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“Sognando l'Avana” torna Peppe Lanzetta e la Napoli del bronx minore.

“Sognando l'Avana” torna Peppe Lanzetta e la Napoli del bronx minore.

Ritorna Peppe Lanzetta e le periferie di una Napoli minore riprendono voce. “Sognando l'Avana” è l'ultimo romanzo dello scrittore, attore e drammaturgo napoletano che a due anni di distanza dal suo ultimo libro “Infernapoli” si tuffa nel passato dei suoi primi scritti e confeziona duecento pagine di periferia, a sud, tra il rione Incis di Ponticelli e il sogno di una fuga dal pantano di miserie e speranze interrotte.

“Sognando l'Avana” è il proseguimento ideale di ciò che fu il capolavoro dello scrittore partenopeo. Il libro, edizioni CentoAutori, si rimette sulla scia di “Figli di un bronx minore” (1993) e di “Un Messico napoletano” (1994). Trame e vite a tinte forti, che lo scrittore ama raccontare senza giri di parole, con un lessico da quotidianità rassegnata e stanca che aspetta e sogna tutto ma trova solo la morte. La Napoli di Lanzetta è quella che sfreccia sui motorini, che scopa nelle Fiat Uno sotto i ponti dell'asse mediano, che veste e vive male; è la Napoli gonfia di un'umanità che non ti fanno vedere. Non la pizza, il sole e i mandolini. Niente Pulcinella. E' quella di Secondigliano, della 167, della tv che detta ritmi e dei bar squallidi che diventano palchi per personaggi da sottobosco. Un bosco fatto di palazzi a dieci piani e mille appartamenti l'uno, di cunicoli e monnezza a bordo strada; è la Napoli che aspetta sempre qualcosa in una vita che pare post datata.

L'ultimo romanzo di Lanzetta parte ancora da lì. Da Ponticelli, periferia sud del capoluogo campano. Qualcosa accade: scoppia una bomba e rompe la monotonia delle famiglie di un caseggiato desolato. In un palazzo vivono e si intrecciano le storie di diverse famiglie: un condominio che l'autore ha scelto per descrivere il Paese. Sullo sfondo infatti un'Italia in crisi, con la recessione economica che violenta e deprime e le elezioni di un papa argentino e un signore napoletano al Quirinale in tv. Con la crisi della politica che accompagna le vite dei protagonisti di questa misera e disperata storia: Dora, Andrea, Giacinta, Don Ciro e la signora Capece, la signora Imbriani, Elio e Vito (e a toglierci la congiunzione forse vuol dire tanto), in cerca di qualcosa, che siano soldi facili, letti accoglienti o fughe a Cuba. La vita di questi personaggi racconta un'Italia moderna, dove quel condominio di Ponticelli diventa la metafora cruda del reale e il viaggio un atto rivoluzionario, contro la rassegnazione e le periferie dell'esistenza.

E' una Napoli dai jeans stretti e Marlboro di contrabbando. Una Napoli che stende i panni dal balcone per provare il rischio di cadere giù e dare un senso alla rassegnazione. E' una Napoli che mischia miseria e miseria, lasciando la nobiltà fuori dai cancelli del rione. E' la Napoli di Peppe Lanzetta, che torna con un altro romanzo a raccontarci un sud che è confine costante, è condizione di vita e non punto cardinale.

Peppe Lanzetta (Napoli, 1956) è scrittore, attore e drammaturgo. Debutta sulla scena teatrale nel 1983 con Napoletano pentito, a cui fanno seguito: Bombatomica e Roipnol (entrambi del 1984), Il vangelo secondo Lanzetta (1986), Lenny (1988), Caro Achille ti scrivo (1990), Il gallo cantò (1993), Il peggio di Lanzetta (1993), Tropico di Napoli (1998), Ridateci i sogni (2001) e L'Opera di periferia (2006). Ha vinto con Malaluna il premio Olimpici del Teatro 2004.

Ha collaborato come autore di testi con vari musicisti tra cui: Edoardo Bennato, Tullio de Piscopo, James Senese, Enzo Avitabile, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Franco Ricciardi, Massimo Severino e Franco Battiato. Attore e autore anche per cinema e televisione, ha lavorato con registi come Sorrentino, Piscicelli, Tornatore, Cavani, De Crescenzo, Loy, Martone, Asia Argento, Scimeca e Abel Ferrara. 

Ha pubblicato Una vita postdatata (Interlinea 1991, poi Universale economica Feltrinelli 1998), Figli di un Bronx minore (Universale economica Feltrinelli 1993), Un Messico Napoletano (Universale economica Feltrinelli 1994), Incendiami la vita (Baldini & Castoldi 1996, poi Universale economica Feltrinelli 2007), In gita a Napoli (Paravia 1997), Un amore a termine (Baldini & Castoldi 1998), Tropico di Napoli (Feltrinelli 2000), Ridateci i sogni. Ballate (Universale economica Feltrinelli 2002), Giugno Picasso (Feltrinelli 2006, premio Domenico Rea), Racconti disperati (Tullio Pironti Editore 2010), InferNapoli (Garzanti 2011 Premio Frignano) e Pane e peperoni (a est dell’equatore 2012).

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