Menu

Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181

Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/ulpeyygx/domains/ilcorsaro.info/public_html/includes/application.php on line 536

Gabriel García Márquez, che visse, scrisse e raccontò sognando con i piedi per terra

Gabriel García Márquez, che visse, scrisse e raccontò sognando con i piedi per terra

È morto agli inizi di un nuovo millennio, ha vissuto cavalcando due secoli, ma senza tempo rimane la sua opera come immortale il suo ricordo. Non se ne va solo uno scrittore, ma un intellettuale a tutto tondo, penna irriverente che ha riscattato la millenaria solitudine di un continente e narratore di un mondo che ha saputo far proprie alcune delle sue irrealizzabili utopie. La rivincita dei dimenticati di sempre ha trovato in Márquez uno dei pochi a saperne cogliere le impercettibili meraviglie che abitavano, abitano e abiteranno le loro esistenze.

Sta qui la grandezza della sua opera.

Sotto l’immaginifica rappresentazione di una realtà magica e fantasiosa, si nascondevano le miserie e gli splendori di un mondo, quello latino-americano, perennemente in bilico tra la farsa della sua storia, la dignità della sua rivolta e la volontà della propria autodeterminazione. Il patriarca, il generale, il colonnello: tutte immagini tanto irreali quanti vivide, che hanno fatto da contraltare alla bellezza siderale del Caribe, affogato nella sua eterna quotidianità di miti e superstizioni.

Márquez è stato fra i primi, nel tempo degli smemorati, a cogliere la fragilità bellissima della sua terra, quando, giovane cronista, ha raccontato la tenacia di Cuba contro l’invasore, gli ultimi sussulti di dignità del presidente Allende e gli orrori delle dittature rioplatensi. Un giornalismo clandestino che ancora oggi è insegnamento per le generazioni future e che offre tutta la cifra del suo impegno teso all’umanità.

Un’umanità infinita e sconfinata, di poeti tristi e malandrini ribelli, di candide puttane e profeti dimenticati, di inenarrabili vizi e ancestrali malinconie, in cui, organicamente, gli ultimi hanno acquistato cittadinanza a fianco dei primi. È in questo nesso ontologico-letterario, di tempo, quale condizione ultraterrena di metaforici ricorsi, e vita, quale dimensione fuggevole ad ogni razionale riflessione escatologica, si scopre la bellezza della giovane Eréndira, scopertasi libera dopo aver conosciuto l’amore; dello sfortunato Santiago Nasar, morto annunciato a tutto il paese ancor prima di essere ammazzato, del colonnello Aureliano Buendía che dopo trentadue insurrezioni e diciassette figli finì per fabbricare pesciolini d'oro; del naufrago Luis Alejandro Velasco, prima proclamato eroe della patria poi aborrito dal governo; di Remedios “la bella”, che risalì al cielo aggrappata al suo lenzuolo; o dell’instancabile Florentino Ariza, che non smise di amare nemmeno dopo cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni di attesa.

Il 17 aprile 2014, e n'è andato in punta di piedi, nella mala ora di questa epoca. Ma dentro le nostre vite Macondo e la sua opera continueranno ad esistere. E' questo il suo più potente testamento: fare memoria delle nostre esistenze.

Adiós Gabo, ultimo grande sognatore.

Torna in alto

Categorie corsare

Rubriche corsare

Dai territori

Corsaro social

Archivio

Chi siamo

Il Corsaro.info è un sito indipendente di informazione alternativa e di movimento.

Ilcorsaro.info