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Simona Ardito

Simona Ardito

Dottore di ricerca in filosofia, precaria dell'editoria. Scrivo solo quando sono sicura di quello che dico. 

Arcade Fire, svelata la tracklist di 'Reflektor'

È stata appena resa nota via twitter la tracklist di Reflektor, l'attesissimo nuovo album degli Arcade Fire in uscita il 28 ottobre. Il quarto disco della band, che esce a tre anni di distanza dal loro ultimo lavoro The Suburbs, è stato anticipato, come ormai nello stile del gruppo, dal videoclip del singolo che dà il titolo all'album, in una doppia versione: una interattiva, realizzata in collaborazione con Google e girato da Vincent Morisset ad Haiti, e l'altra, più tradizionale, firmata da uno dei più famosi registi musicali, Anton Corbijn. 

Russia, arrestati i manifestanti anti-Putin

A poche ore dalla rielezione di Putin, scoppiano le prime proteste nella capitale russa. Una decina di persone – tra cui il blogger simbolo dell'opposizione Alexey Navalnyj, il leader del fronte di sinistra Sergei Udaltzov, l'attivista ambientalista russa Yevgenia Chirikova e lo scrittore Eduard Limonov – sono state arrestate nel corso delle manifestazioni di protesta contro la rielezione di Putin a Mosca. Circa 10mila persone (secondo le stime Ansa – 5mila secondo le fonti ufficiali della polizia russa) si sono radunate alle 19 in piazza Pushkin, a Mosca, per contestare la legittimità delle elezioni presidenziali, che hanno visto Putin trionfare al primo turno con il 63,75% dei voti. Ad accoglierli, decine di pullman e camion delle forze dell'ordine, metal-detector e transenne ovunque, e migliaia di poliziotti in assetto anti-sommossa, che sono intervenuti non appena i manifestanti hanno cominciato a scandire slogan contro il premier, tra cui “Russia senza Putin”.

Secondo le fonti ufficiali, gli agenti sarebbero intervenuti per fermare l’azione di una ventina di nazionalisti, che avevano tentato di sfondare il cordone delle forze dell'ordine messo a protezione della via Tverskaia per impedire il contatto con i fan di Putin, riuniti ad un chilometro di distanza, sulla spianata del Maneggio sotto le mura del Cremlino.

Al momento, secondo la BBC, le persone in stato di fermo sarebbero circa 550. Stando alle informazioni che Navalnyj sta inviando tramite twitter, per loro l’imputazione potrebbe essere di “insubordinazione”.

Ed è di oggi il comunicato dell’Osce in cui gli osservatori europei concludono che le elezioni in Russia sono state pesantemente alterate in favore di Vladimir Putin: non solo il premier uscente avrebbe avuto maggiore accesso ai media rispetto agli altri candidati, ma avrebbe ampiamente sfruttato le risorse statali per la propria campagna elettorale. Inoltre i requisiti stessi per la candidatura sarebbero stati troppo ristretti per garantire una concorrenza genuina. L’Osce ha inoltre constatato irregolarità procedurali in un terzo dei seggi sotto osservazione durante le votazioni. «In queste elezioni i candidati non hanno gareggiato sullo stesso terreno», ha dichiarato Heidi Tagliavini, Capo dell’Osservatorio elettorale per conto dell’Osce/ODIHR. «Sebbeneleautoritàfaccianouncertosforzoper migliorarelatrasparenza, rimane una sfiducia diffusa nell’integrità del processo elettorale. Il primo passo sarà investigare adeguatamente su tutte le accuse di violazioni elettorali. Come sviluppo incoraggiante, registriamo la crescente partecipazione dei cittadini nei processi di sorveglianza delle elezioni. La loro partecipazione attiva può essere in futuro un veicolo potente per incrementare la fiducia nel processo elettorale».

Mondadori e l'esercito dei redattori invisibili

Ha fatto tanto rumore, anche grazie all'articolo pubblicato sul Corsaro, il caso che ha visto protagoniste Giulia Ichino e Chiara Di Domenico.
Crediamo che ora sia arrivato il momento di cogliere questa occasione per fare luce sul mondo del precariato sottopagato che mantiene in piedi il settore dell'editoria italiana, e di cui, nonostante tutte le polemiche, si è parlato ben poco.

Quando leggete un libro, difficilmente siete consapevoli del lavoro che c’è dietro ogni singolo rigo. Nessuno, del resto, fa qualcosa per ricordarvelo, anzi: la moltitudine di passaggi dal redattore al correttore di bozze viene sempre adeguatamente tenuta nascosta al lettore, come se ogni libro fosse un miracolo sgorgato direttamente dalla penna di un ispirato autore, l’unico il cui nome sia degno di figurare. Non è così.

USA: i laureati si mobilitano, hanno debiti per un trilione

Mentre in Italia si preme per un diritto allo studio che si affidi sempre meno alle borse di studio e sempre più al prestito d’onore, in America si cominciano a tirare le somme di questo tipo di sistema. E il bilancio è fallimentare, nel senso più letterale del termine.

Stop Bales de Goma ai Sony World Photography Awards 2012

Se passate da Barcellona, fate un giro al CCCB (Centre de Cultura Contemporània de Barcelona); nel senso letterale di girarci intorno. Troverete una sorpresa: 70 gigantografie, 70 ritratti di catalánes scelti perché sono “un soggetto che appassiona”, persone la cui storia valeva la pena di essere raccontata. Sono parte del progetto Inside Out dell’artista JR, photograffeur francese approdato a Barcellona grazie al festival The Influencers.

Tra questi 70 ritratti, ce ne sono cinque diversi dagli altri: sono quelli dei ragazzi di Stop Bales de Goma, che hanno perso un occhio per colpa dei fucili a proiettili di gomma, usati dai Mossos d’Esquadra (il corpo di polizia catalano) come armi di dispersione di folla.

C’è molto d’Italia in questa parte dell’iniziativa: l’associazione Stop Bales de Goma è stata fondata da un ragazzo italiano, Nicola Tanno, che a 24 anni ha perso l’occhio destro durante i festeggiamenti per la vittoria dei Mondiali in Spagna. Il suo ritratto e quello degli altri quattro suoi compagni sono stati realizzati da Francesca Oggiano, fotogiornalista romana freelance e collaboratrice di testate come «Il Tempo», «Il Messaggero» e «Diario». Le foto di Francesca sono state anche selezionate per la finale dei Sony World Photography Awards 2012, nella categoria People, e saranno in mostra presso la Somerset House di Londra dal 27 aprile al 20 maggio prossimi.

È bene ricordare che quando parliamo di “proiettili di gomma” ci riferiamo a sfere di circa 54 millimetri di diametro sparate a 700 chilometri orari. Armi considerate “non letali”, ma che nella sola Spagna, in vent’anni dalla loro introduzione, hanno causato la perdita di un occhio per 23 persone (cinque nel solo anno 2009/2010), e danni permanenti gravi a molte altre. In genere i colpevoli non vengono individuati; anche il caso di Nicola, al momento in discussione presso il tribunale di Barcellona, veleggia tristemente verso l’archiviazione, nonostante sia stata riconosciuta la responsabilità della polizia catalana.

Attualmente i proiettili di gomma sono in uso in Francia e Spagna, ma di recente era stato proposto di introdurli anche in Gran Bretagna e in Italia.

È possibile vedere la serie completa delle foto di Francesca qui.

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