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Eternit alle 13,15 una sentenza storica

Sit in di protesta davanti al tribunale

Si aprono i cancelli del palazzo di giustizia di Torino alle 8:30 di questa mattina. Ad aspettare fuori un numero considerevole di delegazioni da tutto il mondo (più di 160), numerose parti civili (più di 6000) che attendono una sentenza che nemmeno il magistrato esita a definire storica. Il celeberrimo processo Eternit. 

Fuori dai cancelli un presidio corposo, nonostante il freddo, convocato dall'associazione: Voci della memoria di Casale Monferrato. Sui cancelli striscioni e foto delle vittime. Partecipa al sit-in anche un gazebo in cui l'associazione Terra del Fuoco e gli Studenti Indipendenti offrono bevande calde, per le temperature molto rigide, mentre al microfono si alternano molte voci in attesa della decisione della corte. Insieme a loro Ex operai della Thyssenkrupp, familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e di quella del Moby Prince, delegazioni di lavoratori provenienti da tutta europa

Alle 13:15 il presidente della camera di consiglio, Giuseppe Casalbore, darà lettura del dispositivo della sentenza che potrebbe durare più di un paio d'ore.

Sul banco degli imputati due anziani signori: un miliardario svizzero e un nobile belga che secondo i pubblici ministeri meriterebbero solo venti anni di carcere a fronte di 2100 morti accertate.

L'arma del delitto è l'amianto, un minerale killer, impiegato nel novecento a profusione dal rivestimento delle case a riempitivo delle corde. Ma il processo va ben oltre e mette sotto accusa le responsabilità personale che i dirigenti di una multinazionale hanno nell'anteporre i profitti alle norme di sicurezza e alle vite delle persone. Per Stephan Schmidheiny , miliardario elvetico sessantacinquenne, e il belga Louis De Cartier De Marchienne 91 anni l'accusa è chiara: disastro colposo.

I PM dell'accusa Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace sostengono che gli imputati avendo gestito per diversi periodi della loro vita l'azienda eternit o aziende ad essa collegate (arricchendosi enormemente NDR) sono responsabili del disastro provocato dall'amianto lavorato in quattro stabilimenti in Italia della holding dall'inizio degli anni cinquanta: Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Migliaia di morti e di malati di tumore fra gli operai e fra le persone che popolavano le quattro località. eternit processo reg1--400x300

Il processo vede per la prima volta imputati non solo i capi delle singole filiali ma direttamente i vertici della holding.

Sentenza storica dunque per il diritto internazionale e da più parti vengono invocate condanne esemplari. Quindici sindaci dell'area del Monferrato si sono presentati questa mattina all'udienza con la fascia tricolore. Il sindaco di Casale monferrato ha dichiarato: «La nostra comunità ha pagato un pesante tributo in termine di vite umane e soltanto una condanna esemplare potrà fare in modo che certe lavorazioni non si ripetano e che le generazioni future non debbano soffrire quanto i nostri concittadini stanno soffrendo nel corso di questi anni»

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