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“LAVORO SENZA PADRONI” UN VIAGGIO TRA LE IMPRESE RECUPERATE

“LAVORO SENZA PADRONI” UN VIAGGIO TRA LE IMPRESE RECUPERATE

Il viaggio di Angelo Mastrandrea nel cortocircuito della crisi tra le esperienze di lavoratori e lavoratrici che hanno riconquistato il lavoro.

Denso, chiaro, avvolgente. Nell'epoca delle passioni tristi già scegliere di raccontare storie positive, di vittorie e rivincita, è coraggioso. Soprattutto se i protagonisti sono i lavoratori ovvero coloro che sono stati posti fuori dalla scena in questi anni dal neoliberismo sfrenato. Uomini e donne che hanno costruito e realizzato un riscatto collettivo. Come quelli raccontati da Angelo Mastrandrea in “Lavoro senza padroni” edito da Baldini e Castoldi (176 pagine. 15.00 €  E-book 7.99€), un testo che ci racconta un nuovo umanesimo che affonda le proprie radici nella lunga e straordinaria storia del movimento operaio. Un meraviglioso raccoglitore di storie, esperienze, emozioni e relazioni, narrate come un romanzo anche se quella di Mastrandrea è un’opera che si iscrive perfettamente nel genere del reportage. La scrittura lineare e avvolgente, permette all'autore di spaziare e di raccontare diverse storie che si uniscono in modo naturale. Nessun espediente letterario, le vicende si legano e le storie appaiono come una filo di un’unica grande storia lasciando il lettore in balia di emozioni forti e voglia di riscatto collettivo.

Mastrandrea rompe il silenzio, squarcia il sipario e rimette in scena questi straordinari protagonisti. Storie di chi ha perso il lavoro e ha deciso di riprenderselo mettendosi insieme: e allora proprio lì dove la crisi si rivela in tutta la sua crudeltà, la solidarietà e la condivisione riescono a trasformarla in opportunità. C'è un filo conduttore nelle storie, molti elementi comuni: la crisi, le difficoltà dei lavoratori, il vedersi disgregarsi la speranza, la voglia di riscatto e l’idea di trasformare esperienze resistenti in nuovi modelli di sviluppo non da evocare ma da mettere in pratica. Le soluzioni sono diverse. La bravura di Mastrandrea è quella di non cercare etichette ma di prendere il lettore per mano e accompagnarlo dentro quei luoghi che hanno ritrovato vita e si presentano come pietra miliare per la costruzione di un nuovo modello produttivo. Un vero e proprio documentario che si presenta in forma scritta al punto che al lettore appare di partecipare ai dialoghi e alle discussioni riportati dall’autore e di leggere la fatica e la soddisfazione di chi ha riconquistato il lavoro, di vedere le rughe apparse più per lo sforzo nell’impegno che come segno dell’età.

 

Un lavoro certosino, sul campo, capace di narrare un agire comune senza contrapposizione tra le forme più “istituzionali” e quelle di autogestione pura. Un testo inedito per certi versi che rompe gli indugi e ci impone una riflessione approfondita sulla necessità di costruire risposte e soluzioni collettive. Un libro che stana chi si nasconde dietro la critica pura e che fugge quando c’è da discutere di proposte concrete che partono dal basso e che travolgono istituzioni. Le imprese recuperate sono una straordinaria opportunità per sperimentare e praticare un nuovo modello di produzione, una nuova gestione democratica delle imprese, capace di produrre effetti positivi nelle comunità e nelle città. Ci sono tutti i temi necessari per mettere in moto “l’entusiasmo dei visionari”: si spazia dai temi della produzione in senso stretto, all’organizzazione del lavoro, passando dall’ambiente e dalla necessità di mettere in rete saperi e competenze per moltiplicare gli effetti di una trasformazione radicale in atto. Riprendere la storia del movimento operaio e declinarla al futuro, procedendo con un’operazione di rimozione sana delle contrapposizioni interne attraverso un approccio di “sistema”, perché le imprese recuperate non sono più un fenomeno ma veri e propri ecosistemi di innovazione e di altra economia nella crociata alla finanziarizzazione dell’economia è il tema dei temi che ci impone questo libro. Uno strumento necessario per chi vuole misurarsi con le trasformazioni del presente e con la capacità di avanzare proposte, di praticare il cambiamento.

 

E’ interessante che nel libro si raccontano esperienze che mettono insieme piccole e grandi imprese, città e piccoli centri, multinazionali e aziende locali sottolineando come questo meccanismo di recupero, partecipazione e solidarietà può funzionare. Esperienze cooperative, di mutualismo, di comunità senza distinzioni giuridiche raccontate come cuore pulsante di un nuovo sistema che si impone dal basso. Dall’esperienza greca con Solidarity4All e l’autogestione della tv pubblica che ha cambiato le sorti della gestione statale burocratica e ingessata fino ad arrivare ad Acerra dove ex operai Montefibre stanchi della cassa integrazione ormai decennale si incontrano in gran segreto in uno studio medico per progettare il riscatto di un intero territorio transformando la Terra dei fuochi in un luogo di produzione di prodotti ecocompatibile passando per una scuola francese, riconosciuta dallo Stato, completamente autogestita da studenti e docenti. Non saremo qui a far riferimento alle tantissime esperienze raccontate perché vale la pena leggere ogni passo di “Lavoro senza padroni” e più che augurarvi buona lettura è proprio il caso di dirvi buon viaggio.

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