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La Kyenge, i migranti e le tante facce di un unico razzismo

La Kyenge, i migranti e le tante facce di un unico razzismo

Dall'insediamento del governo Letta sono all'ordine del giorno episodi di contestazione razzista nei confronti di Cecile Kyenge, dai gruppi neofascisti sempre sottovalutati, ai leghisti che cercano una nuova collocazione politica a partire dall'individuazione del nemico: il ministro donna e orgogliosamente nera.

Cercando il suo nome su google i primi suggerimenti sono "Kyenge poligamia", "Kyenge negra", tra i commenti sulle pagine facebook dei principali giornali sono molto diffusi i "non sono razzista, però prima gli italiani". Il razzismo trova come sempre nelle fasi di crisi un terreno estremamente fertile, ma ha la strada spianata da anni di "razzismo di Stato", un razzismo che non è solo il prodotto del lessico usato da molti esponenti di governo in questi anni, bensì frutto anche di atti concreti, leggi, accordi, azioni di polizia.

"Gli insulti razzisti alla Kyenge sono insopportabili" dicono – giustamente – in coro esponenti di PD, PdL, SeL , Movimento 5 Stelle. Non si capisce però perché sarebbero sopportabili i CIE e il reato di clandestinità; perché possiamo tollerare le espulsioni dei "comunitarissimi" e a volte italianissimi Rom discriminati solo per la loro etnia, perché dovremmo poter sopportare le migliaia di migranti morti nel deserto per colpa dei nostri accordi con la Libia, i barconi che affondano nel mediterraneo, con il loro silenzioso tributo quasi quotidiano. È di oggi la nostizia di 31 morti  nigeriani senza nome affondati con il loro barcone venerdì notte a largo della Libia. Perché dovremmo sopportare lo sfruttamento di decine di migliaia di immigrati, privati dei documenti e della libertà che, ridotti in schiavitù dai caporali e dalle agromafie, raccolgono i frutti che mangiamo ogni giorno.

Il razzismo non è solo il lancio delle banane a un esponente di governo, ma anche il modo in cui quei frutti vengono raccolti, nel nostro silenzio.

Ultima modifica ilLunedì, 21 Ottobre 2013 15:43
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