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Bradbury e Casapound, il come e il perché

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“17 anni e siamo pazzi”: se lo scriveste alternando le maiuscole alle minuscole e circondando il tutto con cuori, stelline e simboletti, sembrerebbe il titolo di una di quelle pagine facebook per preadolescenti. Invece no, è l’omaggio che CasaPound tributa a Ray Bradbury, l’autore di Farenheit 451 e Cronache marziane, scomparso la settimana scorsa.

La citazione è una parafrasi della frase che Clarisse McClellan dice a Montag nel libro: «Ho diciassette anni e sono pazza. Mio zio dice che queste due cose vanno sempre insieme».
Possiamo capirlo: tutti i movimenti hanno bisogno di un sostrato culturale, di frasi da scrivere sugli striscioni e sulle magliette. Ed è facile, oggigiorno, fare una ricerca su wikiquote per trovare un paio di citazioni ad effetto da usare all’occorrenza. Non c’è tempo per leggere i libri da cima a fondo. 

Alcune pagine più in là, infatti, Bradbury parla di Clarisse come di:

una bomba a orologeria. […] Non voleva sapere, per esempio, come una cosa fosse fatta, ma perché si facesse. Cosa che può essere imbarazzante.

Chiedersi il perché CasaPound tenti queste operazioni di appropriazione culturale potrebbe, in effetti, risultare imbarazzante. Ma anche fermarsi al come non evita pericolosi scivoloni. Sorvoliamo sulla somiglianza tra i roghi di libri descritti da Bradbury e quelli perpetrati dai nazisti (somiglianza che, nel film tratto dal libro, Truffaut ricalca ripetutamente senza che Bradbury abbia niente da ridire), ed entriamo nel merito del comunicato di CasaPound.

Non ci risulta che i libri che parlano di CasaPound siano mai stati bruciati nella pubblica piazza, o i loro autori inseguiti, perseguitati, messi al bando; anzi, tempo addietro proprio il Corsaro ha ospitato un lungo e partecipato dibattito sul libro Dentro e fuori CasaPound.
Al contrario, ricordiamo ancora quando Forza Nuova chiedeva che fosse messo al rogo un libro per bambini, e impediva l'accesso a uno spettacolo teatrale considerato blasfemo. Ma certo, Forza Nuova non è CasaPound...

Quanto all'affermazione, sempre contenuta nel comunicato, secondo cui «Benedetto Croce negli anni ’50, in qualità di consulente per Laterza, si rendeva responsabile del boicottaggio di testi su Nietzsche», ci sentiamo in dovere di fare alcune specifiche. Non solo Benedetto Croce non ha "boicottato" la pubblicazione delle opere di Nietzsche per i tipi di Laterza, ma anzi in effetti Laterza è stata, a partire dagli anni ’50 e ’60, il riferimento di molti studiosi nietzschiani. Croce rifiutò di pubblicare per Laterza i Paralipomena di Schopenauer, che vennero poi editi da Einaudi sotto la direzione editoriale di Cesare Pavese.
Fu Pavese, invece, a rifiutarsi di pubblicare Nietzsche con Einaudi, giudicandolo ai tempi un autore troppo compromesso dall’uso strumentale che ne aveva fatto il nazismo. Strumentale: perché Nietzsche, ricordiamolo, non poteva essere nazista, visto che è morto quando Adolf Hitler aveva appena undici anni.

La prima edizione italiana dell’opera omnia di Nietzsche è stata curata da Giorgio Colli e Mazzino Montinari, rispettivamente l’uno il figlio di un giornalista antifascista e l’altro un tesserato al Pci; è stata edita a partire dal 1964 da Adelphi, casa editrice fondata da Luciano Foà, ex einaudiano e anche lui iscritto al Partito comunista. La Colli-Montinari ancor oggi è universalmente riconosciuta come la più importante e filologicamente corretta edizione critica delle opere di Nietzsche.
Alla faccia della censura.

“Ho vent’anni e poco sale nella zucca”: così è tradotta la battuta citata da CasaPound nel film di Truffaut tratto dal romanzo. Questo dovrebbe dare la misura di quanto è facile cambiare il senso di una frase espunta dal suo contesto.

Abbiamo continuato come se niente fosse ad insultare i morti. Abbiamo continuato a sputare sulle tombe di tutti i poveri morti prima di noi. Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti, nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: Noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi.

È un brano da Farenheit 451, considerato dalla critica il passaggio chiave di tutto il libro.
Chissà come mai CasaPound non ha scelto questo, per i suoi striscioni.

P.S.: Per gli amanti della pruderie politica, sì, Ray Bradbury era un conservatore. In gioventù votava democratico, ma non è mai stato un fan del comunismo e negli ultimi tempi ha duramente criticato sia Clinton che, in tono minore, anche Obama. Questo, naturalmente, non ne fa un "fascista del terzo millennio". Non è mai stato tesserato con alcun partito, non si è mai candidato, non si è fatto portabandiera di alcun movimento.

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