voce agli operai e alle operaie che hanno raccontato la loro condizione e la discriminazione che continuano a subire si è conclusa con le parole di Maurizio Landini: «Dobbiamo costruire alleanze nel mondo del sociale, con le realtà associative impegnate quotidianamente, in modo da uscire dalla solitudine», ha affermato il Segretario Generale dei metalmeccanici. «Per questo trovo straordinario l’impegno per questo fondo mutualistico». Concludendo con l’urgenza che ha questo mondo di promuovere iniziative dal basso per l’approvazione di nuove legge contro le illegalità: «appalti, equità fiscale, giustizia sociale, lotta alla corruzione sono gli interventi necessari anche per far ripartire l’economia».

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