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L'altro Primo Maggio di Taranto, attesa per il confronto con Maurizio Landini

L'altro Primo Maggio di Taranto, attesa per il confronto con Maurizio Landini

Dopo il concerto organizzato lo scorso anno, mettendo in piedi un evento che puntava a "tornare ad essere momento di lotta, di riflessione e confronto collettivo", dove "gli artisti che vi parteciperanno lo faranno a titolo gratuito poiché condividono il nostro percorso", il comitato tarantino dei "Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti" ci riprova. Nel 2013, il claim era "Lavoro? Ma quale lavoro?!", mentre quest'anno dal palco tarantino si parlerà di diritti. Tanti gli artisti che si alterneranno il prossimo Primo Maggio sul palco del capoluogo ionico, che sembra sempre più distante da quello 'ufficiale' dei sindacati confederali in Piazza San Giovanni, a Roma, dagli Afterhours a Caparezza, passando per Vinicio Capossela, i Sud Sound System, i No Braino e i Tre Allegri Ragazzi Morti.

Confermata anche la presenza dei 99 Posse, che descrivono il concerto del capoluogo ionico come "una fotografia molto realistica di questo Paese", in quanto "si può parlare di un'Italia che muore di disoccupazione, di precarietà e di veleni, quelli dell'Ilva di Taranto, della Terra dei Fuochi campana e quella dei Veleni di Crotone, del Sulcis, di Porto Marghera, del petrolio della Basilicata, del Muos in Sicilia e della Tav in Val di Susa, del carbone di Brindisi e La Spezia e di molto altro ancora".

"Non siamo contro ogni tipo d’industria, rifiutiamo tutte quelle attività il cui unico interesse è rappresentato dal profitto e la cui azione danneggia irreversibilmente l'uomo e l'ambiente. Quelle industrie in cui i lavoratori vengono privati della loro dignità, dove la produzione deve andare avanti nonostante la morte di un collega sul posto di lavoro", sottolineano in un lungo documento gli organizzatori dell'evento, aggiungendo poi: "Non proviamo alcun piacere a parlare di fumi, veleni, malformazioni congenite e morti. Troppi morti per questa guerra in tempi di pace. E’ nostro intento mostrare anche la bellezza di Taranto. Valorizzarne il mare, la terra che potrebbe tornare a donarci prodotti di alta qualità qualora venisse liberata dagli inquinanti. Gradiremmo mostrarvi con orgoglio la storia millenaria del nostro territorio e le sue tradizioni secolari".

A fare da padrone di casa, ancora una volta, l'attore Michele Riondino, che ieri sera si è esibito con la sua band in un circolo Arci del capoluogo jonico e che nella conferenza stampa di presentazione dell'evento ha parlato della presenza del segretario Fiom, Maurizio Landini: "E' un invitato come tutti gli altri. Oltre a lui ci sarà Ugo Mattei, tra i promotori del referendum sull'acqua pubblica, ci sarà Libera, rappresentata da Giuseppe De Marzo, con cui parleremo anche di Terra dei Fuochi. Cercheremo di non incanalare la discussione sul fenomeno Ilva a Taranto, perché ormai questo è diventato un fenomeno nazionale".

"Approfitteremo della presenza di Maurizio Landini per fargli un paio di domande" - ha proseguito Riondino - "Non abbiamo mai avuto modo di comunicare con lui, adesso finalmente ha accettato l'invito e chiederemo delle risposte certe a lui, che è il segretario nazionale dell'organizzazione, senza passare da nessun intermediario. Riteniamo che la Fiom si è molto interessata di molte realtà industriali, ma evidentemente non conosce a fondo la realtà Ilva. Chiederemo a lui se esiste un sindacato dei cittadini, visto che comunque a Taranto noi siamo cittadini dipendenti dall'Ilva".

Non intende fare sconti a Maurizio Landini nemmeno Cataldo Ranieri, del comitato "Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti": "Ascolterà quelli che sono i nostri drammi; sono tali anche a causa dell'assenza e indifferenza del sindacato. Poi tornerà alle sua attività sperando che inizi ad agire nell'interesse della gente". A pesare, le contestazioni contro il segretario Fiom dell'agosto 2012, nei giorni più duri della vicenda Ilva; in quella circostanza Landini, dal palco, sostenne tra l'altro: "Non è vero che cessando le attività si bonificano e si risanano i cicli produttivi. Continuare le attività come condizione per risanare e per bonificare anche le aree".

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