PisaFolk. Le mille culture che sfidano e costruiscono una città
- Scritto da Ettore Bucci
- Commenti:DISQUS_COMMENTS
Siamo nella città in cui il Prefetto emana direttive sull'ordine pubblico degne dei migliori anni del proibizionismo; nella città definita da un alto prelato "un campus mal riuscito con giovani soli e infelici"; nella città in cui l'assillo di alcuni è chiudere le strade con cancellate. Come sempre in queste circostanze, l'errore consiste nel fare di tutta l'erba un fascio. Semplificare, individuando un nemico da criminalizzare: il "nemico studente" contro il "buon residente". Nasce così il cosiddetto "dibattito sulla movida" - evoluzione semplificata e banalizzata della questione degli spazi cittadini adibiti alla socialità. A situazioni come queste corre in riparo la buona politica. In questo caso, la buona politica culturale.
Pisa Folk Festival 2014
Nelle serate del 29, 30 e 31 maggio, l'associazione Pisa Folk ha animato le strade e le piazze di Pisa con l'edizione 2014 del Pisa Folk Festival, in collaborazione col sindacato studentesco Sinistra Per..., l'associazione "I sacchi di sabbia" e con il patrocinio dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana, dell'Università, del Comune e della Provincia di Pisa. Hanno contribuito l'associazione Ritmi Meridiani e la Confesercenti.
A dirigere le operazioni, un validissimo team che ha avuto le sue punte di lancia in Maurizio "Mauro" Albanese e Irene Masoni, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Associazione Pisa Folk, capofila delle operazioni; alla direzione artistica delle attività musicali e delle conferenze, il salentino Antonio Santoro; direzione artistica delle attività teatrali al ligure Andrea Cerri. Sostegno fondamentale è stato prestato da Sinistra Per... attraverso i coordinatori uscente (Marianna Nardi) ed entrante (Paolo Imbrenda) e l'infaticabile presidente dell'associazione di servizio, Sara Giustini.
A contribuire nel corso della gestazione degli eventi, i molti militanti delle associazioni coinvolte, in particolare Pisa Folk e Sinistra Per..., che confermano per la dodicesima stagione un appuntamento ormai vitale per l'inizio dell'estate pisana.
Nella serata del 29 maggio, presso il Teatro di Sant'Andrea, Marta Dalla Via ha raccontato la storia di un divorzio, un rapporto di odio-amore fra sud e nord ambientato in Veneto: Veneti Fair. Il 30 maggio, presso il giardino della biblioteca di Storia e Filosofia dell'Università di Pisa, l'associazione "I Sacchi di sabbia" ha dato vita ad un happening pomeridiano: "una serie di “piccole allegorie” - scrive il sito pisafolk.org - recitate in ottava rima o in quartine di ottonari, secondo l’antica tradizione del maggio drammatico". Alla sera, i concerti di Piazza dei Cavalieri, con la Compagnia Balinzé e l'Antico Gruppo Agricolo di Villa Castelli: pizziche della Bassa Murgia, musiche tradizionali, anziani suonatori, tarantismo.
Il pomeriggio del giorno successivo, nell'aula conferenze della R.U. Fascetti, l'assessore comunale alla cultura Dario Danti (SEL), il presidente della Fondazione Notte della Taranta Massimo Manera, l'esponente della Fondazione Sistema Toscana Adriana De Cesare e Filippo Giordano, co-autore del volume "Eventi, cultura e sviluppo. L’esperienza de La Notte della Taranta", hanno animato il dibattito dedicato alla relazione fra eventi culturali e economia del territorio. Partendo da una ricerca coordinata dal prof. Giuseppe Attanasi presso l'Università Bocconi di Milano (attualmente maître de conférences all'Università di Strasburgo nonché direttore del Laboratorio di Economia Sperimentale presso lo stesso Ateneo), le personalità coinvolte hanno dimostrato che "le spese per la cultura - scrive sempre il sito dell'associazione - possono diventare un vero e proprio volano di sviluppo per l’economia del paese, sovvertendo il tragico luogo comune secondo il quale con la cultura non si mangia".
La sera del 31 maggio, migliaia di persone hanno seguito dentro Piazza dei Cavalieri, in un fremito continuo di danza e passione, l'Orchestra Popolare della Notte della Taranta. Un evento che ha avuto rilevanza nazionale grazie alla caratura dell'ensemble musicale: per la prima volta, l'emblema bicolore dell'Associazione Pisa Folk ha colorato i media partner ufficiali de La Notte della Taranta. Chissà, l'inizio di una nuova grande pagina per la musica popolare, con importanti festival fuori dalle tradizionali frontiere della Puglia.
“Una bellissima iniziativa – racconta a Il Corsaro l'assessore Dario Danti – che il Comune ha voluto e sostenuto anche economicamente. Far vivere le piazze e i quartieri della città e fondamentale. Mai vista piazza dei Cavalieri così stracolma per un evento culturale gratuito negli ultimi vent'anni!”
Intervista al presidente di Pisa Folk, Maurizio "Mauro" Albanese
“L'obiettivo da cui è partito tutto – ci dice Maurizio “Mauro” Albanese, reggino, studente di economia, presidente dell'associazione Pisa Folk – è creare integrazione nella città. Penso che questa edizione sia stata davvero importante perché con un evento grosso a livello mediatico e anche popolare. Un evento più che popolare: pop! Un evento come La Notte della Taranta è diventato un appuntamento davvero folk-pop, un fenomeno popolare e diffuso che è stato capace di richiamare tutta la città.”
Ha avuto anche molta risonanza sui canali ufficiali della Fondazione Notte della Taranta. Non temi che possa esserci il rischio, dato che il brand è diventato molto commerciale, di abbinare il festival folk fatto in Toscana ad una schitarrata di musica popolare fatta da studenti?
“Rispetto alla scelta musicale, è per questo che chiamiamo gruppi diversi da quelli pugliesi, anche per ampliare l'offerta. L'Orchestra Popolare della Notte della Taranta è un evento mediatico, invece, capace di rappresentare la più grande esperienza di festival folk. Fatto, poi, in quella piazza, per l'importanza che ha avuto...”
Ecco, che significato ha avuto piazza dei Cavalieri? Come siete arrivati ad avere quello spazio, con quali difficoltà e con quali relazioni con le istituzioni?
“Le difficoltà sono state molte, a partire dai permessi, dal suolo pubblico. Abbiamo incontrato uffici, tecnici. Si parla di due mesi di lavoro fitto, fitto. Quasi quotidiano. Una relazione con l'amministrazione comunale, in particolare l'assessore alla cultura Danti e il capo del gabinetto del sindaco, Gazzarri. C'è stata una spinta forte a venirci incontra da parte di questi uffici, che hanno ritenuto l'iniziativa valida e, soprattutto, hanno ritenuto lo spirito dell'evento coerente con la natura della piazza, quella più importante della città.”
Come relazioni il tema posto tutti gli anni, a fine maggio, della socialità in città, della relazione con residenti, comitati cittadini rispetto a giovani, studenti col fatto che l'associazione Pisa Folk, dopo tanti anni di non utilizzo di piazza dei Cavalieri per attività culturali, ha organizzato proprio lì una grande iniziativa pubblica? Consideriamo che le ultime grandi iniziative erano le assemblee universitarie nel 2008-2010, ai tempi delle ultime mobilitazioni generali del mondo accademico.
“Spero con tutto il cuore che sia un primo passo verso il dibattito estivo: da universitario, da cittadino, credo che non si possa costruire la dicotomia dello “studente” contro il “residente”. La risposta di piazza, ieri sera, era la presenza in prima fila di settantenni con nipoti, bambini di pochi anni attaccati alle transenne, giovani a ballare. Almeno settemila persone parlavano e si divertivano insieme, residenti e non: questa è la vitalità delle piazza, così va vissuta la possibilità di trovare punti d'incontro fra studenti e residenti! Riempiendo i luoghi della città con iniziative culturali costruisci una dimensione per cui le persone sono soddisfatte di una certa offerta e non hanno bisogno di trovare il pelo nell'uovo in ogni cosa.”
Che messaggio di politica culturale intendi dare? Storicamente, l'associazione Pisa Folk trova nella musica una chiave per relazionare giovani, studenti provenienti da tante parti d'Italia con la città di Pisa.
“Si, studenti fuorisede, ma non solo. La composizione storica della città ci porta proprio verso la scelta di politica culturale che ti dicevo. Quella di ieri è la fotografia del lavoro figlio di anni di impegno dell'associazione, di Sinistra Per..., di singoli individui, persone che negli anni si sono spesi tanto.”
Il contributo di Sinistra Per... è stato ancora quello dei precedenti 11 anni? Ancora così tanto entusiasmo nel seguire questa iniziativa?
“Un contributo fondamentale: trenta, quaranta persone di Sinistra Per... che hanno lavorato duramente. Tutti hanno sentito questo evento come proprio, stando sottopalco, agli ingressi, al controllo, alle offerte. A livello umano, si costruiscono rapporti importanti che possono essere miscelati con quelli costruiti dalle singole organizzazioni.”
Una comunità, prima ancora che una rete di associazioni che, ad ogni modo, hanno la loro importanza perché strutturano un lavoro per il futuro. Per il futuro, come pensate di mettere a frutto queste relazioni, a partire dal prossimo anno?
“È ancora presto. Anzi tutto, vorrei riposarmi! Ho dormito solo dalle due e mezza di pomeriggio fino alle sette ed ero già sveglio da un giorno e una notte intera, così tanti altri compagni. Sulle prospettive per il futuro, l'idea di fondo è quella di coinvolgere il più possibile, integrare il lavoro di più associazioni, far rete. La grande vittoria di quest'anno, oltre al risultato di piazza e di partecipazione, è stata la possibilità di inserire nella stessa iniziativa associazioni, enti pubblici, privati, soggetti che spesso non si relazionano, neanche parlano fra loro. Tutti insieme, siamo riusciti a fare qualcosa di davvero importante per la città di Pisa. La fruizione dell'evento è tutta a disposizione dei cittadini e di chi vive la città, che ieri ha risposto in maniera bellissima: tutta la città sentiva l'iniziativa.”
Abbiamo parlato dei concerti, importanti senza dubbio. Il 31 pomeriggio l'associazione Pisa Folk ha tenuta presso la RU Fascetti una conferenza dedicata alla relazione fra attività culturali – esperienze come Fondazione Sistema Toscana o Fondazione Notte della Taranta – e incentivo all'economia. Che contributo ha dato questa interlocuzione? Pisa vive di attività universitarie, didattica e ricerca. Può vivere di grandi, piccole iniziative? Come la vedi questa relazione fra economia locale e attività culturali?
“Penso che i grandi eventi come quello del 31, presi come eventi singoli, creino un indotto economico sulla singola giornata che è importante: quella sera, se andavi in centro a mangiare una pizza, non potevi trovare un solo posto libero. La lungimiranza di una amministrazione, da un punto di vista politico-culturale, dovrebbe stare nel finanziamento di iniziative anche piccole, ma capaci di creare un “di più”, a livello culturale, ossia capaci di lasciare qualcosa alla città. Le iniziative fini a se stesse non hanno senso: iniziative con cui puoi coinvolgere tutta la città riempiono Pisa di contenuti, di valori. È questo il risultato migliore per tutti.”
Socialità e culture
Il merito è tutto dell'Associazione sorta in occasione del decimo Folk Festival, inventato nel 2002 da Sinistra Per... a beneficio, inizialmente, degli studenti dell'Università di Pisa.
La bravura del team, che unisce metodologia democratica interna e salda capacità di interlocuzione con associazioni e istituzioni locali, ha garantito la persecuzione dei valori posti alla base della storia del Folk Festival: la diffusione delle culture e delle tradizioni popolari per far vivere la città. Non solo pizzica, non solo l'ormai stucchevole revival di tamburelli salentini, spessi banalizzati in chiave pop(-ulistica), ma un progetto di cultura e politica culturale. Una saggia dimostrazione di forza di più generazioni di giovani che, giunti a Pisa per ragioni di studio, sono andati oltre il bel concerto di musica tradizionale meridionale, allargando la visuale di studio ai sound popolari del centro e nord Italia, che in questi anni sono stati immancabili protagonisti del festival insieme agli zampognari lucani e ai nuovi ritmi della taranta.
L'osservazione rimarcata dai ragazzi dell'Associazione è che le istituzioni possono e devono appoggiare progetti di rivitalizzazione della città, evitando la drastica e stupida distinzione fra "movida sana" e "brutta movida". La vita degli spazi sociali pubblici è possibile, ben oltre le cerniere della mezzanotte, attraverso una cessione di responsabilità alle associazioni culturali e l'auto-organizzazione di appuntamenti capaci di colorare la dolce notte pisana.
Articoli correlati (da tag)
Ultimi da Ettore Bucci
- L'Internazionale dell'umanesimo integrale? L'incontro mondiale dei movimenti popolari con il Papa
- Pisa: quella ruspa democratica che abbatte la speranza
- ONU, stage gratuiti: il prezzo della dignità
- Crisi, Grecia, Europa: intervista a Laura Slimani (Young European Socialists)
- Quanti carri armati ha il Papa?
