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Fiom: dopo il maltempo si torna in piazza, tutti a Roma il 18

Fiom: dopo il maltempo si torna in piazza, tutti a Roma il 18

Non si fanno attendere i metalmeccanici della FIOM. Costretti a rinviare la manifestazione nazionale prevista per questo sabato a causa del maltempo, è stata già fissata la nuova data per la mobilitazione.

Si torna in piazza il 18 febbraio, 7 giorni dopo la data prevista inizialmente. Il tempo è quindi poco per tutte le realtà sociali che si stavano mobilitando per riempire nuovamente i pullman.

In una recente intervista al Corsaro  il segretario della Fiom, Landini, ha dichiarato "Ciò che sta facendo la Fiat è un tentativo illegittimo, che noi non abbiamo nessuna intenzione di accettare, e quindi metteremo in campo tutte le azioni, sindacali, giuridiche, a partire anche dalla grande manifestazione che faremo a Roma l'11 di febbraio, perché il problema del lavoro, della democrazia, dell'estensione dei diritti a quelli che non ce li hanno è oggi una questione centrale a cui non abbiamo intenzione di rinunciare."

I preparativi della manifestazione vedono anche un notevole impegno degli studenti, questa volta anche loro partiranno da Piazza della Repubblica e non dal loro tradizionale Piazzale Aldo Moro antistante alla Sapienza.

La convinzione con cui gli studenti parteciperanno al corteo è anche legata alle importanti aperture della FIOM sul tema della precarietà. E' la prima volta, ad esempio, che in una manifestazione promossa da una sigla sindacale della confederazione CGIL, si parla esplicitamente di reddito di cittadinanza.

Sempre nell'intervista per il Corsaro, Landini diceva: "La manifestazione dell'11 febbraio per noi deve parlare a tutto il paese, ai giovani, perché il vero problema di questo paese è la precarietà, e c'è bisogno di superarlo attraverso un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati, che investano su nuovi prodotti, che investano sulla ricerca, sulla formazione, che investano sulla scuola. E allo stesso tempo c'è bisogno anche di una riforma vera degli ammortizzatori sociali: vuol dire estendere la cassa integrazione a tutti, ma secondo noi vuol dire anche sperimentare forme nuove di intervento sul sistema sociale, a partire dal reddito di cittadinanza, per chi è precario e per chi deve studiare. E allo stesso tempo vanno riformate e ridotte drasticamente le forme di lavoro, riconducendo cioè il lavoro a un diritto e non invece a un ricatto."

Per quella che sarà la prima manifestazione nazionale contro il governo Monti c'è naturalmente l'aspettativa dei grandi eventi, ma anche i più impazienti dovranno attendere ancora, fino al 18 febbraio.

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