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Sentenza Cota: l'appello degli studenti della mensa liberata

Sentenza Cota: l'appello degli studenti della mensa liberata

È di ieri - venerdì 10 gennaio 2014 - la sentenza del TAR che dichiara nulle le elezioni regionali svoltesi nel marzo del 2010, con cui Roberto Cota e il centrodestra erano saliti - illegittimamente - alla guida della Regione Piemonte. La lista “Pensionati per Cota” di Michele Giovine era stata infatti presentata con firme false ed oggi - dopo la definitiva condanna penale dello stesso Giovine, nel novembre scorso - la proclamazione degli eletti è stata annullata ed è stato di fatto invalidato l'intero risultato elettorale.

Non possiamo però nascondere che questa sentenza ha per noi un sapore molto amaro, per noi che a questa giunta abbiamo chiesto con forza la garanzia di diritti e servizi essenziali, avanzando proposte in controtendenza rispetto alle politiche di smantellamento del welfare, ma ricevendo in risposta soltanto porte in faccia, per noi che da sempre abbiamo denunciato le irregolarità con cui questa maggioranza era stata eletta: non avevamo certo bisogno di quattro anni di ricorsi, rinvii, polemiche e bagarre in aula, per giungere a questo epilogo.

È il sapore molto amaro di una sentenza che accorcerà di qualche mese la vita di questa giunta, ma non ci restituirà i diritti che in questi quattro anni ci sono stati sottratti. Dove sono le nostre borse di studio? Che fine hanno fatto i treni regionali soppressi, gli ospedali chiusi?

È il sapore molto amaro di una sentenza arrivata troppo tardi, ora che i danni sono già stati fatti: migliaia di studenti a cui è stato negato il diritto allo studio hanno dovuto abbandonare il proprio percorso di studi e - nei casi peggiori - la città di Torino; il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma ha subito tagli mortali, che hanno portato alla chiusura di intere tratte ferroviarie, all'eliminazione di molte linee di autobus e tram, ad un aumento indiscriminato delle tariffe e che hanno lasciato profonde cicatrici nelle vite quotidiane di molti studenti e precari; lo smantellamento dei fondi per le casse di deroga ha abbandonato a se stessi i lavoratori più deboli; molte strutture ospedaliere sono state chiuse e svendute.

Quattro anni di scelte politiche antisociali e miopi e di dilagante corruzione, spesso accompagnate da allusioni razziste e omofobe, quattro anni in cui le cittadine e i cittadini piemontesi - di ogni sesso, età o provenienza - hanno sostanzialmente dovuto mangiare merda a causa di un governo regionale la cui illegittimità e illegalità oggi sono finalmente inconfutabili e non possono più essere negati.

Anche se Cota si appellerà al Consiglio di Stato, ormai la parola fine sembra scritta indelebilmente: nelle prossime settimane anche l'ultimo degli ennesimi ricorsi sancirà il ritorno al voto in Piemonte. La campagna elettorale, di cui già si respira l'aria da molti mesi, sembra oggi entrata pubblicamente in scena e già si discute più di personaggi, liste ed alleanze piuttosto di bisogni reali che impongono soluzioni urgenti. La decadenza di Cota è un passo certamente necessario ma non è sufficiente per la rinascita nella nostra regione di welfare e politiche attente ai bisogni reali delle fasce sociali oggi più in difficoltà: non potrà essere solo giudiziaria l'uscita da questi quattro anni politicamente così bui! Da chi si sta accingendo a scrivere i prossimi programmi elettorali pretendiamo che il diritto allo studio, la mobilità nuova, la sanità pubblica, gli ammortizzatori sociali non vengano strumentalizzati in seno a false promesse - perchè la dignità riconosciuta ai diritti dalla politica si vede a partire da questo - ma siano piuttosto aperti ad un confronto ampio nel suolo della società, dove abitano tutti quei cittadini che vivono ogni giorno sulla propria pelle gli effetti delle scelte politiche su quei settori.

 

Studenti e Studentesse di "Ribaltiamo il Tavolo-Mensa Liberata"

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